Annunciato.

Messo nero su bianco nel Ddl di Bilancio.

Poi ritoccato nella discussione parlamentare sulla manovra.

Il bonus del 90% per gli interventi di «recupero o restauro della facciata esterna degli edifici» si inserisce in un quadro di detrazioni sui lavori in casa già ricchissimo.

Con il risultato che nel 2020, per le opere sulle facciate degli edifici ci sarà un incrocio di sconti fiscali: in base al tipo di intervento e di immobile (condominio o abitazione singola), alla zona in cui si trova il fabbricato e agli obiettivi di risparmio energetico.

Si viene così a comporre una sorta di “catalogo” degli interventi, ognuno dei quali può beneficiare di uno o più bonus fiscali. Tra i quali i proprietari sono chiamati, di volta in volta, a scegliere il più adatto (si veda la scheda a fianco).

Il nuovo sconto segna un record storico tra i bonus edilizi: è pari al 90% delle spese pagate l’anno prossimo per i lavori in facciata, anche solo di pulitura e tinteggiatura. Ma ha diversi allerta che pone l’inquilino o il proprietario sul chi và là prima di devidere : vale soltanto nelle «zone omogenee» A e B (cioè quelle più abitate) e per le «strutture opache» degli edifici, compresi balconi, fregi e ornamenti. Ad esempio, per riparare o sostituire le grondaie del palazzo non si potrà usare il bonus facciate, ma la detrazione del 50% sulle ristrutturazioni, che la manovra oggi al voto in Senato intende prorogare per il 2020. Più complicato il caso del rifacimento della facciata. Se l’intervento influisce dal punto di vista termico o comunque se coinvolge più del 10% della superficie disperdente totale del fabbricato, per avere il bonus del 90% bisogna anche isolare termicamente la parete.

A quel punto, però, in condominio può valere la pena di valutare l’alternativa dell’ecobonus. Che vale meno (65 o 70% in base al livello di coibentazione), ma può essere ceduto, riducendo così l’esborso per i proprietari :

IL CATALOGO DEGLI INTERVENTI (E DEGLI SCONTI)

Balconi Per edifici in zona A e B : bonus facciate del 90% se i lavori rientrano nel recupero o restauro della facciata. Nelle altre zone, o se mancano i requisiti per il bonus facciate: su parti condominiali , c’è sempre la detrazione del 50%; su singole unità immobiliari, c’è il 50% se si cambia materiale, finiture e/o colori o per nuova costruzione. Cappotto termico Se l’intervento raggiunge i requisiti di isolamento (trasmittanza termica) di cui al Dm 26 gennaio 2010: in zona A e B, bonus facciate del 90%; in alternativa (e per altre zone): ecobonus del 65% , elevato al 70% per interventi su parti condominiali che interessano almeno il 25% della superficie disperdente lorda dell’edificio. Nota: per l’ecobonus al 65% e al 70% è possibile la cessione del credito e, per interventi su parti comuni, l’ecobonus è già prorogato fino alla fine del 2021 . Se l’intervento non raggiunge i requisiti di isolamento: detrazione del 50% sulle ristrutturazioni . Cornicioni Per edifici in zona A e B: bonus facciate del 90%, se l’intervento riguarda fre gi e ornamenti ed è compreso in un recupero o restauro della facciata. Nelle altre zone, o se non ci sono i requisiti per il bonus facciate: su parti condominiali, c’è sempre la detrazione del 50% ; su singole unità immobiliari, c’è il 50% se si cambia materiali, finiture e/o colori o per nuova formazione. Finestre In caso di riparazione o sostituzione senza modifiche di materiali, forma e/o colori: detrazione del 50% solo su parti comuni condominiali. In caso di sostituzione con modifica di materiale, forma e/o colore: detrazione del 50% ; in alternativa, ecobonus del 50% se si raggiungono i requisiti di isolamento di cui al Dm 26 gennaio 2010. Grondaie Su parti condominiali: detrazione del 50%, anche per semplici riparazioni o sostituzioni senza modifiche . Su singole unità immobiliari: detrazione del 50% solo in caso di nuova installazione o sostituzione con modifiche. Intonaci (rifacimento) Per edifici in zona A e B: bonus facciate del 90%. Ma se l’intervento influisce dal punto di vista termico , o comunque interessa oltre il 10% della superficie disperdente lorda complessiva dell’edificio, per avere il bonus bisogna rispettare i requisiti di isolamento (trasmittanza termica) di cui al Dm 26 gennaio 2010. Nelle altre zone, o comunque quando non viene raggiunta la trasmitt anza: su parti comuni condominiali, c’è sempre la detrazione del 50% ; su singole unità immobiliari, la detrazione del 50% è condizionata al fatto che cambi materiale e/o colore. Puliture Per edifici in zona A e B: bonus facciate del 90% . In altre zone: su parti condominiali, c’è la detrazione del 50%; su singole unità immobiliari, la sola pulitura non è agevolata in quanto manutenzione ordinaria . Tinteggiature Per edifici in zona A e B: bonus facciate del 90%. Nelle altre zone : su parti condominiali, c’è sempre la detrazione del 50% ; su singole unità immobiliari, il 50% è condizionato al fatto che cambi materiale e/o colore.

