Dal 2019 ci attendono diverse novità per il sistema previdenziale; oltre all’adeguamento con le speranze di vita ci sarà una nuova riforma, con l’introduzione della Quota 100. Ecco con quali misure si potrà andare in pensione in base all’età anagrafica.

Per andare in pensione ci sono diverse opzioni possibili; a quelle in vigore oggi, inoltre, dal 2019 si aggiungeranno la Quota 100, ossia la misura che il Governo introdurrà per rendere più flessibile la Legge Fornero, e molto probabilmente l’Opzione Donna (che il Governo ha intenzione di prorogare).

Allo stesso tempo i requisiti per le pensioni già in vigore subiranno una variazione per effetto delladeguamento delle speranze di vita; nel dettaglio, il requisito anagrafico – dove previsto – sarà aumentato di 5 mesi, così come quello contributivo (ma solo quando è l’unico requisito previsto per il pensionamento).

Districarsi nel complicato sistema previdenziale, anche alla luce di queste novità, non è semplice ecco perché abbiamo deciso di fare chiarezza in questa guida dedicata. Nel dettaglio, proveremo a fare un elenco di tutte le opzioni possibili per andare in pensione nel 2019 in base all’età dell’interessato, ipotizzando che questo dal momento in cui ha iniziato a lavorare abbia mantenuto una carriera continua.

Avete 60 anni e volete sapere se potete andare in pensione? Oppure ne avete 64 e siete stanchi di lavorare? Ecco tutte le risposte che cercate.

Ho meno di 60 anni posso andare in pensione?

Nel 2019 potranno andare in pensione con meno di 60 anni solamente coloro che soddisfano i requisiti per accedere alla Quota 41, ossia che vantano 41 anni e – per effetto dell’adeguamento con le speranze di vita – 5 mesi di contributi.

Nel 2020 questa misura dovrebbe essere estesa a tutti i lavoratori, tuttavia sia quest’anno che il prossimo è riservata a coloro che:

  • vantano almeno 12 mesi di contributi prima del compimento dei 19 anni;
  • appartengono ad uno dei profili di tutela indicati dallo Stato, ossia se sono disoccupati, invalidi al 74%, se assistono un familiare invalido o se sono impiegati in mansioni gravose o usuranti.

Ipotizziamo quindi che avete iniziato a lavorare all’età di 17 anni o 18 anni; in tal caso, qualora rientrate in uno dei suddetti profili di tutela potrete andare in pensione all’età di 58 anni e 5 mesi o di 59 anni e 5 mesi, quindi già prima del compimento dei 60 anni.

Le lavoratrici, invece, nel caso venga confermata la proroga dell’Opzione Donna per il 2019 potranno andare in pensione prima dei 60 anni se ne contempo hanno maturato almeno 35 anni di contributi e accettano un ricalcolo contributivo dell’assegno previdenziale. Nel dettaglio, con l’Opzione Donna le lavoratrici dipendenti devono aver compiuto almeno 57 anni e 7 mesi di età, mentre per le autonome è richiesto un anno in più.

Ho 60 anni, come posso andare in pensione?

Per andare in pensione a 60 anni bisogna soddisfare i requisiti per una delle suddette misure. Non ci sono altre possibilità per il pensionamento a 60 anni (ad esclusione delle Forze Armate per le quali sono previsti dei requisiti agevolati per accedere alla pensione).

Difficilmente, infatti, chi ha compiuto 60 anni avrà soddisfatto il requisito contributivo richiesto per accedere alla pensione anticipata. Questo, infatti, a partire dal 2019, sarà incrementato di 5 mesi e sarà pari a:

  • uomini: 43 anni e 3 mesi;
  • donne: 42 anni e 3 mesi

Affinché un lavoratore possa andare in pensione a 60 anni, quindi, dovrebbe aver mantenuto una carriera stabile dall’età di 16 anni e 7 mesi, 17 anni e 7 mesi nel caso si trattasse di una lavoratrice.

Questi inoltre non devono rientrare in uno dei profili di tutela suddetti, visto che in tal caso piuttosto che aspettare la maturazione del requisito contributivo della pensione anticipata avrebbero potuto accedere alla Quota 41.

Lo stesso vale per coloro che hanno 61 anni per i quali le sole misure possibili sono l’Opzione Donna, la Quota 41 e la pensione anticipata.

