Una Regione di nome “Eccellenza”

Gian Nicola Pittalis

Benvenuti nell’Eccellenza. Siamo fortunatamente la regione delle eccellenze. Usciamo come testata di informazione in un momento particolare dell’economia e del lavoro. Da un punto di vista dei numeri abbiamo superato la crisi, basta guardare alle ore lavorative, all’esportazione, al Pil. Ma abbiamo due problemi enormi da affrontare: il macigno del debito pubblico e quello della crescita. Non c’è stabilità senza contenere il deficit, non c’è futuro senza espansione.

Il tutto avviene non in una, ma in due Italie: una che ha vissuto pure nel recente passato anche di assistenza; l’altra che può misurarsi con le realtà più valide e confrontarsi con l’Europa più avanzata. Due mondi antropologicamente diversi, dalla maniera con la quale sarà affrontata questa sfida si capirà molto del nostro domani. Certo il Paese è anche lo specchio di ciò che accade attorno, riflette debolezze e tensioni, ma anche capacità di mutamento, ansia di fiducia.

Il Veneto appartiene alla parte economicamente più avanzata e ricca del Paese, è anzi la punta forse più alta, certo la più innovativa e quella più motivata al rischio imprenditoriale.

Il Veneto è la dimostrazione migliore di questa Italia che non è organizzata, è poco capace di fare sistema, ma si affida alle Eccellenze e nella regione sono tante e meravigliose. Nel settore manifatturiero, nel tessile e abbigliamento, nel vino, nell’agricoltura, nell’artigianato più alto, nella strumentazione, nella tecnologia. Ci sono realtà che si confrontano col mondo intero, che nel loro segmento specifico comprano piccoli concorrenti in Asia o nelle Americhe  per diventare leader mondiali. Aziende spesso anche ignote al grande pubblico, ma solidissime, talvolta quotate in Borsa e non solo a quella di Milano.

E’ un mondo sorprendente quello veneto, che perfino contraddice luoghi comuni e giudizi. Quante volte è stato detto che piccolo è bello non avrebbe portato lontano?  Ebbene, traendo lezione dagli errori, il Veneto ha dimostrato che si può vincere non facendo la concorrenza alle multinazionali, ai grandi gruppi, ma valorizzando le “nicchie” che esistono sempre e che dalle crisi escono rafforzate. Le crisi spazzano via le aziende deboli, mantengono quelle forti.

Le crisi alla fine lasciano un paesaggio mutato, difficile riconoscere le tracce del passato, chi va avanti ha bisogno di eccellenze per continuare a camminare, di visibilità per riaffermare la propria solidità e urgenza di raccontare la propria storia. Perché la storia è sempre un valore aggiunto per un’impresa.

Le crisi affidano anche un passaggio generazionale ai giovani, in un mondo al quale si affaccia con ambizione e qualità una nuova generazione fatta di idee e di app. Ora non è che sia vero che ognuno è imprenditore di se stesso, ma certo si può camminare su una strada nuova, che eviti la persistenza della precarietà e offra aspetti ancora da esplorare.

Noi ci siamo per accompagnare storia e futuro su questa strada, per affiancare nel cammino, consigliare, viaggiare accanto. Ci siamo con un’informazione chiara e trasparente, consci della responsabilità del nostro ruolo in una società nella quale spesso il concetto di responsabilità resta vago. Ci siamo perché crediamo nell’Eccellenza e vogliamo rappresentare questa Eccellenza.

Gian Nicola Pittalis