L’8 dicembre è stata aperta al pubblico la casa museo Villa Bassi Ratgheb allestita nell’omonima villa cinquecentesca di Abano Terme in provincia di Padova. Un evento storico ed emozionante voluto dal Comune di Abano Terme, con Regione Veneto e Soprintendenza. La villa dopo molti passaggi è diventata proprietà del comune nel 1979 ed è stata  destinata ad accogliere l’incredibile e preziosissimo patrimonio donato alla cittadina dalla vedova di Roberto bassi Ratgheb, noto collezionista, storico d’arte bergamasco, legato alle terre aponensi da una lunga frequentazione.

Ci sono voluti anni per definire il progetto di conversione da nobile dimora a centro culturale ed espositivo. Quindi ci sono stati i vari interventi di restauro che hanno riportato alla luce importantissimi affreschi risalenti all’ultimo scorcio del ‘500  attribuiti ad artisti di ambito veronesiano e zelottiano . I restauri hanno anche riguardato gli stucchi settecenteschi e l’Oratorio che nel 700, il marchese Antonio Dondi Orologio volle fosse preciso nelle forme alla Casa di Nazareth conservata nel Santuario di Loreto. Dopo tutti gli interventi il Corpo Nobile della villa torna ad essere ciò che era in origine una casa museo aperta al pubblico.

Sono infatti previste esposizione permanenti, mostre, incontri pubblici, seminari , concerti Il Museo, ha detto l’assessore alla cultura di Abano terme, sarà un soggetto attivo e partecipativo, in grado di dialogare con la città, offrendo alla collezione, momenti di musica, teatro, danza. Il  suo ruolo sociale sarà la sua funzione essenziale , il fine della sua esistenza. Contribuirà alla conoscenza e alla trasmissione del sapere integrandosi e identificandosi con il territorio e con la sua storia, non solo garantendo la salvaguardia della collezione, ma anche incentivando attività tese a favorire uno spazio di fruibilità culturale .

Giuliana Lucca