Ho 62 anni, come posso andare in pensione?

Alle suddette tre opzioni, dal prossimo anno si aggiungerà la Quota 100 alla quale possono accedere i lavoratori con almeno 62 anni di età che possono vantare 38 anni di contributi.

Non è ancora chiaro se per accedere a questa misura bisognerà accettare un riduzione dell’assegno previdenziale; in tal caso si parla di un 1,5% in meno per ogni anno di anticipo rispetto alla pensione di vecchiaia (67 anni).

In alternativa alla Quota 100 chi ha compiuto 62 anni potrà quindi ricorrere alla pensione anticipata (nel caso abbia cominciato a lavorare dall’età di 18 anni e 7 mesi mantenendo una carriera stabile) o anche alla Quota 41 e all’Opzione Donna.

Ho 63 anni, come posso andare in pensione?

Chi ha 63 anni, quindi, avrà di fronte a sé 4 opzioni per il pensionamento:

  • Opzione Donna;
  • Quota 41;
  • pensione anticipata (quindi nel caso in cui si abbia un lavoro stabile dall’età di 19 anni e 7 mesi, 18 anni e 7 mesi nel caso delle donne);
  • Quota 100.

Per quest’ultima però c’è una precisazione da fare. Anche chi ha 63 anni, infatti, dovrà soddisfare il requisito contributivo di 38 anni; in tal caso, quindi, piuttosto che di Quota 100 si dovrà parlare di Quota 101.

Ho 64 anni, posso andare in pensione?

A queste quattro opzioni per il pensionamento, all’età di 64 anni si aggiunge la pensione anticipata contributiva, per la quale oltre al requisito anagrafico ci sono da soddisfare altre tre condizioni:

  • primo accredito contributivo successivo al 1° gennaio 1996;
  • 20 anni di contributi;
  • l’ammontare della prima rata della pensione deve essere superiore a 2,8 volte l’importo mensile dell’assegno sociale.

Ad esempio, nel 2018 quest’ultimo ha un importo di 453€, quindi per accedere all’opzione contributiva della pensione anticipata (per la quale quest’anno è richiesta un’età anagrafica di 63 anni e 7 mesi) bisogna avere un assegno previdenziale superiore a 1.268,40€.

Andare in pensione con meno di 67 anni

Fino al compimento dei 67 anni – età pensionabile per la pensione di vecchiaia a partire dal 2019 – quindi, si potrà anticipare il collocamento in quiescenza solo se si soddisfano i requisiti per le suddette opzioni.

Nel caso della Quota 100, quindi, si parlerà rispettivamente di Quota 102 (64 anni e 38 di contributi), Quota 103 (65+38) e Quota 104 (66+38).

In pensione a 67 anni

67 anni, come anticipato, dal 2019 sarà l’età richiesta per accedere alla pensione di vecchiaia (oggi pari a 66 anni e 7 mesi) per la quale nel contempo saranno necessari anche 20 anni di contributi.

Ovviamente chi andrà in pensione a 67 anni lo farà perché nel frattempo non ha potuto ricorrere ad una delle opzioni suddette, visto che in tutti i casi (ad eccezione dell’anticipata contributiva) sono necessari più anni di contributi.

Ricordiamo però che l’adeguamento dei requisiti per la pensione di vecchiaia non si applica per coloro che sono impiegati in lavori usuranti, gravosi o che lavorano in turni notturni. In tal caso, infatti, l’età pensionabile sarà sempre pari a 66 anni e 7 mesi, ma nel contempo saranno necessari 30 anni di contributi.

In pensione a 71 anni e con pochi anni di lavoro: come fare

A partire dal compimento dei 67 anni, quindi, si potrà andare in pensione una volta maturati 20 anni di contributi. Potrebbe succedere, però, che l’interessato abbia lavorato solamente per pochi anni, non riuscendo così a raggiungere i 20 anni di contributi richiesti.

In tal caso per andare in pensione bisognerà attendere il compimento del 71° anno di età, purché si abbiano almeno 5 anni di contributi effettivi e che il primo accredito risulti successivo alla data del 1° gennaio 1996.

Questi, infatti, sono i requisiti necessari per accedere alla pensione di vecchiaia contributiva, l’unica possibilità di percepire un trattamento previdenziale per coloro che hanno meno di 20 anni di lavoro alle spalle.

Il Direttore Generale di Rete Veneto Eccellenze