Scadenza spesometro 2018 e istruzioni: ecco il calendario per l’invio trimestrale o semestrale dei dati delle fatture emesse e ricevute, le novità del Decreto Dignità e le indicazioni delle Entrate

Scadenza spesometro 2018: si avvicina il termine per l’invio dei dati delle fatture emesse e ricevute del primo semestre o del secondo trimestre.

Prima di riportare tutte le istruzioni per l’invio fornite dall’Agenzia delle Entrate, si ricorda che il Decreto Dignità ha introdotto una proroga della scadenza dello spesometro, ma soltanto relativamente al terzo trimestre in scadenza il 30 novembre 2018.

L’invio è spostato al 28 febbraio 2019, stessa scadenza per i dati del quarto trimestre ma, a conti fatti, non cambia nulla per i tanti che già per il primo trimestre avevano esercitato l’opzione per l’invio dello spesometro semestrale.

Una proroga “beffa” che modifica soltanto lievemente il calendario delle scadenze dello spesometro per il 2018, l’ultimo anno di vita dell’adempimento che sarà abolito dal prossimo anno e sostituito di fatto dalla fattura elettronica.

Al netto di ciò è tempo di farsi trovare pronti per l’invio dello spesometro del I semestre 2018 ovvero del secondo trimestre, in scadenza il prossimo 1° ottobre.

Tutte le istruzioni sullo spesometro 2018 sono state aggiornate dall’Agenzia delle Entrate con il provvedimento del 5 febbraio 2018 e viste le importanti novità introdotte riepiloghiamo di seguito dati obbligatori da inviare, scadenze e come esercitare l’opzione per l’invio a cadenza semestrale.

La prima scadenza dello spesometro 2018 è stata quella del 31 maggio 2018, termine per l’invio dello spesometro del I trimestre.

In merito all’invio dei dati delle fatture emesse e ricevute nel 2018, è entrato in vigore lo spesometro a cadenza trimestrale. Bisogna tuttavia ricordare che per effetto di quanto previsto dal comma 2, art. 1 ter del DL 148/2017 (convertito in legge n. 172 del 4 dicembre 2017), sarà possibile effettuare l’invio semestrale su opzione.

Opzione invio spesometro semestrale

Attualmente non è stato stabilito un iter preciso su come comunicareall’Agenzia delle Entrate l’opzione per l’invio a scadenza semestrale dello spesometro.

In assenza di regole ed istruzioni certe, l’esercizio dell’opzione per lo spesometro semestrale è effettuato di fatto con comportamento concludente, ovvero semplicemente omettendo l’invio dello spesometro del primo e del terzo trimestre 2018.

Scadenza spesometro 2018 trimestrale e semestrale

Si riepilogano di seguito tutte le scadenze spesometro relative ai dati delle fatture emesse e ricevute nel 2018:

Periodo Scadenza spesometro 2018 trimestrale Scadenza spesometro 2018 semestrale
Primo trimestre 31 maggio /
Secondo trimestre 30 settembre (slitta a lunedì 1° ottobre) 30 settembre – esercizio opzione invio semestrale (slitta a lunedì 1° ottobre)
Terzo trimestre 28 febbraio anno successivo /
Quarto trimestre 28 febbraio anno successivo 28 febbraio anno successivo – esercizio opzione invio semestrale

Vediamo di seguito quali sono le novità in merito alle istruzioni per l’invio e la compilazione dello spesometro 2018 alla luce delle modifiche previste dal Decreto Legge fiscale 148/2017.

Il cosiddetto spesometro light dovrà essere compilato e trasmesso in modalità telematica seguendo le indicazioni fornite dall’Agenzia delle Entrate con provvedimento del 5 febbraio 2018.

In merito ai dati delle fatture emesse e ricevute da trasmettere viene previsto che i contribuenti possano optare per l’invio di un numero inferiore di informazioni, limitate a:

  • partita IVA dei soggetti coinvolti nelle operazioni o codice fiscale per i soggetti che non agiscono nell’esercizio di imprese, arti e professioni;
  • data e numero della fattura;
  • base imponibile;
  • aliquota applicata;
  • tipologia dell’operazione ai fini dell’IVA nel caso in cui l’imposta non sia indicata in fattura.

Per quanto riguarda le mini-fatture emesse e ricevute di importo inferiore a 300 euro registrate cumulativamente è facoltà del contribuente trasmettere i dati del documento riepilogativo.

Il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate prevede che per le “mini-fatture” di importo inferiore ad euro 300 registrate cumulativamente è possibile comunicare i dati relativi al singolo documento riepilogativo.

Nel dettaglio, per ogni documento riepilogativo delle fatture emesse, i dati da comunicare sono:

  • il numero e la data del documento;
  • la partita IVA del cedente/prestatore;
  • la base imponibile;
  • l’aliquota IVA applicata e l’imposta ovvero, ove l’operazione non comporti l’annotazione dell’imposta nel documento, la tipologia dell’operazione.

In merito ai documenti riepilogativi delle fatture ricevute, i dati da comunicare con lo spesometro sono:

  • il numero e la data di registrazione del documento;
  • la partita IVA del cessionario/committente;
  • la base imponibile;
  • l’aliquota IVA applicata e l’imposta ovvero, ove l’operazione non comporti l’annotazione dell’imposta nel documento, la tipologia dell’operazione.

Per le istruzioni relative a compilazione e soggetti obbligati i lettori possono far riferimento all’articolo con le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate.

Ulteriore novità riguarda i soggetti esonerati dall’invio dello spesometro 2018.

A partire dalle fatture emesse e ricevute dal 1° gennaio 2018 sono esonerati dallo spesometro i produttori agricoli in regime speciale IVA. La novità è stata inserite nel corso della discussione del Decreto Dignità.

Al netto delle novità introdotte, restano esonerati dall’obbligo di invio telematico dello spesometro 2018:

  • contribuenti nel regime forfettario;
  • contribuenti minimi;
  • produttori agricoli in regime di esonero delle zone montane;
  • la Pubblica Amministrazione e le Amministrazioni autonome;
  • i contribuenti titolari di partita IVA che hanno aderito alla fatturazione elettronica.

Il Direttore Rete Associazioni Veneto Eccellenze