Tutto quello che un’azienda deve sapere per accogliere un tirocinante extracomunitario.

Non sempre in Italia è possibile trovare le professionalità richieste e sono sempre di più le aziende che ricercano fuori figure praticamente introvabili in Italia. Moltissimi ad esempio i saldatori, macellai e elettricisti.

Quali le caratteristiche per poter attivare un tirocinio extracomunitario in Veneto? La dgr 1150/2913 e la dgr 296/2015 normano l’ingresso.

Per poter attivare il tirocinio occorre che:

– l’azienda ospitante abbia più di 5 dipendenti assunti a tempo indeterminato

– l’azienda sia attiva da più di 12 mesi

– il tirocinante non abbia più di 30 anni

– il tirocinante abbia un titolo di studio, superiore alla terza media, tradotto in italiano con traduzione giurata ed apostille

– il tirocinante deve possedere con una certificazione di conoscenza dell’italiano di livello A2 rilasciata da uno dei quattro Enti Certificatori riconosciuti dal Ministero (Università per Stranieri di Perugia, Università per Stranieri di Siena, Università degli Studi Roma Tre, Società Dante Alighieri);

– il profilo oggetto del tirocinio sia professionalizzante

– il percorso di studi e professionale del tirocinante sia inerente al profilo oggetto del tirocinio

Il tirocinio potrà avere la durata di 6 mesi per un massimo di 960 ore.

Le aziende interessate possono chiedere agli enti mediatori autorizzati da Veneto Lavoro di avviare le pratiche producendo i seguenti documenti:

Azienda:

– visura

– durc

– lista dipendenti in forza in azienda

– assicurazioni Inail e RC

– documento legale rappresentante

– descrizione attività azienda

Tirocinante:

– passaporto

– curriculum

– copie titolo di studio tradotto e legalizzate in italiano

– certificazione di conoscenza dell’italiano di livello A2

Giusy Locati