30 Settembre 2020, Ricerca sulla Trasmittanza Energetica predisposta dal RSE, società di emanazione del GSE e GME, riteniamo opportuno proporla perché in vista delle nuove disposizioni di Legge con la possibilità di incentivare le ristrutturazioni edilizie abitative con i vari Crediti d’Imposta è opportuno che i nostri lettori comprendano l’ìmportanza che deve essere riposta sulla transizione energetica ed il nostro ruolo imprenditoriale.

La transizione energetica e il ruolo del settore industriale: questo è il tema dello studio che RSE sta svolgendo nell’ambito delle attività della Ricerca di Sistema avvalendosi anche del contributo dato dall’esperienza e suggerimenti dei vari operatori del settore e della collaborazione di enti di ricerca, tra cui FIRE.

Nell’articolo a firma RSE si riportano i primi dati emersi.

La transizione energetica e il ruolo del settore industriale: questo è il tema dello studio che RSE sta svolgendo nell’ambito delle attività della Ricerca di Sistema.

Si parla, dunque, del settore industriale nell’ambito del percorso di decarbonizzazione che l’Italia e i Paesi europei hanno intrapreso come misura di contrasto al fenomeno dei cambiamenti climatici, con l’obiettivo di conciliare lo sviluppo economico con la progressiva riduzione dei consumi di combustibili fossili e delle emissioni di gas serra. È un percorso di avvicinamento progressivo e, per tale motivo, la governance europea ha previsto due asticelle: una al 2030 (Strategia dell’Unione dell’Energia, Clean Energy for All Europeans package[1]) e una al 2050 (New Green Deal) con obiettivi sempre più ambiziosi.

In questo contesto, l’Italia sta compiendo uno sforzo rilevante per dotarsi di strumenti di pianificazione coerenti con gli obiettivi, le politiche e le misure della governance europea così da favorire la sostenibilità ambientale e la sicurezza e accessibilità economica dell’energia.

Elemento chiave di questo percorso è la redazione del Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC), un programma ambizioso e impegnativo che richiede al paese di sviluppare politiche attive e addizionali a quelle già attuate in tempi recenti, finalizzate a raggiungere complessivamente, nel decennio 2021-2030, un obiettivo cumulato di riduzione di energia finale pari a 51,4 Mtep, pari a circa il doppio di quanto previsto per il decennio 2010-2020.

È inevitabile che il termine “addizionale” e l’entità dell’impegno facciano pensare alla necessità di adottare approcci e paradigmi in grado di fornire una spinta importante al processo di riduzione dei consumi. Poiché, tuttavia, lo spirito della transizione energetica punta ad associare anche crescita economica e sostenibilità ambientale, è necessario garantire che la riduzione dei consumi energetici non vada a detrimento della produzione, obiettivo perseguito anche dall’efficientamento energetico.

 

In tal senso R.S.E. (Ricerca sul Sistema Energetico), società del gruppo G.S.E., nell’ambito delle attività di Ricerca di Sistema sul tema dell’efficienza energetica, ha voluto indagare il contributo, previsto dallo stesso PNIEC, che il Piano Nazionale Impresa 4.0 (attuale Transizione 4.0) può fornire al conseguimento degli obiettivi di efficienza energetica del settore industriale.

Tale misura, infatti, contiene in sé molti elementi di novità fortemente orientati ad una visione olistica della gestione efficiente delle imprese.

Lo studio si inquadra in un contesto di analisi più ampio sulle politiche a supporto dell’efficientamento energetico dei processi industriali come parte integrante delle misure finalizzate alla transizione energetica e alla decarbonizzazione. Obiettivo primario è quello di fornire ai decisori istituzionali analisi, valutazioni e strumenti a supporto della definizione di politiche adeguate alle esigenze energetiche del Paese e, al contempo, a sostegno delle imprese per ottimizzarne le performances.

Nell’ambito dello specifico studio, si è voluto indagare in che misura il Piano Transizione 4.0 (così come i precedenti), finalizzato a sostenere la competitività economica del Paese, possa anche favorire l’efficienza energetica del settore industriale grazie alla promozione e diffusione di nuove tecnologie con avanzato contenuto di automazione e informatizzazione (IoT, strumentazioni di misura… ).

Si sono quindi create le condizioni per un nuovo approccio al tema “efficienza”, in termini non di sola “efficienza energetica”/“risparmio energetico”, ma di “efficienza complessiva del sistema” da cui può derivare un ulteriore incremento di risparmi energetici e un’ottimizzazione di tutti gli ambiti di gestione di un’impresa (produzione, vincoli ambientali, consumo acqua, suolo, sicurezza del personale,…).

Considerato, quindi, il forte impatto sulla realtà industriale, RSE ha deciso di approfondire queste tematiche mediante uno studio che si è avvalso anche del contributo dato dall’esperienza e suggerimenti dei vari operatori del settore e della collaborazione di enti di ricerca, tra cui CESISP, FIRE e I-Com. A tal fine RSE ha promosso un’attività di “monitoraggio” sulle imprese che hanno utilizzato gli incentivi Impresa 4.0.

