Anche la movida romagnola deve fare i conti con la crisi ma, nel complesso, il comparto tiene. Il Turismo rappresenta un asset strategico nell’economia del territorio della Romagna (Forlì-Cesena e Rimini); una risorsa economica da valorizzare e su cui investire per renderla sempre più attrattiva verso nuovi potenziali turisti. Uno dei settori principali del turismo è rappresentato da quello trasversale della “movida” (termine spagnolo, ormai di uso comune, che descrive una vita notturna molto animata in città): nel dettaglio, si parla di shopping, ricettività, ristorazione, tempo libero, sport, cinema, musica ed eventi. Nel territorio Romagna (Forlì-Cesena e Rimini), al 31 maggio 2019, erano presenti 15.809 imprese attive della movida che costituiscono il 22,3% del totale delle imprese; questa quota risulta superiore a quella regionale (17,2%) e nazionale (19,7%).

I dati sono stati elaborati dall’Osservatorio economico della Camera di commercio della Romagna – Forlì-Cesena e Rimini. Tra i settori, spicca il commercio al dettaglio (al netto di quello di seconda mano, ambulante, via internet e corrispondenza), con 6.611 imprese (41,8% sul totale movida), seguito dalla ristorazione, con 4.925 imprese (31,2%), dall’alloggio, con 2.608 imprese (16,5%), dalle attività sportive e di divertimento, 1.299 (8,2%), agenzie di viaggio e tour operator, 220 (1,4%) e produzione cinematografica e televisiva, 146 (0,9%).

Nel confronto col 31 maggio 2018 si rileva una diminuzione delle imprese della movida pari allo 0,9%, in linea con la variazione negativa regionale (-1,0%) e superiore a quella nazionale (-0,5%); ciò è imputabile esclusivamente alla flessione delle imprese commerciali (-2,6%) mentre aumenti caratterizzano gli altri settori, a parte la sostanziale stabilità delle attività sportive e di divertimento (-0,2%). Diminuzione anche nel medio periodo: -2,7% rispetto al 31 maggio 2014, a causa sempre del commercio al dettaglio (-7,4%).  Si registra però, un incremento annuo per quel che riguarda gli addetti del settore movida che contano 75mila unità (il 28,8% del totale) al 31 marzo 2019 (ultimo dato disponibile): +3,8%. In provincia di Forlì-Cesena, al 31 maggio 2019, c’erano 6.349 imprese attive della movida che costituiscono il 17,3% del totale delle imprese; tale quota è simile a quella regionale (17,2%) e inferiore a quella nazionale (19,7%). Tra i settori, spicca il commercio al dettaglio, con 2.961 imprese (46,6% sul totale), seguito dalla ristorazione, con 2.259 imprese (35,6%), dall’alloggio, con 524 imprese (8,3%), dalle attività sportive e di divertimento, 451 (7,1%), produzione cinematografica e televisiva, 81 (1,3%) e agenzie di viaggio e tour operator, 73 (1,1%).

Nel confronto col 31 maggio 2018 si registra una lieve diminuzione delle imprese del comparto pari allo 0,4%, inferiore alla variazione negativa regionale (-1,0%) e in linea con quella nazionale (-0,5%), dovuta principalmente alla flessione delle imprese del commercio al dettaglio (-1,8%), cui fa seguito il calo di quelle della ristorazione (-0,7%). Aumenti caratterizzano, invece, gli altri settori; in ordine decrescente: agenzie di viaggio e tour operator (+5,8%), alloggio (+5,0%), produzione cinematografica e televisiva (+3,8%) e attività sportive e di divertimento (+2,7%). Diminuzione anche nel medio periodo: -2,1% rispetto al 31 maggio 2014, causa il “solo” calo nel commercio (-7,4%). Un Incremento annuo del 4,0%, si registra, poi, per gli addetti del settore movida che contano 25mila unità (il 18,9% del totale) al 31 marzo 2019 (ultimo dato disponibile); a beneficiarne tutti i settori, a parte il più volte citato commercio al dettaglio (-0,1%).

livello territoriale, quasi la metà delle imprese della movida ha sede nei due comuni principali di Forlì (26,2%) e Cesena (21,1%); buona comunque anche la presenza nei comuni della riviera: in ordine, Cesenatico (17,1%), Savignano sul Rubicone e Gatteo (3,9% per ciascuno) e San Mauro Pascoli (2,8%), mentre tra i comuni “interni” si distingue Forlimpopoli (3,0%). In provincia di Rimini, al 31 maggio 2019, erano presenti 9.460 imprese attive della movida che costituiscono ben il 27,6% del totale delle imprese; questa quota è nettamente superiore a quella regionale (17,2%) e nazionale (19,7%). Tra i settori, spicca il commercio al dettaglio con 3.650 imprese (38,6% sul totale movida), seguito dalla ristorazione, con 2.666 imprese (28,2%), dall’alloggio, con 2.084 imprese (22,0%), dalle attività sportive e di divertimento, 848 (9,0%), agenzie di viaggio e tour operator, 147 (1,6%) e produzione cinematografica e televisiva, 65 (0,7%).

Nel confronto col 31 maggio 2018 si registra una diminuzione delle imprese della movida pari all’1,2%, superiore alla variazione negativa regionale (-1,0%) e nazionale (-0,5%), dovuta alla flessione delle stesse in quasi tutti i settori interessati: commercio al dettaglio (-3,3%), produzione cinematografica e televisiva (-3,0%), attività sportive e di divertimento (-1,7%), agenzie di viaggio e tour operator (-1,3%) e alloggio (-0,4%). Al riguardo, l’unico incremento si rileva nel settore della ristorazione (+1,2%). Diminuzione anche nel medio periodo: -3,2% rispetto al 31/05/14, dovuta ai cali nel commercio (-7,5%), nell’alloggio (-1,2%) e nelle attività sportive e di divertimento (-1,3%). Un incremento annuo del 3,7% c’è stato, invece, per gli addetti del settore movida che contano 50mila unità (il 38,6% del totale) al 31 marzo 2019 (ultimo dato disponibile); a beneficiarne, questa volta, tutti i settori.

livello territoriale, infine, quasi la metà delle imprese della movida ha sede nel comune principale di Rimini (45,1%); buona comunque anche la presenza negli altri comuni della riviera: in ordine, Riccione (16,5%), Bellaria (9,4%), Cattolica (9,2%) e Misano Adriatico (4,7%), mentre tra i comuni “interni” si distingue Santarcangelo di Romagna (3,9%).

Alberto Rodighiero