La primavera non è solo il risveglio della natura ma anche soprattutto il nostro risveglio, il passaggio dalle giornate vissute in ostaggio di ambienti chiusi e riscaldati, al piacere delle gite in bicicletta, alle passeggiate all’aria aperta sino a pomeriggio avanzato, complice l’ora legale che ritorna ben accolta da tutti. Un germogliare di emozioni e sensazioni che non fanno altro che accendere la nostra voglia di fare, di creare. In questo fermento di positivismo, nuove energie ci ridanno la carica e la forza spesso di riuscire persino a ridimensionare i problemi che ci trasciniamo dietro dalle buie e fredde giornate invernali.

Avanti dunque al clima più mite, avanti alle giornate finalmente lunghe e luminose, avanti al buon umore, avanti alla ripresa economica, davanti a noi tutti nostri obiettivi e progetti per i prossimi mesi, avanti all’ottimismo. Io amo molto viaggiare in moto. La moto mi piace per tantissime ragioni, in primis che non avendo la retromarcia, ti costringe a procedere guardando sempre e solo in avanti.

“Un giorno credi di essere giusto e di essere un grande uomo, in un altro ti svegli e devi ricominciare da zero….”

Con queste parole Edoardo Bennato nel 1973 apriva il testo di una delle sue più belle canzoni destinate a diventare poi una delle più cantate nel panorama dei cantautori italiani. Parafrasando quel magico brano musicale, mi viene voglia di scrivere che un giorno credi di aver raggiunto i tuoi obiettivi, e poi il giorno successivo scopri quante ulteriori aree di miglioramento ci sono ancora davanti a te. Questo naturalmente dipende dal desiderio di crescita che si ha dentro e quanta voglia si ha di cavalcare con l’entusiasmo dei ventenni un qualsiasi progetto, affrontando nuove sfide, nel nome di una semplice quanto complessa filosofia imprenditoriale di comportamento positivo e coraggioso.

Spesso incontro amici e conoscenti che mi chiedono se vale la pena dedicarsi anima e corpo al proprio lavoro, portando avanti programmi molto impegnativi che contengono al loro interno delle brillanti opportunità travestite da problemi apparentemente irrisolvibili.

La mia risposta è ogni volta la stessa: si, ne vale sempre la pena. Vale la pena impegnarsi a realizzare qualsiasi cosa che sia migliorativa rispetto al passato. Vale la pena rubare ore al sonno, talvolta arrabbiarsi, correre molto, confrontarsi nelle diversità di opinione, se queste significano pure opportunità di crescita.

Vale la pena non riposare mai sugli allori del risultato ma meditare su come riuscire a migliorarsi e possibilmente migliorare la propria Azienda.

Questo ancora e soprattutto oggi, nel 2019, forgia l’uomo e ne conferisce la meritevole qualifica di “imprenditore”.

Stefano Cannas