L’abolizione del cambio ora solare-legale ha il favore del Parlamento europeo, che ha fissato la data al 2021. Se i Paesi troveranno un accordo lasceremo le lancette fisse sulla “summertime”.

Con l’ora legale 2019 alle porte si torna a parlare della sua abolizione. Le ultime notizie sull’argomento portano gli italiani a chiedersi se davvero l’ora legale verrà abolita e avremo sempre l’ora solare. Infatti il Parlamento europeo, con 410 voti favorevoli, 192 contrari e 51 astenuti, si è espresso a favore della fine del passaggio dall’ora solare a quella legale.

Il cambio stagionale, stando alla decisione degli eurodeputati, avrebbe le ore contate: se il parlamento troverà un accordo con gli Stati membri, i quali dovranno decidere se mantenere o no ora solare e legale, ottobre 2021 sarà l’ultima volta in cui regoleremo gli orologi.

La proposta è nata da un sondaggio effettuato dalla Commissione UE in cui si chiedeva ai cittadini di esprimersi a favore o contro il cambio orario due volte l’anno. Con 4,6 milioni di voti, nella storia di Bruxelles questa è stata la consultazione con maggiore interazione. Tanto che anche il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker si è espresso sull’accaduto, dichiarando:

We will decide that today. Millions … believe that summertime should be all the time.

Tutti i media hanno parlato di abolizione di ora legale a favore dell’ora solare, ma le dichiarazioni di Juncker parlano di estensione dell’ora legale ai 12 mesi dell’anno. Se vi state chiedendo se verrà abolita l’ora solare o la legale? la risposta è la solare, dal momento che si parla di summertime.

Difatti è sufficiente consultare la voce summertime nel dizionario online Wordreference per capire ciò che avverrà. Summertime in inglese è da tradursi sia come periodo estivo, stagione estiva, che come orario estivo od ora legale.

Le parole di Juncker sono quindi piuttosto chiare, ma su molte testate sono riportate in modo errato. Quindi la Commissione europea si esprimerà sull’estensione dell’ora legale a tutto l’anno e non il contrario.

La proposta sembra essere portata avanti da Finlandia, Polonia, Estonia, Lettonia, Germania e in generale dagli altri paesi settentrionali dell’Unione. Le problematiche sarebbero legate alla salute; il passaggio di orario porterebbe a sbalzi di umore, problemi cardiaci, disturbi del sonno. Lo spostamento delle lancette inciderebbe anche sugli incidenti sul lavoro e stradali, oltre che sul benessere cardiaco. Una serie di istanze che hanno portato così l’84% di 4,6 milioni di persone a richiedere l’abolizione dello spostamento.

Mantenendo le lancette sull’orario estivo, quella che in Italia viene chiamata ora legale, i paesi del Nord Europa potrebbero beneficiare di un’ora di luce in più, portando quindi anche un risparmio economico. Per l’Italia si avrebbe il vantaggio di beneficiare di serate più lunghe e luminose, con lo svantaggio però di dover sopportare l’arrivo dell’alba un’ora più tardi.

I benefici sarebbe quindi, in base agli studi effettuati, sia per la salute delle persone che per il portafogli, dato che si potrebbe sfruttare meglio la luce del sole per le normali attività diurne.

Ufficio Stampa Veneto Eccellenze