Ecco il luogo giusto per una serata tra amici, per dissetarsi con una buona birra in compagnia o per degustare le prelibatezze culinarie caratteristiche dei locali giovani, dove al primo posto ci deve essere il divertimento.

La birra diventa la bevanda tipica e il ricordo va all’Oktoberfest che qui, alle Tre Botti, si celebra a fine settembre, momento di grande festa dove il personale e l’ambiente diventa bavarese a partire dai costumi  ai piatti serviti. Oltre alla birra, la cucina offre sempre i piatti tipici tirolesi, cosi troviamo l’ottimo stinco coperto da una montagna di patate, i Würstel con crauti, il galletto allo spiedo con tate patate fritte, piatti consumati con il tipico Brezel (pane Bavarese), hamburger di carne o vegetariani, preparati personalmente da Emanuele, tagliando e tritando direttamente gli ingredienti di base e permettendo in questo modo agli hamburger di essere sempre freschi ed appetitosi, rimanendo carichi delle proprietà nutritive.

Con tipicità tutta italiana si può degustare, poi un ottima pizza, leggera, lievitata per più di 36 ore e con ingredienti di prima scelta, il locale condotto dall’esperienza di Franco Baratto, che vanta corsi di certificazione che l’hanno portato a conoscere i segreti delle farine e della lievitazione e, a trasmettere tale passione a chi lavora con lui.

Ad occuparsi della pizzeria c’è Riccardo, un pizzaiolo che a sua volta ha seguito parecchi corsi, dagli insegnamenti dell’esperienza di Franco e da tali studi derivano le conoscenze sulle metodologie per impastare e l’informazione sui tipi di farina migliori. Metodi usati con amore da anni donano ottimi risultati. Troviamo infatti tre diversi tipi di impasto, l’impasto base, la pasta tutto grano e la pasta napoli. Le caratteristiche che distinguono questi impasti sono:

Impasto base (senza lattosio) – farina macinata a pietra tipo ‘1’, la caratteristica di questa farina è che essendo meno raffinata contiene il germe di grano e conserva tutti gli enzimi necessari per la scissione delle proteine in aminoacidi (questi vengono persi nella farina ’00’).

Pasta tutto grano (integrale senza lattosio) – altissima digeribilità,  farina macinata a pietra, totalmente integrale, contiene tutte le parti del grano, germe, enzimi e cariosside. Ricca di fibre e a basso contenuto di grassi vegetali (in impasto light).

Pasta napoli (senza lattosio) – la pizza napoletana, lievitazione di almeno 36 ore, impasto soffice di alta digeribilità.

Una vasta scelta di ingredienti permettono di comporre la vostra pizza, per assaporarli veramente bisogna però avere delle accortezze, la mozzarella (sopratutto se di bufala) va aggiunta dopo cottura facendo in modo che non rilasci il siero (acqua) che va ad inzuppare tutta la base della pizza, ma qui il tutto dipende dai gusti, quindi lasciatevi consigliare dal vostro gusto e farcitela a piacere. L’ilio al basilico và usato a crudo, altrimenti diventa amaro, il peperoncino deve essere fresco, altrimenti sovrasta i guisti e non abbandona mai la bocca e molti altri. Noi della redazione, abbiamo mangiato una pizza napoletana, nella quale ci si rendeva conto che il disciplinare era stato rispettato, le 36 ore di lievitazione, la cottura di 90 secondi su un forno a 480 gradi, la pallina tirata a mano, e per capirne la bontà degli ingredienti, abbiamo chiesto una pizza con mozzarella e burrata a crudo e il basilico fresco, per questo possiamo assicurare che sono ottimi, si distingueva un ottimo sugo di pomodoro (tipo san marzano), una mozzarella cremosa dal giusto sapore e di qualità, una burrata sublime e in questo tripudio di sapori esalta la base croccante abbinata ad un bordo soffice e morbido.

Michele Pigozzo