Diamanti in banca: il Tar del Lazio conferma le multe a MPS, UniCredit e Banco BPM per le pratiche commerciali scorrette ai danni dei risparmiatori

La truffa dei diamanti in banca è tornata sulle prime pagine dei giornali in virtù delle ultime pronunce del Tar del Lazio.

Lo scorso anno, sul finire di ottobre, l’Antitrust ha accusato alcune banche italiane e diversi broker di aver compiuto pratiche scorrette ai danni di ignari acquirenti. Più nello specifico, le società sono state tacciate di aver venduto diamanti con modalità ingannevoli oltre che omissive.

In quell’occasione l’authority ha comminato sanzioni per svariati milioni di euro. A un anno di distanza da quelle pronunce, e dopo alcuni ricorsi, il Tar del Lazio ha confermato quanto già stabilito, scrivendo la parola fine sul cosiddetto caso dei “diamanti in banca”.

Truffa diamanti in banca: le pronunce del Tar

Circa 12 milioni di euro: a tanto ammontano le multe confermate oggi dal Tribunale amministrativo del Lazio e riguardanti nello specifico UniCredit, Banco BPM, Monte dei Paschi di Siena e altri due broker coinvolti nella vendita di diamanti, ossia Idb e da Diamond Private Investment.

Lo scorso anno l’Antitrust aveva ripartito nel seguente modo le sanzioni relative ai due procedimenti per pratiche scorrette:

  • Idb: €2 milioni
  • UniCredit: €4 milioni
  • Banco Bpm: €3,35 milioni
  • DPI: €1 milione
  • Banca Intesa: €3 milioni
  • MPS: €2 milioni.

L’unica a non presentare ricorso dopo quella pronuncia è stata Intesa Sanpaolo, mentre non sono state successivamente accertate infrazioni nelle pratiche del broker Diamond Love Bond e di UBI Banca, le quali, tramite la presentazione di «impegni idonei» hanno fatto cadere il profilo di scorrettezza nelle pratiche adottate nella vendita dei diamanti.

Ufficio Stampa Veneto Eccellenze