I due temi, come si può immaginare, si incrociano.

Tra il 2008 e il 2016, nel campo dell’autotrasporto, c’è stato un calo del 10% di imprese italiane, a vantaggio dei trasportatori di Paesi con costi più bassi, in primis i Paesi dell’Est Europa ma non solo.

Basta guardare i numeri per rendersene conto.
Esclusi i costi strutturali, un veicolo pesante di 40 tonnellate costa alle nostre aziende oltre 151.000 euro all’anno, contro i 123.000 euro francesi. Il costo per chilometro di un veicolo pesante italiano rimane uno dei più alti in Europa.

Ecco cosa chiede SNA Trasporto Merci e Persone:

  • In un mercato che è comunitario, serve anche un’armonizzazione delle norme. Per queste ragioni, è necessario portare le imposte sul gasolio sotto il 50% del costo complessivo alla pompa, come già hanno fatto altri Paesi europei per contrastare la concorrenza dei Paesi dell’Est Europa dove il costo del lavoro è più basso. Solo così le nostre imprese del trasporto torneranno ad essere competitive!
  • Rivedere le deduzioni forfettarie. Secondo i conti effettuati dalla nostra struttura il taglio delle deduzioni da 51 euro a 38 euro costerà 1400 euro per ogni azienda. E stiamo parlando di piccole imprese artigiane dell’autotrasporto!
  • Al Governo chiediamo di dare attenzione concreta al settore dell’AUTOTRASPORTO che soffre terribilmente la crisi, anche e soprattutto a causa della concorrenza sleale. In campagna elettorale chi ora è al Governo aveva promesso che avrebbe difeso e sostenuto i piccoli e medi imprenditori artigiani dell’autotrasporto. LE PROMESSE VANNO MANTENUTE!

 

Rimanendo sempre in tema di trasporti.

Stavolta, però, per parlare del rischio RINCARI PEDAGGI AUTOSTRADALI che andrebbe a colpire famiglie e imprese. Gli aumenti nel 2018 riguardano diverse tratte e i rialzi, in alcuni casi, toccano il 53%, in alcune tratta stradali del Nord Italia.  Il Movimento Cinque stelle da sempre si è detto contrario ai rincari dei pedaggi. Ora chiediamo al Governo Presieduto dal Gruppo del M5S di eseguire ciò detto in campagna elettorale.

Il Governo a guida M5S finora ha varato un solo Decreto Legge in fase di attuazione e abbiamo visto che in alcuni casi si producono solo danni a chi produce ricchezza nel Paese, le Piccole e Medie Imprese. Nel corso dell’audizione in Senato del ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli, dal Governo non sono arrivati segnali incoraggianti. Il verbo preferito dal Governo è rinviare i problemi. La questione verrà affrontata in Legge di Bilancio e “il livello tariffario – sono le parole del Ministro – sarà sostenibile per l’utenza”. Tradotto in parole povere: l’impegno a calmierare le tariffe, al momento, viene rinviato a dicembre..

Ufficio Stampa