Proroga della scadenza per le LIPE: la comunicazione delle liquidazioni IVA periodiche del quarto trimestre 2018 slitta al 10 aprile 2019. La novità nell’atteso decreto su spesometro ed esterometro.

Proroga anche per le LIPE, con la scadenza del 28 febbraio rinviata in via ufficiale al 10 aprile 2019.

Ancora una volta in questi ultimi 20 anni all’ultimo minuto dalle scadenze i Vari Ministri delle Finanze o come vengono chiamati ora Ministri del MEF decidono di cambiarci la ruota in corsa. Perché non comprendere ciò che Associazioni e Professionisti da mesi sostenevano. Perché considerare i Cittadini Gregari e non Partecipi allo Stato, Perché le Associazioni di Categorie non vengono ascoltate e i Professionisti incaricati dai Cittadini ad assolvere le competenze per lo stato sono sempre inascoltati.

La sorpresa è contenuta nel testo dell’atteso decreto contenente la proroga dello spesometro e dell’esterometro, un rinvio che inaspettatamente si estende anche alla comunicazione dei dati delle liquidazioni IVA periodiche.

Una novità destinata a far discutere per due diverse ragioni.

La prima è il “tempismo perfetto” con la quale è stata ufficializzata la proroga delle LIPE, adempimento per il quale era stata inizialmente confermata la scadenza del 28 febbraio 2019.

La seconda riguarda uno dei “miti” in materia di IVA che ha caratterizzato gli ultimi anni, ovvero che la scadenza del 28 febbraio fosse improrogabile per via di un obbligo di comunicazione nei confronti dell’UE sul quale aleggia da sempre un’atmosfera di mistero.

L’unica certezza è che a beneficiare della proroga saranno davvero in pochi.

Ad ormai 24 ore dalla scadenza, chi doveva effettuare l’invio della comunicazione della liquidazione IVA dell’ultimo trimestre del 2018 avrà ormai concluso il consueto tour de force che caratterizza il rapporto Fisco-contribuente.

Proroga LIPE al 10 aprile 2019, decreto con (amara) sorpresa

La proroga dello spesometro e dell’esterometro al 30 aprile 2019 era stata annunciata dal 13 febbraio e, nonostante l’attesa snervante sulla pubblicazione del decreto ufficiale, si sono susseguite più rassicurazioni da parte del Governo.

Non si era mai parlato della proroga della scadenza anche per la comunicazione delle liquidazioni IVA periodiche, le meglio note LIPE trimestrali. Sembrava una certezza che, nonostante le richieste, il termine ultimo per l’invio fosse quello ordinario, ovvero il 28 febbraio 2019.

Di questo sistema fiscale pare tuttavia che sia meglio non fidarsi mai troppo. Il testo del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri stabilisce testualmente:

“Articolo  2 (Proroga del termine di trasmissione dei dati delle liquidazioni periodiche IVA relativi al quarto trimestre 2018)  Le comunicazioni dei dati delle liquidazioni periodiche dell’imposta sul valore aggiunto, di cui all’articolo 21-bis del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, relative al quarto trimestre 2018 sono trasmesse entro il 10 aprile 2019.

Questa volta l’intento di agevolare contribuenti ed intermediari potrebbe rivelarsi un vero e proprio boomerang per l’attuale Governo.

Proroga LIPE al 10 aprile 2019, una beffa per contribuenti ed intermediari

Per prima cosa bisogna sottolineare che il decreto ufficiale contenente le tre proroghe (spesometro, esterometro e comunicazioni delle liquidazioni IVA) non è ancora stato pubblicato sui siti istituzionali. Tutto tace per il momento sul sito del MEF, così come quello dell’Agenzia delle Entrate.

Il testo del DPCM è stato reso noto in anteprima dalla stampa specializzata, forse proprio per placare la rabbia dei tanti che si sono schierati compatti contro l’atteggiamento di un’Amministrazione Finanziaria che svilisce la dignità di professionisti ed imprese.

Quanto tempo ancora ci vorrà affinché la proroga venga annunciata da chi di dovere?

Un ritardo inaccettabile, soprattutto per quel che riguarda le LIPE la cui scadenza, fino a poche ore fa, era stata confermata ed era soprattutto ritenuta improrogabile per via di un vincolo che imporrebbe all’Italia di trasmettere all’Europa i dati IVA entro il 28 febbraio di ciascun anno.

Un presunto obbligo che ha di fatto reso vane le richieste di proroga degli anni passati, ma che oggi somiglia ad un vero e proprio castello di sabbia.

Alla fine la novità più importante resta lo slittamento in avanti anche della comunicazione dei dati delle liquidazioni Iva, fortemente richiesta dagli operatori. Una decisione su cui, almeno stando allo schema di Dpcm già bollinato, la politica ha prevalso sui tecnici. Questi ultimi, infatti, hanno segnalato il vincolo comunitario legato alla segnalazione dei dati relativi all’Iva “incassata” dall’Italia durante tutto il 2018.

Una risposta anche al malcontento dei commercialisti, e delle nostre Associazioni  che  hanno avviato l’iter per lo sciopero. «Si sono voluti diversificare i termini per gli adempimenti anche per le comunicazioni dell’Iva e della fatturazione elettronica scongiurando, così, l’imminente sciopero annunciato nei giorni scorsi perchè attendevano da tempo la proroga», ha spiegato ieri il Direttore Generale dell’Associazione Rete Veneto Eccellenze Maurizio Ebano.

Ufficio Stampa Veneto Eccellenze