Le limitazioni imposte dalla pandemia hanno spinto il Gruppo Artistico Micro Macro a sperimentare una nuova forma di mostra d’arte. Anziché sulle pareti di uno spazio espositivo le opere di 48 artisti sono state “appese” in Facebook

Tutti si chiedono quali cambiamenti porterà il Covid nella nostra società. Qualcuno prefigura una riscoperta dei valori legati alla comunità e chi si spinge ad immaginare un’uscita dall’antropocene per abbracciare valori più vicini alla natura. Chissà… se davvero ci sarà un’evoluzione.

Intanto, però, per il Gruppo Artistico MICRO MACRO di Carbonara di Rovolon, sui Colli Euganei, il Covid ha significato cambiare forma. Dopo 21 anni, infatti, la tradizionale mostra MICRO MACRO, la collettiva di artisti locali, è scesa dalle pareti dello spazio espositivo per trovare un allestimento “virtual” nella pagina Facebook dell’associazione. “Una soluzione inedita – spiega Alessandro Brusamolin, tra i fondatori del Gruppo Artistico e curatore della mostra – imposta dalle contingenze.

E del resto sarebbe stato un peccato perdere questa opportunità che ormai ha raggiunto una serie di edizioni importanti e che rappresenta una opportunità di incontro per molti artisti del territorio. Lo scopo di questa iniziativa è proprio quello di mettere a confronto i vari linguaggi dell’Arte, siano essi pittura, scultura o ceramica, per un dialogo fondato sulla creatività, sull’immagine, sui contenuti della vita.

E devo dire che la versione “virtual” ci ha dato qualche soddisfazione in più rispetto al passato, in quanto, oltre a mettere davvero in pratica il nostro motto che è “L’arte non si mette da parte”, neanche nel tempo del Coronavirus, siamo riusciti a coinvolgere un numero maggiore di partecipanti”. Quest’anno sono stati ben 48 gli artisti che hanno mandato una loro opera, compresi tre pittori croati, quando nelle esposizioni precedenti il numero si fermava a 20-30.

“Qualcuno – continua Brusamolin – ha visto le inserzioni che annunciavano la mostra e ha deciso di aderire al progetto MICRO MACRO. Quindi il “movimento” si espande, ma anche cresce in qualità, lo dimostra il livello delle opere inserite nella rassegna e l’appeal che hanno avuto tra il popolo dei social in termini di visualizzazioni e commenti.

Quindi siamo soddisfatti, il Covid-19, infondo, ci ha permesso di raggiungere un nuovo pubblico, che in tutti questi anni era rimasto lontano dalla mostra, e ha reso più “social” anche l’arte, tanto che tra i nostri progetti futuri c’è MACRO KIDS VIRTUAL, ossia il tentativo di coinvolgere anche i più giovani nell’espressione artistica e creativa”.

Michele Pigozzo