Il 2020 sarà l’anno dedicato al recepimento della direttiva efficienza energetica 2018/2002. In vista di ciò, la Commissione Europea ha pubblicato lo scorso 25 settembre tre raccomandazioni (2019-1658, 2019-1659, 2019-1660) per aiutare gli stati membri in questa fase. La prima fornisce indicazioni per l’attuazione degli obblighi di risparmio energetico previsti dalla direttiva, la seconda è dedicata alla valutazione del potenziale di efficienza nel riscaldamento e raffrescamento (che rappresentano il 50% della domanda totale di energia in tutta l’Unione europea), mentre l’ultima riguarda l’implementazione delle nuove disposizioni sulla misurazione e fatturazione dell’energia. Il tutto va inquadrato nell’ottica del principio di energy efficiency first, caposaldo fondante della direttiva sull’efficienza energetica, con il quale non si intende (come spesso viene erroneamente ritenuto) mettere sempre l’efficienza energetica al primo posto nella scala delle priorità, ma considerare l’efficienza stessa come una leva per la competitività al momento della stesura delle policy. Un passaggio significativo contenuto nella raccomandazione 2019-1660 è l’importanza di avere a disposizione informazioni chiare e tempestive dalle bollette, per far sì che il consumatore possa svolgere un ruolo attivo nella riduzione del proprio fabbisogno energetico. Un esempio in tal senso, che si inserisce perfettamente in un contesto di energy efficiency first, è relativo alla cosiddetta “bolletta smart” per i piccoli consumatori, che dovrebbe fornire ad essi indicazioni sul loro livello di efficienza in base ai dati raccolti dai contatori “intelligenti”. Ad oggi, la bolletta fornisce indicazioni sull’andamento mensile dei consumi, dato di per sé poco significativo per un utente medio. Se invece fosse rappresentata una posizione di consumo rispetto ad una medesima categoria d’utenza si darebbe un’indicazione del livello di efficienza e si spingerebbe l’utente ad agire con più convinzione. Una possibilità che potrebbe forse essere realizzata sfruttando il Sistema informativo integrato di AU.

La nuova direttiva pone l’accento sull’importanza di misurare e verificare la capacità dei regimi d’obbligo e delle misure alternative, nonché di consentire l’effettivo raggiungimento dei target prefissati.

Limitando il raggio dell’analisi a quanto sta accadendo nei confini nazionali, l’argomento policy in questo momento storico non può che legarsi a doppio filo al meccanismo dei certificati bianchi. Pur essendo indicato come il principale strumento per raggiungere gli obiettivi fissati, infatti, lo schema nell’ultimo periodo ha perso il suo ruolo di riferimento. In attesa dei primi output tangibili dal Fondo nazionale per l’efficienza energetica, l’Ecobonus e gli strumenti del piano Industria 4.0 non possono di certo essere sufficienti per il conseguimento dei target fissati dalla direttiva, né da un punto di vista quantitativo né tantomeno da quello qualitativo dell’efficienza energetica generata. Dopo molti buoni propositi, non sempre concretizzatisi, occorre superare una volta per tutte questa fase di stallo e rivisitare in maniera decisa e convinta il meccanismo. Del resto trovare alternative in grado di generare risparmi energetici equivalenti appare piuttosto difficile al momento.

È anche per via delle esigenze raccolte in queste righe che è stato avviato il progetto europeo ENSMOV, finanziato dal programma Horizon 2020 e di cui FIRE è partner italiano. L’obiettivo è proprio quello di supportare gli Stati Membri nel disegnare, attuare e monitorare le proprie politiche relative all’efficienza energetica. Lo strumento previsto dal progetto a tale scopo è il learning exchange, ossia la realizzazione di una serie di azioni volte allo scambio di esperienze e conoscenze tra i vari attori coinvolti nell’implementazione dell’art. 7 della direttiva, sia a livello nazionale che a livello europeo, partendo da un’analisi di quelle che sono le attuali carenze e necessità registrate da questi ultimi. Questo format, già sperimentato con successo in precedenti progetti (Enspol e MultEE), è stato ulteriormente potenziato e potrà offrire valide soluzioni ai singoli decisori, mettendo a fattor comune quanto accade in tutti gli Stati membri dell’UE. Per restare aggiornati sugli sviluppi del progetto è disponibile il seguente link. Sul lato Certificati bianchi, invece, in occasione di Key Energy 2019, in programma la prossima settimana a Rimini, la Federazione organizza nel pomeriggio del 6 novembre un incontro/dibattito, ossia un momento di discussione importante in vista della rivisitazione dello strumento dei TEE.

 Chi volesse intervenire per raccontare la sua esperienza (e.g. contenzioso, PPPM e PC, rilascio TEE) o presentare proposte (anche alternative ai certificati bianchi) è invitato a farcelo sapere, in modo da organizzare il dibattito, scrivendo a maurizio.ebano@artigianatopadovano.it

Il Direttore Generale Rete di Associazioni Veneto Eccellenze