«Eco-bonus» – Adempimenti per beneficiare della detrazione ai fini delle imposte dirette :

Adempimenti per fruire della detrazione di risparmio energetico In base a quanto disposto dal D.M. 19.2.2007, per fruire della detrazione non occorre effettuare alcuna comunicazione preventiva dell’Agenzia delle Entrate (si veda peraltro quanto descritto in seguito per i lavori che proseguono per oltre un periodo di imposta).

È necessario però procurarsi certificati e attestazioni comprovanti la riduzione dei consumi energetici e, più in generale, il miglioramento dell’efficienza energetica conseguita a seguito dei lavori effettuati sugli immobili; in particolare sono richieste:

  • l’asseverazionedell’intervento da parte di un tecnico abilitato alla progettazione di edifici e impianti (iscritto all’albo degli ingegneri, degli architetti, dei geometri, dei periti industriali, dei dottori agronomi, dei dottori forestali e dei periti agrari). L’asseverazione può essere sostituita da quella resa dal direttore lavori sulla conformità al progetto delle opere realizzate (obbligatoria ai sensi dell’art. 8, co. 2, D.Lgs. 19.8.2005, n. 192), ovvero esplicitata nella relazione attestante la rispondenza alle prescrizioni per il contenimento del consumo di energia degli edifici e relativi impianti termici, che, ai sensi dell’art. 28, co. 1, L. 9.1.1991, n. 10, il proprietario dell’edificio, o chi ne ha titolo, deve depositare presso le amministrazioni competenti secondo le disposizioni vigenti, in doppia copia, insieme alla denuncia dell’inizio dei lavori (art. 4, co. 1, lett. a), D.M. 19.2.2007, così modificato dal D.M. 6.8.2009). L’asseverazione può essere unitaria e fornire i dati e le informazioni richieste in modo complessivo qualora vengano compiuti più interventi sullo stesso edificio o unità immobiliare. Per gli interventi di contenute dimensioni, quali la sostituzione di finestre e l’installazione di caldaie a condensazione con potenza inferiore a 100 kW, i requisiti possono essere ricavati, in alternativa, dalla certificazione del produttore;
  • l’acquisizione della certificazione energeticadell’edificio, se introdotta dalla Regione o dall’ente locale, ovvero l’acquisizione di un «attestato di qualificazione energetica» dell’edificio (secondo lo schema di cui all’Allegato A, D.M. 19.2.2007), predisposto e asseverato da un professionista abilitato. Per interventi complessi (ad esempio, intervento globale sull’edificio o sostituzione di un impianto termico con potenza superiore a 100 kW), l’indice di prestazione energetica (ossia la quantità di energia effettivamente consumata o quella necessaria per l’uso dell’edificio) da riportare nel certificato deve essere calcolato in base alle disposizioni del Lgs. 192/2005; in tutti gli altri casi è utilizzabile la metodologia di calcolo semplificata di cui all’Allegato B, D.M. 19.2.2007;
  • la predisposizione di una scheda informativasugli interventi realizzati contenente i dati indicati nell’Allegato E, D.M. 19.2.2007;
  • asseverazione per interventi condominialiche consentono le detrazioni Irpef del 70 e del 75%. Per gli interventi riguardanti l’involucro dell’edificio con un’incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda dell’edificio stesso e per quelli finalizzati a migliorare la prestazione energetica invernale ed estiva e che conseguono almeno la qualità media di cui al D.M. del Ministero dello Sviluppo Economico del 26.6.2015, la sussistenza delle condizioni deve essere asseverata da professionisti abilitati mediante l’attestazione della prestazione energetica degli edifici prevista dal suindicato decreto. L’Enea effettua controlli, anche a campione, su tali attestazioni, con procedure e modalità disciplinate con decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il MEF. La non veridicità dell’attestazione comporta la decadenza dal beneficio, ferma restando la responsabilità del professionista.

