Credito di imposta per investimenti in beni strumentali nuovi anche ai piccoli imprenditori in regime forfettario ed alle imprese agricole. Infatti la trasformazione del beneficio dall’iper e super ammortamento in credito di imposta porta il beneficio anche alle imprese che non deducono gli ammortamenti.

Infatti il comma 3 dell’articolo 22 del disegno legge di bilancio proposto da fonti governative, individua l’ambito soggettivo nelle imprese indipendentemente dalla forma giuridica e dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione e dal regime fiscale di determinazione del reddito.

È palese quindi che sia le persone fisiche che esercitano una attività di impresa che opera in regime forfetario (legge n. 190/2014), sia le imprese agricole che determinano il reddito su base catastale, possono usufruire del credito di imposta a fronte di nuovi investimenti in beni strumentali. Per tutti la fruizione del beneficio è subordinata al rispetto della normativa sulla sicurezza sul lavoro e di versamento dei contributi previdenziali dei lavoratori dipendenti.

Quindi anche i forfettari ed agricoltori in presenza di acquisto di beni strumentali funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale (industria 4.0), possono usufruire di un credito di imposta del 40% per gli investimenti fino a 2,5 milioni (si veda anche l’articolo in pagina), nonché del 15% fino a 700.000 euro, per i beni immateriali (software e simili).

Per i beni strumentali normali, non interconnessi, il credito di imposta è del 6% per gli investimenti fino a 2 milioni; questo credito di imposta minore si applica anche ai soggetti che esercitano arti e professioni anche in regime forfetario.

Il beneficio esce quindi dalla determinazione del reddito di impresa ma entra nel quadro “RU” della dichiarazione dei redditi e prescinde dal reddito o dalla perdita realizzata. Infatti il credito di imposta è utilizzabile in compensazione esclusivamente, quindi mediante il modello F24.

I contribuenti in regime forfetario potranno compensare il credito di imposta con l’imposta sostitutiva del 5-15%, nonché con i contributi previdenziali dovuti all’Inps ed Inail.
Più articolata la compensare per le imprese agricole; in base ad un’altra disposizione della legge di bilancio, nel 2021 (primo anno di utilizzazione del credito di imposta) i coltivatori diretti ed imprenditori agricoli assolveranno l’Irpef sul 50% dei redditi dei terreni, mentre l’Irap non è dovuta per le attività rientranti nel reddito agrario.

Le imprese agricole in regime speciale potranno compensare l’Iva a debito per la parte eccedente le percentuali di compensazione. Comunque le imprese agricole, come i contribuenti forfetari possono compensare il credito con i contributi previdenziali ed assistenziali dei lavoratori dipendenti, nonchè con quelli propri per le imprese individuali.

Il beneficio sarà concretamente utilizzabile dal 2021 a partire dal mese successivo a quello di trasmissione della dichiarazione dei redditi (articolo 3 D.L. n. 124/2019) dichiarazione che sarà soggetta al visto di conformità se il credito supera l’importo di 5.000. Per l’agricoltura dove ormai vengono impiegati i robot per la gestione delle stalle, si tratta di una agevolazione molto importante.

Il Direttore Generale Rete di Veneto Eccellenze