Ma quali sono i vantaggi per Venezia e Mestre, Città così diverse e tenute unite in maniera artificiosa, inefficiente e costosa dall’attuale assetto amministrativo, in caso di vittoria dei SI?

Si parla molto a Venezia e a Mestre del Referendum per il ripristino dei due comuni uniti nel 1926 dal regime fascista; infatti il TAR aveva bocciato l’ipotesi di poter indire il referendum a livello della popolazione di Venezia e Mestre appellandosi alla legge Delrio per le Città Metropolitane, ma il Consiglio di Stato, su ricorso dei rappresentanti dei 9.000 firmatari a favore del ripristino, ha fortemente criticato la sentenza del TAR, confermando il diritto dei veneziani e mestrini ad esprimersi .

Grande sconfitta per il Sindaco Brugnaro che aveva fatto di tutto per opporsi al referendum.

Il Referendum dovrebbe celebrarsi il 15 dicembre p.v. garantendo finalmente il rispetto del voto dei residenti e della Costituzione.

VANTAGGI AUTONOMIA

Alcuni vantaggi per entrambi i nuovi Comuni:

A) un’Amministrazione più vicina ai Cittadini: i Consiglieri eletti potranno rendere conto in maniera più trasparente ed efficiente alle richieste dei residenti e occuparsi dei problemi diversi di due Città diverse in modo più efficace;

B) Scendendo sotto la soglia di 250.000 abitanti, verranno abolite per legge le municipalità (oggi sono 6) con conseguente riduzione del personale politico e risparmio annuale di circa 56 mila euro: 96 poltrone in meno, tra abolizione dei 128 consiglieri di municipalità e riduzione da 36 a 32 dei consiglieri e da 10 a 9 degli assessori di ciascun comune, ciascuno dei quali sarà pagato meno (gli emolumenti di questi e del sindaco sono proporzionali alla popolazione).

C) Rispetto al passato, la novità della città metropolitana può assicurare il coordinamento tra diversi Comuni, specie in materia di trasporti e servizi.

Alcuni vantaggi per Mestre:

A) Mestre potrebbe essere una grande città, senza doversi identificare come periferia di Venezia, togliendo la tensione continua tra le due realtà ed evitando che gli abitanti di Mestre si considerino cittadini di serie B.
B) Mestre potrebbe concentrarsi sulle proprie esigenze, con uno sviluppo ed una identità e dignità propria affrancandosi dal tema della città dormitorio prima di operai ed oggi di turisti e concentrarsi sugli strumenti infrastrutturali di snodo di sviluppo e collegamento, aeroporto, stazione, autostrade, e sullo sviluppo della piccola e media impresa.

D) I cittadini di Mestre potranno liberarsi dagli oneri impositivi altissimi derivanti dal fare parte del comune di Venezia (Tasi, Imu) e avvicinarsi alla media delle tasse di altre città simili.

Alcuni vantaggi per Venezia lagunare:

Attuare una politica di ripopolamento attraendo nuovi abitanti e preoccupandosi di dare una casa ai residenti – specie ai giovani – e incentivi fiscali agli abitanti e alle imprese che dovessero stabilire la loro sede a Venezia.
B) Ottenere uno Statuto speciale, nazionale ed europeo, sinora sempre negato anche a causa della presenza di una parte proponderante del comune in terraferma;
C) Tornare a diventare sede di importanti istituzioni italiane e proporsi come sede di istituzioni europee ed internazionali.

In particolare lo Statuto speciale per Venezia potrebbe permettere esenzioni fiscali per bilanciare i maggiori costi di vita e di gestione di imprese e cittadini nella Venezia insulare rispetto alla terraferma, fino a 200.000 euro nei tre anni, secondo le regole europee. Benefici ovviamente, nel caso delle imprese, riservate a solo quelle non beneficate dal turismo; questo perché il grande ed urgente obiettivo è quello sviluppare attività economiche alternative al turismo e evitare il continuo spopolamento di Venezia, oggi quantificabile in 1000 cittadini all’anno.

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Gian Angelo Bellati