Le spese per l’asseverazione, la certificazione energetica o l’attestato, nonché per la predisposizione della scheda informativa rientrano tra le spese detraibili.

Il Ministro dello Sviluppo economico con proprio D.M. 11.5.2018 (G.U. n. 211 dell’11.9.2018), ha definito le procedure e le modalità con le quali l’Enea svolge i propri controlli a campione (sia documentali sia effettuati a mezzo sopralluoghi) sulla sussistenza delle condizioni per beneficiare delle detrazioni fiscali in merito ai lavori di risparmio energetico. I controlli, ex art. 14, D.L. 63/2013, che l’Enea è tenuta ad effettuare, riguardano le attestazioni di prestazione energetica in caso di interventi sulle parti comuni di edifici condominiali e, dal 2018, tutte le agevolazioni spettanti in caso di interventi di riqualificazione energetica.

Attestato di «certificazione energetica» o di «qualificazione energetica» Con la modifica, ad opera del D.M. 7.4.2008, dell’art. 5, D.M. 19.2.2007 relativo all’attestato di certificazione energetica (o qualificazione energetica) è stabilito che:

  • per gli interventi realizzati dal 2008, l’attestatodi certificazione energetica, ove richiesto, è prodotto, successivamente all’esecuzione degli interventi, utilizzando le procedure di cui all’art. 6, D.Lgs. 192/2005 ovvero approvate dalle Regioni o dalle Province autonome di Trento e Bolzano ovvero le procedure stabilite dai Comuni con proprio regolamento di data antecedente all’8.10.2005. In assenza di tali procedure, in luogo dell’attestato di certificazione energetica è prodotto l’attestato di qualificazione energetica, secondo lo schema di cui all’allegato A al D.M. 19.2.2007;
  • per gli interventi realizzati dal 2008sull’involucro degli edifici esistenti (co. 345) e di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale (co. 347) limitatamente all’installazione di impianti aventi una potenza nominale del focolare ovvero una potenza elettrica non superiore a 100 kW, per determinare l’indice di prestazione energetica da indicare nell’attestato di certificazione energetica (se richiesto) è possibile utilizzare la modalità semplificata di cui all’allegato G al D.M. 19.2.2007.

Inoltre, il co. 24, lett. c), dell’art. 1, L. 244/2007 (come confermato dell’art. 5, co. 4-bis, D.M. 19.2.2007, modif. dal D.M. 7.4.2008) con effetto dall’1.1.2008 ha soppresso l’obbligo di far redigere l’attestato di certificazione o di qualificazione energetica, limitatamente agli interventi di:

  • sostituzione di finestre, comprensive di infissi, in singoleunità immobiliari;
  • installazione di pannellisolari per la produzione di acqua calda per usi domestici o industriali e per la copertura del fabbisogno di acqua calda in qualsivoglia struttura, pubblica o privata.

La disposizione si rende efficace dall’1.1.2008. Pertanto, non può essere applicata in relazione alle spese per gli interventi sopra indicati sostenute nel periodo d’imposta 2007, non essendo stata attribuita alla disposizione in esame un’espressa efficacia retroattiva (C.M. 19.2.2008, n. 12/E).

