Nel primo semestre del 2019 l’export nel trevigiano registra una contrazione, nel bellunese invece, grazie al comparto occhialeria, segna un incoraggiante +6.4%. Le turbolenze geopolitiche (guerre tariffarie, rischio “hard Brexit”) continuano a penalizzare fortemente la congiuntura economica internazionale. Le prospettive per il commercio mondiale restano negative per i prossimi mesi; ha conosciuto una revisione al ribasso la stima di crescita del PIL negli Stati Uniti per il secondo trimestre; la Cina rallenta e “trascina con sé molte economie dell’area asiatica e tutti i Paesi integrati nelle catene del valore globale”; nell’area euro si è fermata l’economia tedesca, fortemente dipendente dagli scambi con l’estero. L’insieme di questi fattori ha fortemente penalizzato anche l’economia italiana.

Una tendenza cui non sono estranee le province di Treviso e Belluno. In provincia di Treviso, l’andamento tendenziale delle esportazioni nei primi sei mesi del 2019 (-1,5%) conferma quanto già evidenziato dai dati al primo trimestre 2019 (-1,7%). Spicca, in particolare, il repentino rovesciamento di fronte, rispetto alla situazione di un anno fa, quando l’export trevigiano cresceva del +6,1%. Rispetto ai valori esportati nei primi 6 mesi del 2018, mancano all’appello circa 100 milioni di euro. Ne sono causa principale: la contrazione delle vendite verso la Germania (-2,9%, -26 milioni), la contrazione delle vendite/flussi in conto lavorazione verso la Romania (-6,4%, -19,5 milioni) e verso la Repubblica Ceca (-9,5% -15 milioni), una cospicua contrazione dei flussi verso Cina/Hong Kong (-13,1%, -31 milioni), verso la Turchia (-20,7%, -14 milioni) e verso l’Australia (-18,5%, -14 milioni).

Più sottotraccia si evidenza una diffusa contrazione delle vendite trevigiane verso i mercati Ue ed extra-Ue non rientranti fra i primi dieci: in termini aggregati queste contrazioni generano un ammanco di quasi 28 milioni per l’area Ue, e di oltre 83 milioni per l’area extra-Ue. In ambito Ue, compensano, in positivo, il mercato francese (in tenuta), il mercato spagnolo (in significativa ripresa: +8,1% quasi +27 milioni) e il temuto Regno Unito (+6,9%, +31 milioni). In ambito extra-Ue la generalizzata flessione delle vendite trevigiane del -3,5% (contro il +7,5% di un anno fa) trova eccezione solo nei flussi verso gli USA (+3,7%, pari a quasi +18 milioni, ben distante però dal +15,8% di un anno fa), verso la Russia (+3,6%, +5,1 milioni), verso il Canada (+11,3%). In forte discontinuità positiva, infine, il flusso export verso l’India: nei primi sei mesi 2018 i valori esportati erano attorno ai 32 milioni, nei primi sei mesi 2019 sono passati ad oltre 74 milioni (+132%). In termini settoriali, metà della contrazione dell’export trevigiano è spiegata dalle minori vendite dei macchinari (-4,5%), a comprova delle difficoltà che oggi sta incontrando la domanda di beni di investimento.

 

Belluno, invece, ha una situazione più fortunata, grazie ad un’occhialeria le cui vendite all’estero rappresentano oltre il 72% dell’export provinciale, e che va bene tanto nei mercati Ue (+6,9%) quanto nei mercati extra-Ue (+9,5%). Tolta l’occhialeria, anche l’export bellunese tuttavia converge verso la stazionarietà (+1,6%). Complessivamente, i valori esportati aumentano di oltre 130 milioni rispetto ai primi 6 mesi del 2018. Trainano le vendite extra Ue che contribuiscono con quasi 85 milioni alle maggiori vendite del periodo. Crescono, in particolare i flussi verso gli Stati Uniti (+13,9%, +60 milioni), primo mercato di sbocco per le esportazioni provinciali. Ma cresce a due cifre anche l’export verso il secondo mercato extra comunitario, Cina/Hong Kong (+10,7%, +14,5 milioni). Voce fuori dal coro la Turchia con un calo del -4,3% (-2 milioni), ma nello stesso periodo del 2018 si registrava un -11,6%. In ambito Ue il maggior contributo alla crescita del periodo viene dalla Spagna (+14,6%; +19,6 milioni). In crescita, ma più sotto tono la Germania, secondo mercato di sbocco comunitario per le esportazioni bellunesi (+3,1%, +5,6 milioni). Mentre diminuiscono di circa 3 milioni (-1,2%), i valori esportati in Francia, primo partner europeo, e di oltre il doppio (-6,7 milioni, -4,7%) le vendite verso il Regno Unito. In positivo si segnala il contributo del Nord Europa: Svezia (+67,6%), Danimarca (+54,7%) e Paesi Bassi (+8,3%), contribuiscono con 17 milioni alla crescita del periodo.

«Abbiamo visto – spiega il presidente della Camera di Commercio di Treviso e Belluno Mario Pozza,che “a macchia di leopardo” ci sono ancora mercati che presentano tassi di crescita interessanti. Ma se si tratta di entrare in Canada o in India, non è una passeggiata. Così come di mantenere solide le relazioni con le filiere più pregiate della Germania e non perdere le occasioni nel dinamico mercato spagnolo». «Ecco dunque l’importanza di aver rilanciato il Nuovo Centro Estero delle Camere di Commercio Venete, aggiunge, per fare sistema assieme. Proprio il Nuovo Centro Estero, assieme ad Assocamereestero e alla Regione Veneto, ha portato qui in Veneto, a fine ottobre, la 28esima edizione della Convention Mondiale delle Camere di commercio Italiane all’Estero. Un evento che ha coinvolto le Camere di Commercio di Padova, Venezia-Rovigo e Treviso Belluno, proprio con l’interno di promuovere le occasioni di incontro fra imprese del territorio e possibili partner esteri».

Alberto Rodighiero