Le supposizioni e le Voci di Corridoio

Superbonus 110%, il ministro Mise Patuanelli ha annunciato che diventerà una misura strutturale, diventando parte in pianta stabile dei bonus casa: ma cosa cambia in senso pratico?

Superbonus, la misura diventerà strutturale: l’annuncio del Ministro Mise Stefano Patuanelli apre le porte all’ecobonus e sismabonus al 110% in pianta stabile tra le agevolazioni fiscali per la casa. Ma cosa cambia dal punto di vista pratico?

Quando una misura diventa strutturale significa, appunto, che entra a far parte dei provvedimenti messe a disposizione per il contribuente in modo permanente. Nei giorni scorsi si parlava di una possibile proroga del superbonus fino al 2023, ma a quanto pare il Governo ha in mente un piano più lungo per il superbonus.

La misura infatti, oltre a essere estremamente conveniente per i contribuenti che vogliono migliorare la classe energetica della propria abitazione (o ridurne il rischio sismico), dà un’enorme spinta al settore edile, con la possibilità di creare moltissimi posti di lavoro in un momento di crisi economica.

Il ministro Mise Patuanelli ha dichiarato, nell’intervista rilasciata alla Stampa del 4 settembre, che il superbonus 110% diventerà una misura strutturale.

Dopo l’ipotesi di una proroga fino al 2023 anticipata dal viceministro all’Economia Antonio Misiani, sembra che si sia trovata la quadra per far entrare l’agevolazione tra i benefici in pianta stabile.

In ogni caso, che sia con una proroga fino al 2023 o un accorpamento permanente dell’ecobonus e sismabonus 110% tra le agevolazioni per la casa già attualmente previste, un prolungamento dei termini è più che necessario.

Secondo la normativa del decreto Rilancio infatti il superbonus è valido per i lavori di riqualificazione energetica e riduzione del rischio sismico tra il 1° luglio 2020 e il 31 gennaio 2021.

Il tempo concesso ai soggetti beneficiari del superbonus non è moltissimo, solo 18 mesi, ma nella realtà dal 16 ottobre 2020 al 31 dicembre 2021, perché parlo di realtà, perché finchè non inseriremo nel portale dell’AdE i lavori non possono ne avere lo sconto fatture e nemmeno la cessione del credito, perché l’AdE che ci concede le operazioni e il portale si aprirà il 15 ottobre 2020, mettendo a rischio tutto ciò fatto fino a quella data,  per raccogliere tutti i documenti necessari e fare i lavori (senza considerare le tempistiche di pubblicazione dei decreti attuativi sui requisiti tecnici degli interventi, le asseverazioni e il provvedimento su sconto in fattura e cessione del credito dell’Agenzia delle Entrate).

La notizia della trasformazione del superbonus da misura di emergenza ad agevolazione permanente è quindi senza dubbio una buona notizia per tutte le parti coinvolte, che potranno programmare i lavori con maggiore calma e soprattutto senza la preoccupazione di non terminarli entro la scadenza prevista.

Superbonus 110%, secondo il Ministro Patuanelli, diventerà strutturale col Recovery Fund. La versione permanente del superbonus verrà finanziata utilizzando una parte delle risorse del Recovery Fund. I primi fondi, secondo Patuanelli, potrebbero arrivare già entro il 2020:

“entro la primavera del 2021 potremo avere il dieci per cento dei progetti finanziati. Il resto nella seconda parte dell’anno o nel 2022.”

Il Mise ha individuato tre filoni in cui investire le risorse:

  • transazione digitale e ambientale;
  • rafforzamento del sistema produttivo.

Il piano del ministro Patuanelli è di:

“sostenere chi vuol fare investimenti e riportare produzioni delocalizzate, il cosiddetto reshoring. Dall’altra consentire un miglior accesso al credito aiutando la ricapitalizzazione delle imprese.”

Le Imprese nel frattempo attendono, tra l’incudine ed il martello, l’incudine del Governo e il martello dei possibili clienti, che vorrebbero utilizzare i contributi per effettuare le operazioni edili senza utilizzare fondi privati.

Ricordo che non sarà possibile, che l’Iva come minimo al 4% se prima casa o al 10% se seconda casa qualcuno la dovrà sborsare e anche tutta la gestione Amministrativa 1) analisi dello stato attuale, 2) raccolta di tutta la documentazione per poter effettuare tutta la pratica, 3) progetto esecutivo SCIA, CILA e DIA è obbligatorio fare queste comunicazioni e pertanto costruire un progetto esecutivo, 4) contratto legalizzato dove tutti i proprietari si impegnano ad eseguire i lavori, 5) inserimento nel portale dell’AdE del potenziale credito, 6) Asseverazione tecnica ottenuta da Tecnico Certificato dall’ENEA come Energy Manager, 7) Asseverazione Fiscale finale 8) Cessione del Credito o Sconto Fatture. Come vedete la documentazione da produrre non è semplice, ma l’operazione è importante se un proprietario comprende che con 45.000 euro come minimo a 70.000 euro e magari utilizzando che il 50, 65, 75% si arriva a contributi buoni da utilizzare che sappiamo solo però ad inserimento dopo aver prodotto la SCIA, CILA e DIA e non prima.

Il Direttore Generale Rete di Veneto Eccellenze