Comunicazione all’Asl per il risparmio energetico La comunicazione all’Asl non è richiesta, a meno che questa sia obbligatoria ai sensi della normativa sulla tutela della salute e della sicurezza sul luogo di lavoro e nei cantieri.

Trasmissione documentazione all’Enea per le spese sostenute fino al 31.12.2007 Con riferimento alle spese sostenute nel 2007, la copia dell’attestato di certificazione energetica (o di qualificazione energetica), nonché copia della scheda informativa, dovevano essere trasmessi all’Enea (Ente per le nuove tecnologie, l’energia e l’ambiente). La trasmissione doveva avvenire:

  • per i soggetti con periodo d’imposta coincidentecon l’anno solare, entro 60 giorni dalla fine dei lavori e comunque entro il 2.2008;
  • per i soggetti con esercizio non coincidentecon l’anno solare, entro 60 giorni dalla chiusura del periodo d’imposta in corso al 31.12.2007.

La trasmissione poteva essere effettuata, in alternativa:

  • tramite raccomandataindirizzata a: Enea – Dipartimento ambiente, cambiamenti globali e sviluppo sostenibile – Via Anguillarese, 301 – 00123 Santa Maria di Galeria (Roma);
  • attraverso il sito acs.enea.it, ottenendo ricevuta informatica.

Trasmissione documentazione all’Enea per le spese sostenute dall’1.1.2008 – Detrazione per il risparmio energetico Ai sensi dell’art. 4, co. 1-bis, D.M. 19.2.2007 [CFF 2 6159](comma aggiunto dal D.M. 7.4.2008) per le spese sostenute a partire dal periodo d’imposta in corso al 31.12.2008, comprese quelle concernenti la prosecuzione di interventi iniziati nel periodo d’imposta in corso al 31.12.2007, i soggetti che intendono avvalersi della detrazione sono tenuti a trasmettere all’Enea entro 90 giorni dalla fine dei lavori, attraverso il sito www.acs.enea.it, ottenendo ricevuta informatica:

  • daticontenuti nell’attestato di certificazione energetica, ovvero nell’attestato di qualificazione energetica avvalendosi dello schema di cui all’allegato A al D.M. 19.2.2007, prodotto da un tecnico abilitato, che può essere il medesimo tecnico che produce l’asseverazione;
  • la scheda informativadi cui all’allegato E o F al D.M. 19.2.2007 relativa agli interventi realizzati ovvero, per gli interventi diretti limitatamente alla sostituzione di finestre comprensive di infissi in singole unità immobiliari e per l’installazione di pannelli solari la scheda informativa di cui all’allegato F al D.M. 19.2.2007 (come modif. dal D.M. 7.4.2008).

La C.M. 24.3.2010, n. 21/E specifica che la correzione di errori o di omissioni nella scheda informativa da trasmettere all’Enea entro 90 giorni dalla fine dei lavori potrà avvenire mediante l’invio di una nuova comunicazione che annulli e sostituisca quella precedentemente trasmessa, entro il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi nella quale la spesa può essere portata in detrazione (nel caso in cui sia stato indicato un soggetto diverso da quello che risulta intestatario del bonifico o della fattura, o non sia stato indicato che possono aver diritto alla detrazione più contribuentinon è necessario inviare una nuova scheda).

Il contribuente che non è in possesso della documentazione sopra descritta, necessaria per usufruire della detrazione, in quanto l’intervento è ancora in corso di realizzazione, può usufruire della detrazione spettante per le spese sostenute in ciascun periodo d’imposta, a condizione che attesti che i lavori non sono ultimati (art. 4, co. 1-quater, D.M. 19.2.2007 [CFF 2 6159], comma aggiunto dal D.M. 7.4.2008).

