PORTO TOLLE – “Pesca commerciale e produzioni ittiche” (Pci) è il nuovo corso di studi iniziato quest’anno all’istituto Ipsia di Porto Tolle. E’ il primo corso con il quale si impara a diventare pescatori. Si insegnano materie di cultura generale come l’italiano, la matematica, la storia, la geografia, il diritto, l’inglese. Poi ci sono le “aree di indirizzo” come scienze, fisica, chimica, informatica, ecologia applicata alla pesca, e il laboratorio di scienza e tecnologia nautica.

Il docente è Giovanni Marangelli, di Mola di Bari. E’ un ufficiale di navigazione e vive nel Delta del Po da tre anni. Ha esperienza di navigazione oceanica su super petroliere e nelle zone di pirateria. Lavora in una multinazionale olandese che si occupa di perizie navali e merceologiche e da quest’anno insegna all’Ipsia.

Il corso “Pesca commerciale e produzioni ittiche” dura 5 anni e copre tutte le materie inerenti il settore, tra cui anche la meteorologia, la stabilità e le manovre della nave. “In questo corso si impara la navigazione della pesca – spiega l’insegnante -. Quindi si insegna ad andare in barca, o meglio “andare in pesca”, cioè condurre il natante in pesca”. La scuola si sta organizzando per ottenere anche le varie patenti. “Gli esami per poter prendere le patenti si fanno negli enti accreditati come la capitaneria di porto – dice la referente Ipsia, Armanda Tosato -. Così gli studenti possono diventare comandanti o direttori di macchina del natante adibito alla pesca.

Queste figure ricoprono alte responsabilità. Una figura esterna al mondo della pesca può avere problemi a conseguire queste patenti, invece frequentando il corso si ha la preparazione necessaria per sostenere un esame”. Giovanni Marangelli precisa che anche la navigazione, come tutti i lavori, richiede la conoscenza dell’inglese, in questo caso marittimo, cioè la terminologia tecnica relativa al settore marittimo e ittico. Poi si studia la carta nautica e si identifica la zona di pesca a seconda del tipo di pesce da pescare. Infatti non si può andare a pescare dove ci sono gli scogli emersi o ostacoli sommersi come i relitti. Si rischia di rovinare la rete e le infrastrutture stesse”. “Nel biennio si studia il diritto, cioè ai ragazzi viene spiegato dove possono trovare la normative – afferma la referente Tosato -. Nei cinque anni di corso viene data loro una visione completa di come è regolata la pesca e la navigazione”.

Tra le lezioni spiegate in classe, c’è anche il riconoscimento della costa, della posizione della nave stessa anche in condizione notturna e senza l’ausilio di strumenti satellitari come il gps (global position syatem). E’ un sistema satellitare che consente di calcolare la latitudine e la longitudine dell’antenna che capta il segnale. L’esercizio consiste nel riconoscimento della costa veneta tramite l’utilizzo e il riconoscimento del faro. Ogni faro ha delle caratteristiche ben precise.

“In questi 5 anni vogliamo preparare i ragazzi ad imparare a diventare pescatori non solo qui a Porto Tolle, ma anche in altre aree di pesca a livello globale. Il pescatore che formiamo non è solo quello che esce di casa e alla sera rientra, ma è anche quello che naviga per giorni a diverse miglia dalla costa” sostiene Marangelli. “E’ una lavoro di passione – afferma Tosato -. Per il biennio stiamo anche preparando corsi di nuoto e di voga, cioè imparare a remare. Sono due elementi necessari per l’iscrizione alla matricola della “gente di mare”, è una iscrizione per permette di imbarcarsi”.

Barbara Braghin