In tempi di Coronavirus con le principali manifestazioni fieristiche come Prowein e Vinitaly annullate per l’emergenza sanitaria, l’azienda padovana Mediatrama ha proposto una soluzione digitale per non fermare il business vitivinicolo: la fiera virtuale sul web. “Quello che ho subito realizzato quando c’è stata la sospensione delle principali fiere è stato il cambio di framework che la vendita del vino avrebbe subito – racconta Andrè Guidot, titolare della società veneta ed esperto videomaker formatosi anche all’estero – spesso chi importa vino dall’estero la prima cosa che fa è assaggiarlo, e poi in caso interessarsi ad un brand o ad un particolare prodotto”.

La sua proposta di una sorta di Wine Expo online è piaciuta ad esempio alla Cantina Settecani di Castelvetro e Fina di Marsala. Lo studio creativo di Padova, specializzato nella realizzazione di contenuti audiovisivi per il settore food e vitivinicolo, lavora da anni con nomi importanti del panorama nazionale. “Oggi un potenziale cliente è distante fisicamente – sostiene Roberto Cardinale, export manager delle suddette cantine – abbiamo dovuto trovare un modo per fare interessare al prodotto senza prima provarlo”.

L’obiettivo è aumentare la consapevolezza della merce prima dell’assaggio, in modo che il vero è proprio tasting possa avvenire in un secondo momento. Le video presentazioni che si propongono a tutti, in Italia e all’estero grazie a internet, partono oggi con una serie di filmati in cui Cardinale spiega le caratteristiche e le peculiarità dei loro vini più esportati.

“Gli effetti della recessione dovuta al Covid-19 si vedranno nei prossimi mesi – aggiunge il Ceo Marco Fina dell’omonima cantina – abbiamo valutato di proseguire la nostra strategia commerciale all’estero sfruttando le potenzialità della tecnologia è così potremo comunque avere visibilità in tutto il mondo, dalla Cina agli Stati Uniti”.

I video sono stati tutti creati rigorosamente a distanza. “Roberto ed io davamo indicazioni dalle nostre case ai responsabili delle aziende che si autofilmavano con i telefoni cellulari- conclude Guidot – tutti hanno imparato a comporre delle inquadrature e a riassumere un concetto in pochissimi secondi. Mentre per le foto e le riprese le bottiglie mi sono state spedite e ho potuto allestire un set domestico per poterle filmare e fotografare”.

Paolo Braghetto