l’Ape sociale potrebbe essere estesa a chi matura i requisiti nel 2019, grazie ad un’apposita previsione della legge di Bilancio.

L’Ape sociale potrebbe essere richiesta anche da chi matura i requisiti per l’anticipo pensionistico nel 2019: è quanto recentemente annunciato in merito alle principali innovazioni introdotte dal disegno di legge di Bilancio.

In particolare, le categorie che potrebbero fruire di questo anticipo dell’uscita dal lavoro dovrebbero essere le stesse già beneficiarie dei precedenti interventi: disoccupati di lungo corso, caregiver, invalidi e addetti ai lavori gravosi.

L’età a partire dalla quale si potrà beneficiare del prepensionamento, invece, dovrebbe essere pari a 63 anni e 5 mesi e non più a 63 anni, considerando che l’Ape sociale, che accompagna l’interessato sino all’età pensionabile, può avere una durata massima di 3 anni e 7 mesi, e che dal 2019 il requisito per la pensione di vecchiaia salirò a 67 anni (salvo blocco dell’età pensionabile).

Ma procediamo per ordine e, dopo aver ricordato come funziona questo anticipo pensionistico, cerchiamo di capire che cosa potrebbe succedere con la proroga dell’Ape sociale al 2019.

Proroga Ape sociale al 2019

Che cos’è l’Ape sociale?

L’Ape sociale, o anticipo pensionistico a carico dello Stato, è un assegno che ha la funzione di accompagnare il lavoratore per un massimo di 3 anni e 7 mesi, sino all’età pensionabile, cioè all’età per la pensione di vecchiaia.

Considerando che l’età pensionabile, dal 1° gennaio 2019, sarà pari a 67 anni, l’Ape sociale potrà essere richiesta a partire dai 63 anni e 5 mesi di età.

Chi paga l’Ape sociale?

L’Ape sociale non deve essere confusa con l’Ape volontario: questo, difatti, è un anticipo pensionistico i cui costi sono, sostanzialmente, a carico del lavoratore, che ottiene la prestazione grazie a un prestito bancario, che poi deve essere restituito in 20 anni, con trattenute sulla pensione.

L’Ape sociale, invece, è a carico dello Stato e non comporta trattenute sulla pensione.

A quanto ammonta l’Ape sociale?

L’Ape sociale è calcolata come la futura pensione, quindi sulla base dei redditi e dei contributi accreditati (in modo differente a seconda del sistema di calcolo utilizzato, retributivo, misto o contributivo).

Non può però eccedere i 1500 euro mensili. Non comporta penalizzazioni sulla futura pensione.

Chi può accedere all’Ape sociale?

Non tutti i lavoratori che possiedono il requisito di età richiesto per l’anticipo pensionistico possono accedere all’Ape sociale, ma è necessario appartenere a determinate categorie e possedere un minimo di anni di contributi.

Inoltre, è necessario risultare o essere stati iscritti a una delle seguenti gestioni previdenziali:

  • all’Assicurazione generale obbligatoria dell’Inps, che comprende gli iscritti al fondo pensione lavoratori dipendenti e alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi;
  • in alternativa, alle forme sostitutive ed esclusive della stessa;
  • in alternativa, alla gestione Separata Inps.

Bisogna poi che il beneficiario dell’Ape sociale termini l’attività lavorativa e non sia già titolare di una pensione diretta.

Ape sociale: categorie di lavoratori

Nello specifico, hanno il diritto di accedere all’Ape sociale, con un minimo di 30 anni di contributi, le seguenti categorie di lavoratori:

  • disoccupati (a seguito di licenziamento, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale nel tentativo di conciliazione) che hanno terminato da almeno tre mesi di percepire la prestazione di disoccupazione e che non si siano rioccupati (una nuova occupazione è possibile, se subordinata o prestazione occasionale, per non oltre 6 mesi); dal 2018 possono accedere all’Ape sociale anche i disoccupati il cui rapporto di lavoro è cessato perché a termine, se hanno alle spalle almeno 18 mesi di contratti di lavoro subordinato negli ultimi 3 anni;
  • caregiver, cioè coloro che assistono, da almeno 6 mesi, un familiare di primo grado con handicap grave convivente; se il familiare convivente assistito disabile grave è di secondo grado, si ha diritto ugualmente all’Ape sociale, ma solo se i familiari entro il primo grado conviventi con la persona affetta da handicap siano deceduti o mancanti, sopra i 70 anni di età, o affetti anch’essi da patologie invalidanti;
  • invalidi dal 74% in su.

Le donne con figli hanno diritto allo sconto di un anno del requisito di contribuzione per ogni figlio, sino a un massimo di due. Possono dunque accedere all’Ape sociale, se appartenenti alle categorie elencate, con 29 o 28 anni di contributi.

Gli addetti ai lavori gravosi, invece, possono accedere all’Ape sociale con un minimo di 36 anni di contributi (ferma restando la possibilità di “sconto” per le donne con figli.

Ape sociale: addetti ai lavori gravosi

Ecco chi sono gli addetti ai lavori gravosi: si tratta di coloro che hanno prestato per almeno 6 anni negli ultimi 7 anni, o per 7 anni nell’ultimo decennio, un’attività lavorativa particolarmente rischiosa o pesante, che deve far parte del seguente elenco di professioni:

  • operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici;
  • conduttori di gru, di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni;
  • conciatori di pelli e di pellicce;
  • conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante;
  • conduttori di mezzi pesanti e camion;
  • professioni sanitarie infermieristiche ed ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni;
  • addetti all’assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza;
  • professori di scuola pre-primaria;
  • facchini, addetti allo spostamento merci ed assimilati;
  • personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia;
  • operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti;
  • operai agricoli specializzati, operai specializzati della zootecnica, operai agricoli non specializzati, operai non qualificati nell’agricoltura e nella manutenzione del verde, operai non qualificati addetti alle foreste, alla cura degli animali, alla pesca e alla caccia;
  • pescatori della pesca costiera, in acque interne, in alto mare;
  • siderurgici di prima e seconda fusione;
  • marittimi imbarcati a bordo, personale viaggiante dei trasporti marini ed acque interne.

Domanda di Ape sociale 2019

Ad oggi, è possibile presentare tardivamente la domanda all’Inps di certificazione dei requisiti per l’Ape sociale, entro il 30 novembre 2018. Le domande saranno accolte, però, solo in presenza di risorse residue.

Se l’Ape sociale sarà prorogata al 2019, con tutta probabilità sarà possibile presentare le domande entro il mese di marzo 2019, ed una seconda tornata di istanze potrà essere inviata entro la metà di luglio 2019.

È necessario però sapere che cosa si stabilirà, al riguardo, nella legge di Bilancio 2019.

Ufficio Stampa Veneto Eccellenze