In particolare, attraverso lo strumento dell’indagine, è stato chiesto di fornire informazioni e dati sull’impatto che l’adozione delle agevolazioni previste da Impresa 4.0 hanno determinato sui consumi energetici e, in generale, sull’efficienza produttiva delle imprese. Il questionario proposto, le cui risposte sono elaborate in maniera assolutamente anonima, ha permesso di raccogliere un’importante casistica sulle esperienze dirette di chi opera nel settore e una base dati da cui partire per valutazioni di tipo tecnico ed economico. Allo stesso tempo, rappresenta per gli operatori un’opportunità di confronto e una modalità per presentare problematiche e suggerimenti sull’argomento, in un momento cruciale per l’auspicata ripresa economica a valle della crisi economica causata dall’emergenza sanitaria da Coronavirus.

L’indagine ha subito dei rallentamenti proprio a causa delle criticità indotte dalle misure di contenimento del Covid 19, tuttavia, attualmente vede coinvolte oltre 230 industrie rappresentative di 17 settori manifatturieri.

Il campione è per il 78% appartenente alle imprese medio e grandi, come mostrato in Figura sotto, sebbene il Piano Impresa 4.0 preveda anche una significativa presenza di PMI. Tuttavia, è comprensibile che, per ragioni di pianificazioni dell’indagine, la scelta sia stata inevitabilmente orientata verso le imprese più grandi, per altro più strutturate e predisposte alla misura dei risparmi conseguiti.

Le elaborazioni preliminari dei questionari mostrano chiaramente come gli interventi implementati in ottica Impresa 4.0 abbiano avuto, in molti casi, una ricaduta sui consumi energetici. Il 45% delle imprese intervistate, infatti, ha registrato una riduzione dei consumi termici rispetto alla situazione ante intervento; mentre questa quota sale al 56% per quanto riguarda la riduzione dei consumi elettrici. Occorre segnalare che le tecnologie con avanzato contenuto di automazione e informatizzazione possono implicare, in particolari situazioni, un maggiore consumo di energia elettrica, caso verificato nel 7% delle imprese intervistate. Questo fenomeno in parte può derivare da una gestione “più spinta” della curva di produzione dei macchinari oggetto dell’intervento, con un conseguente maggiore consumo elettrico.

I dati analizzati hanno confermato come l’attenzione si stia progressivamente spostando dall’efficienza energetica all’efficienza sistemica. Numerose infatti le imprese che hanno segnalato una ricaduta degli interventi implementati anche in altri ambiti del “sistema industria”, come riassunto in Tabella sotto. In sintesi, sono stati registrati una riduzione dei consumi di acqua (nel 21% dei casi), una minore produzione di rifiuti (nel 22% dei casi) e minori costi di manodopera (nel 49% dei casi).

Tabella 1: Risposte date dalle aziende riguardo l’effetto delle tecnologie di Impresa/Industria 4.0 sulle diverse voci di consumo

EFFETTO Consumi

termici

Consumi

elettrici

Consumi di

acqua

Produzione di

rifiuti

Costi di

manodopera

riduzione > 20% 3% 2% 3% 2% 8%
riduzione 10 _20% 3% 2% 3% 2% 2%
riduzione 5_10% 1% 2% 2% 3% 4%
 riduzione 1 _ 5% 20% 15% 1% 4% 13%
riduzione 0-1% 18% 35% 11% 10% 22%
incremento 0_1% 6% 1% 8% 7%
incremento 1_5 % 0% 1%
incremento 5_10% 2%   2%
nessun cambiamento 55% 36% 77% 70% 42%

I risultati presentati, seppur frutto di un’analisi preliminare dei questionari sottoposti alle aziende, mostrano chiaramente come i Piani Industria 4.0 e Impresa 4.0 (così come l’attuale Transizione 4.0), oltre ad incentivare la diffusione di automazione e informatizzazione nelle imprese, abbiano generato anche un progressivo efficientamento dei processi produttivi e una conseguente gestione più efficiente delle risorse. Il proseguimento dello studio e l’approfondimento delle analisi in corso, permetteranno di estendere i risultati ottenuti e di definire un quadro complessivo delle potenzialità di efficientamento

[1] Comprende un pacchetto di regolamenti fra cui la Direttiva 2018/2001/EU sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili e la Direttiva 2018/2002/EU sull’efficienza energetica).

Francesca Bazzocchi, Elena Gobbi, Simone Maggiore, Anna Realini, Claudio Zagano, Marco Borgarello

Dipartimento “Sviluppo Sistemi Energetici” – Ricerca sul Sistema Energetico – R.S.E. SpA

Articolo ripreso da

http://blog.fire-italia.org/le-imprese-di-fronte-alla-sfida-della-decarbonizzazione-allinterno-del-piano-transizione-4-0/

Ufficio Stampa