Con la R.M. 18.4.2019, n. 46/E è stato chiarito che la mancata o tardiva trasmissione all’Enea delle informazioni di cui al citato art. 16, co-2-bis, D.L. 63/2013 non comporta la perdita del diritto alle detrazioni attualmente disciplinate dal medesimo art. 16, riguardanti gli interventi di recupero edilizio che comportano risparmio energetico e/o utilizzo di fonti rinnovabili. Infatti l’Agenzia delle Entrate ritiene condivisibile il parere espresso del MISE nella Nota n. 3797/2019, secondo cui la Comunicazione all’Enea, anche se obbligatoria per il contribuente, non determina, qualora non effettuata, la perdita del diritto alla detrazione, dato che non è stabilita alcuna sanzione nel caso in cui non si effettui tale adempimento.

Lavori eseguiti a cavallo tra il 2012 e il 2013 Relativamente ai lavori di riqualificazione energetica eseguiti a cavallo di due periodi d’imposta (2012 e 2013), riguardanti lo stesso intervento, l’invio all’Enea della documentazione necessaria per fruire della detrazione fiscale va effettuato nei 90 giorni dalla data di fine lavori, che non deve obbligatoriamente avvenire entro il 30.6.2013. Infatti, l’art. 11, co. 1, D.L. 22.6.2012, n. 83, conv. con modif. con L. 7.8.2012, n. 134 che ha prorogato l’agevolazione nella misura della detrazione del 55% fino al 30.6.2013, fa espresso riferimento alle «spese sostenute entro il 30.6.2013» e non ha lavori conclusi entro la medesima data. Lo stesso intervallo di 90 giorni dalla fine dei lavori è valido anche per quelli conclusi nel 2012, con spese sostenute anche nel 2013 (C.M. 9.5.2013, n. 13/E).

Remissione in bonis La C.M. 9.5.2013, n. 13/E si è espressa sull’applicabilità della sanatoria prevista dall’art. 2, co. 1, D.L. 2.3.2012, n. 16, conv. con L. 26.4.2012, n. 44 alla procedura di comunicazione all’Enea. La norma citata prevede che la fruizione dei benefici fiscali, subordinati all’obbligo di preventiva comunicazione ovvero ad altro adempimento di natura formale non tempestivamente eseguiti, non è preclusa sempre che la violazione non sia stata constatata o non siano iniziati accessi, ispezioni e verifiche, laddove il contribuente effettui la comunicazione ovvero esegua l’adempimento richiesto entro il termine di presentazione della prima dichiarazione dei redditi utile (da intendersi come la prima dichiarazione dei redditi il cui termine di presentazione scade successivamente al termine previsto per effettuare la comunicazione ovvero eseguire l’adempimento omesso – C.M. 28.9.2012, n. 28/E), versando contestualmente l’importo pari alla misura minima della sanzione ex art. 11, co. 1, D.Lgs. 471/1997.

Comunicazioni annullate Nei casi in cui il contribuente o il tecnico abilitato abbiano annullato l’invio della scheda informativa all’Enea, le richieste di detrazione annullate non possono ritenersi valide. L’agenzia delle Entrate con la C.M. 9.5.2013, n. 13/E ritiene tuttavia che l’invio della scheda all’Enea possa essere ripetuto fino alla scadenza del termine dei 90 giorni dalla data di conclusione dei lavori e che l’eventuale nuovo invio oltre i 90 giorni sia comunque possibile alle condizioni previste per la sanatoria ex art. 2, co. 1, D.L. 2.3.2012, n. 16, conv. con L. 26.4.2012, n. 44 (si veda sopra «Remissione in bonis»).

Comunicazioni compilate ma non inviate Nell’ipotesi in cui la scheda informativa sia stata correttamente compilata, ma il contribuente o il tecnico incaricato non abbiano proceduto all’invio della stessa, la richiesta di detrazione si considera valida solo se il mancato invio sia riconducibile a problemi tecnici del sistema informativo o, comunque, a cause imputabili all’Enea. L’invio della scheda all’Enea è comunque sempre possibile fino alla scadenza dei termine dei 90 giorni dalla data di conclusione dei lavori ovvero, oltre i 90 giorni, alle condizioni previste per la sanatoria ex art. 2, co. 1, D.L. 2.3.2012, n. 16, conv. con L. 26.4.2012, n. 44 (si veda sopra «Remissione in bonis») (C.M. 9.5.2013, n. 13/E).

