Dal 23 marzo 2019 sono entrate in vigore alcune modifiche alle disposizioni contenute nel D.lgs. 10 febbraio 2005, n. 30 (Codice della Proprietà Industriale), in attuazione alla Direttiva (UE) 2015/2436 del Parlamento europeo e del Consiglio.

Principali novità:
– Eliminazione del requisito della rappresentazione grafica del marchio (art. 7 c.p.i.);
– Modifiche alla disciplina del marchio collettivo (art. 11 e art. 157 c.p.i.);
– Introduzione del Marchio di certificazione (art. 11 bis e art. 157 c.p.i.).

Entro un anno dalla data di entrata in vigore del presente decreto (23.03.2019), i titolari di marchi collettivi nazionali registrati ai sensi della normativa previgente possono formulare domanda all’Ufficio italiano brevetti e marchi per la conversione del segno in marchio collettivo o in marchio di certificazione, ai sensi della nuova disciplina.

In attuazione alla Direttiva (UE) 2015/2436 del Parlamento europeo e del Consiglio, dal 23 marzo 2019 sono entrate in vigore alcune modifiche alle disposizioni contenute nel D.lgs. 10 febbraio 2005, n. 30 (Codice della Proprietà Industriale).

PRINCIPALI NOVITA’
– Eliminazione del requisito della rappresentazione grafica del marchio (art. 7 c.p.i.);
– Modifiche alla disciplina del marchio collettivo (art. 11 e art. 157 c.p.i.);
– Introduzione del Marchio di certificazione (art. 11 bis e art. 157 c.p.i.).

All’art. 33 del Decreto Legislativo 20.02.2019, n. 15 è contenuta la disciplina transitoria in materia di conversione del segno in marchio collettivo o in marchio di certificazione.

Di seguito il testo dell’articolo:

1. Entro un anno dalla data di entrata in vigore del presente decreto (23.03.2019), i titolari di marchi collettivi nazionali registrati ai sensi della normativa previgente possono formulare domanda all’Ufficio italiano brevetti e marchi per la conversione del segno in marchio collettivo o in marchio di certificazione, ai sensi della nuova disciplina.
2. La domanda di cui al comma 1 deve essere corredata dal testo del regolamento d’uso del segno, aggiornato in coerenza alla disciplina in vigore e alla scelta di conversione formulata dall’istante.
3. Alle istanze di cui al comma 1 si applicano le disposizioni previste dal codice della proprietà industriale in materia di domande di marchi di certificazione o marchi collettivi, comprese le disposizioni di cui all’articolo 11 della tariffa allegata al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 641.
4. Ferma restando la continuità con il marchio collettivo registrato, ai sensi della normativa previgente, gli effetti della registrazione del nuovo marchio decorrono, ai fini della determinazione della durata di cui all’articolo 15 del codice della proprietà industriale, dalla data di deposito della domanda di cui al comma 1.
5. In caso di mancata presentazione della domanda di cui al comma 1, il marchio decade a decorrere dalla data di scadenza del termine ivi previsto.
6. I procedimenti istruttori in corso su domande di registrazione di marchi collettivi nazionali, ai sensi della normativa previgente, sono sospesi alla data di entrata in vigore del presente decreto. I soggetti che hanno presentato la domanda possono riavviare l’istruttoria presentando istanza di conversione della stessa, in domanda di registrazione di marchio collettivo o marchio di certificazione, ai sensi della nuova disciplina.

In tal caso, gli effetti della registrazione del marchio risultante dalla domanda di conversione decorrono dalla data di deposito della domanda di registrazione convertita.

In caso di mancata presentazione della domanda di conversione entro il termine di cui al comma 1, le domande di registrazione di marchi collettivi nazionali ai sensi della normativa previgente si considerano ritirate.

Ufficio Stampa Veneto Eccellenze