I supremi giudici ribadiscono un principio già chiarito ma che, nella prassi, registra tipicamente doglianze da parte dei contribuenti, nel settore delle compravendite immobiliari.

La Corte di cassazione, con l’ordinanza n. 17470 dello scorso 28 giugno 2019, ha stabilito che, per il calcolo previsto dall’articolo 6, del decreto n. 1072/1969 del ministero dei Lavori pubblici, vanno esclusi dal dato quantitativo globale della superficie dell’immobile indicata nell’atto di acquisto solo balconi, terrazze, cantine, soffitte, scale e posto macchina, e non l’intera superficie non calpestabile, come quella afferente a mura perimetrali e divisorie.

Fonte: https://www.fiscooggi.it

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