Interventi che proseguono oltre il periodo d’imposta – Modello di comunicazione – Soppressione L’art. 12, D.Lgs. 21.11.2014, n. 175 semplifica gli adempimenti previsti per la fruizione della detrazione Irpef e Ires per le spese sostenute per gli interventi di riqualificazione energetica, sopprimendo l’obbligo di inviare la comunicazione all’Agenzia delle Entrate per i lavori che proseguono per più periodi d’imposta. Tale effetto è ottenuto mediante l’abrogazione del comma 6 dell’art. 29, D.L. 29.11.2008, n. 185, conv. con modif. con L. 28.1.2009, n. 2, che stabiliva, tra l’altro, l’obbligo per i contribuenti interessati alla detrazione di inviare un’apposita comunicazione all’Agenzia delle Entrate nei termini e secondo le modalità previsti con provvedimento del 6 maggio 2009; tale provvedimento, nell’approvare il modello di comunicazione, ne prevedeva la presentazione esclusivamente per interventi di riqualificazione energetica che proseguono oltre il periodo d’imposta, al fine di ridurre il numero dei soggetti obbligati all’adempimento. La comunicazione doveva essere inoltrata in via telematica entro il mese di marzo dell’anno successivo a quello di sostenimento delle spese ovvero, per i soggetti con il periodo di imposta non coincidente con l’anno solare, entro 90 giorni dalla fine del periodo d’imposta in cui le spese erano state sostenute. Con la C.M. 24.3.2010, n. 21/E è stato precisato che l’omesso o irregolare assolvimento dell’adempimento non comporta la decadenza dal beneficio, ma la sola applicazione della sanzione in misura fissa (da € 250 a € 2.000) prevista dall’art. 11, co. 1, D.Lgs. 471/1997, nelle ipotesi di omesso o irregolare invio di ogni comunicazione prescritta dalle norme tributarie. Per quanto evidenziato, la soppressione dell’obbligo di comunicazione all’Agenzia delle Entrate ha riguardato:

  • soggetti con periodo d’imposta coincidentecon l’anno solare, per le spese sostenute nel 2014 in relazione a lavori che proseguono nel 2015;
  • soggetti con il periodo di impostanon coincidente con l’anno solare, per le spese sostenute nel periodo d’imposta rispetto al quale il termine di 90 giorni scada a decorrere dalla data di entrata in vigore del Lgs. 175/2014.

In applicazione del principio espresso dall’art. 3, co. 2, D.Lgs. 472/1997 (cd. principio del favor rei) devono ritenersi non applicabili le sanzioni indicate nella citata C.M. 21/E/2010 anche in relazione a fattispecie di omesso o irregolare invio della comunicazione commesse prima dell’entrata in vigore del decreto per le quali, alla medesima data, non sia intervenuto provvedimento di irrogazione definitivo (C.M. 30.12.2014, n. 31/E).

Modalità di pagamento ai fini della detrazione per il risparmio energetico Il pagamento delle spese relative agli interventi per risparmio energetico va effettuato utilizzando esclusivamente un bonifico bancario o postale da cui devono risultare:

  • causaledel versamento;
  • codice fiscaledel beneficiario della detrazione;
  • numerodi partita Iva o codice fiscale del soggetto a favore del quale il bonifico è effettuato.

Questo adempimento riguarda solo i soggetti non esercenti attività d’impresa (privati, enti non commerciali e professionisti).

Per le imprese, infatti, il concetto di «sostenimento» della spesa non può che riferirsi, come già ricordato, a quanto disposto dall’art. 109, co. 2, D.P.R. 917/1986 [CFF 2 5209], in base al quale bisogna far riferimento alla data di ultimazione delle prestazioni di servizi ovvero alla data di consegna per i beni mobili ovvero, se diversa e successiva, alla data in cui si verifica il trasferimento della proprietà.

Di conseguenza, le imprese che effettuano interventi per il risparmio energetico tramite appalti senza stato di avanzamento lavori (Sal) possono usufruire della detrazione del 55% anche per gli interventi iniziati e/o pagati anche prima del 2007, a patto che l’ultimazione dei lavori avvenga nel periodo in corso al 31.12.2007.

