Nel 2017 le persone a rischio di povertà o esclusione sociale in Italia erano 2017, pari al 28,9%. Uno dei valori più alti a livello europeo, dove la media UE28 è 22,5%. In Veneto? I dati del Rapporto Statistico 2018 evidenziano che il 17,9 % della popolazione è a rischio di povertà o di esclusione sociale: 877 mila residenti veneti in difficoltà.

La povertà e l’esclusione sociale non sempre sono la conseguenza dello stato di disoccupazione poiché in molti casi l’occupazione stessa spinge i lavoratori sotto la soglia di povertà. In Europa lo chiamano Working Poor e indica la contraddizione di chi, nonostante abbia un impiego, non riesce a superare la soglia di povertà relativa.

Secondo i dati Eurostat, in Italia oltre un lavoratore su dieci versa in questa situazione. E nella stessa situazione si trovano altri paesi dell’Europa meridionale e dell’est. Il tasso di occupazione in Veneto è pari al 70,8% e si sta avvicinando al target europeo del 75% fissato nella strategia Europa 2020, e la qualità dell’occupazione è migliore rispetto alla media nazionale. Si stratta ora di concentrarsi sui gruppi più vulnerabili puntando anche al superamento delle disuguaglianze nel mercato del lavoro.

In questo ambito la Regione del Veneto ha sostenuto numerose iniziative incentrate sull’attivazione della persona e sulla lotta all’esclusione sociale, tra le quali anche i progetti di Pubblica Utilità e di Cittadinanza Attiva. Anche per il 2019, con la deliberazione n. 541 del 30 aprile, è stato approvato e finanziato con 5 milioni di euro il nuovo bando per i progetti di lavoro di pubblica utilità e cittadinanza attiva. L’obiettivo è la realizzazione di progetti finalizzati all’impiego temporaneo in lavori di pubblica utilità orientati a rendere effettiva l’inclusione sociale attiva dei destinatari, sostenendo l’occupazione/occupabilità di soggetti svantaggiati nel mercato del lavoro e contrastando la disoccupazione di lunga durata.

La deliberazione si rivolge a disoccupati di lunga durata, non percettori di ammortizzatori sociali, sprovvisti di trattamento pensionistico, e a disoccupati svantaggiati e a rischio di esclusione sociale e povertà, residenti o domiciliati in Veneto, con più di 30 anni di età.

Verrà erogata una misura di politica attiva del lavoro, composta da un’esperienza di lavoro di pubblica utilità e da un insieme di servizi di orientamento e di accompagnamento sia per garantire, attraverso l’esperienza lavorativa, il pieno aiuto a persone particolarmente bisognose, sia per mantenere attivi nel mercato del lavoro individui che attualmente ne sono esclusi, favorendone la rioccupazione.

Quali saranno le esperienze lavorative proposte?

  • servizi bibliotecari e museali, riordino di archivi e recupero di lavori arretrati di tipo tecnico e amministrativo;
  • valorizzazione di beni culturali ed artistici anche mediante attività di promozione, allestimento e custodia di mostre relative a prodotti, oggetti ed attrezzature del territorio nonché di riordino, recupero e valorizzazione di testi e documenti di interesse storico o culturale; -attività di abbellimento urbano e rurale;
  • servizi ambientali e di sviluppo del verde, progetti speciali in materia relativi alla tutela e benessere ambientale;
  • custodia e vigilanza di impianti e attrezzature sportive, centri sociali, centri socio-assistenziali, educativi e culturali, luoghi pubblici;
  • assistenza anziani, supporto scolastico;
  • controllo del territorio, ai fini della garanzia della salute pubblica, la tutela dell’ambiente con particolare riguardo alla componente faunistica;
  • altri servizi di interesse pubblico, con carattere di straordinarietà e temporaneità.

Giusy Locati