La R.M. 20.1.2017, n. 9/E ha precisato che sono validi, ai fini della detrazione, anche i bonifici effettuati tramite conti correnti aperti presso gli «istituti di pagamento», cioè imprese, diverse dalle banche, autorizzate dalla Banca d’Italia a prestare servizi di pagamento. In questi casi, però, per poter usufruire dell’agevolazione è necessario che l’istituto, in qualità di sostituto d’imposta, assolva tutti gli adempimenti riguardanti il versamento della ritenuta d’acconto, della certificazione della stessa (tramite modello CU) e della trasmissione della dichiarazione (modello 770).

Se per errore è stato effettuato un bonifico diverso da quello «dedicato», o non sono stati indicati sul bonifico tutti i dati richiesti, e non è stato possibile ripetere il bonifico, la detrazione spetta solo qualora il contribuente sia in possesso di una dichiarazione sostitutiva di atto notorietà rilasciata dall’impresa, con la quale quest’ultima attesti che i corrispettivi accreditati a suo favore sono stati correttamente contabilizzati ai fini della loro imputazione nella determinazione del reddito (C.M. 18.11.2016, n. 43/E).

Bonifici per ristrutturazioni edilizie e risparmio energetico – Ritenuta dell’8% (4% fino al 31.12.2014) sui bonifici Si veda nelle pagg. precedenti.

Conservazione della documentazione Il contribuente ha l’obbligo di conservare ed esibire, previa richiesta degli Uffici finanziari, la documentazione (asseverazione, certificazione energetica, scheda informativa, contabile del bonifico laddove richiesto – si veda sopra «Modalità di pagamento» –, fatture o ricevute fiscali comprovanti le spese effettivamente sostenute).

Nel caso in cui gli interventi riguardino parti comuni di edifici di cui all’art. 1117, c.c., va conservata ed esibita su richiesta, oltre alla documentazione già citata, anche la copia della delibera assembleare e della tabella millesimale di ripartizione delle spese.

Se il lavori sono stati compiuti dal detentore dell’immobile, va altresì conservata ed esibita su richiesta la dichiarazione del possessore di consenso all’esecuzione dei lavori. Tutta la documentazione va conservata per il periodo in cui può essere esperita l’attività di accertamento. L’Amministrazione finanziaria può comunque richiedere l’esibizione di ulteriori documenti o atti per verificare la corretta applicazione della detrazione d’imposta.

Specificazione del costo della manodopera Per effetto della modifica al D.M. 41/1998 (che riguarda i lavori che beneficiano della detrazione per le ristrutturazioni edilizie), è stato eliminato l’obbligo di indicare il costo della manodopera in fattura. In precedenza, a pena di decadenza dell’agevolazione tanto per le spese per il risparmio energetico che delle spese di ristrutturazione edilizia, l’art. 1, co. 19, L. 244/2007 prevedeva la separata indicazione nella fattura del costo della manodopera utilizzata per la realizzazione dell’intervento (C.M. 31.5.2007, n. 36/E).

Divieto di cumulo tra agevolazioni per il risparmio energetico Ai sensi dell’art. 10, D.M. 19.2.2007 [CFF 2 6165], la detrazione è:

  • non cumulabilecon altre agevolazioni fiscali previste dalla legislazione nazionale, regionale, locale ed europea (M. 26.1.2010, n. 3/E e C.M. 23.4.2010, n. 21/E) per i medesimi interventi;
  • noncumulabile con il premio per impianti fotovoltaici abbinati ad uso efficiente dell’energia di cui all’art. 7, D.M. 19.2.2007 (recante «Criteri e modalità per incentivare la produzione di energia elettrica mediante conversione fotovoltaica della fonte solare, in attuazione dell’art. 7 del decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387») (D.M. 6.8.2009);
  • cumulabilecon la richiesta di titoli di efficienza energetica di cui al D.M. 24.7.2004 del ministro delle Attività produttive e con specifici incentivi disposti da Regioni, Province e Comuni.

Il Direttore Generale Rete di Veneto Eccellenze