I^ PARTE: FATTORI E VARIABILI IMPORTANTI NELL’ANALISI DELLA FASE 2

Rientrati in attività dopo il lockdown le imprese si sono trovate di fronte ad alcuni grossi interrogativi:

  • Quanto tempo ci vorrà per ritornare ai livelli di fatturato pre-crisi?
  • Quale sarà l’andamento della domanda nel periodo considerato?
  • Quali saranno i fabbisogni finanziari per superare il periodo?
  • ……. Soprattutto: CE LA FARO’?

Chiamiamo di fatto FASE 2 il tempo intercorrente a riportare l’azienda ai fatturati pre-crisi: questa fase è certamente il periodo di tempo più complesso e difficile per le imprese, sia in termini di previsione che di gestione effettiva.

Le variabili in gioco sono molteplici, e la loro volatilità piuttosto ampia. In una situazione di così grossa incertezza diventa impossibile fare affidamento su strumenti tipo il budget, o comunque pensare di avere una sola previsione con una sola strategia per raggiungerla. La variabilità dell’ambiente esterno può determinare delle situazioni completamente diverse ed occorre avere più strategie a seconda di quale situazione si dovesse realizzare: i è costretti perciò a ricorrere alle cosiddette analisi di scenario.

Nel cercare di analizzare la fase situazione della propria impresa occorre identificare alcuni riferimenti che ci possano aiutare nelle valutazioni per delineare le possibili situazioni di scenario nella fase 2:

  • LIVELLO DELLA DOMANDA ANTE COVID- 19: viene convenzionalmente indicata con il valore 100 ed esprime il livello della domanda media come era precedentemente all’insorgere della pandemia
  • LIVELLO DI CRISI STRUTTURALE DELLA DOMANDA: l’impresa deve valutare attentamente se la crisi da Covid abbia portato a mutamenti strutturali nel comportamento degli acquirenti e questo determini probabili incrementi o decrementi dei fatturato pre Covid. Ad esempio chi opera nel settore dei viaggi deve valutare se il ricorso forzato all’utilizzo degli strumenti di comunicazione tramite piattaforme informatiche abbia modificato la mentalità delle imprese e professionisti creando i presupposti per la riduzione dei viaggi di affari. Nella settore della ristorazione quali conseguenze avrà, nel comportamento delle persone, l’aver provato in modo massiccio l’utilizzo del take away o del home food delivery? Occorre aspettarsi una diminuzione, magari temporanea, dei pranzi in ristorante? Quanti e che tipo di ristorante inseriranno queste alternative nel loro pacchetto di offerte? Durerà solo nella fase due o diventerà strutturale?
  • CURVA DELLA DOMANDA: è certamente la parte più difficile da analizzare e prevedere in quanto siamo di fronte ad una imprevedibilità con possibilità di scenari e situazioni molto diverse. Per fare un esempio: ci sarà una ripresa del Covid e di conseguenza un altro lockdown? Questi sono i punti cruciali da prevedere:
    • Durata. Una rilevazione fatta dalla Deloitte presso i CFO di grandi imprese ha mostrato che per l’80% dei CFO gli effetti negativi del Covid arriveranno fino ad autunno inoltrato, altri parlano di 6 mesi. Dall’altra parte però il 78% parla di riduzione delle spese, il 41% di riduzione degli investimenti ed il 38% di riduzione del personale. Ora, ripresa o no del Covid, questi elementi giocano tutti per una contrazione per un certo periodo della domanda. Ovviamente dipende da settore a settore però nelle analisi finanziarie credo occorra spingere la previsione verso una ripresa che si assesterà nel primo semestre del prossimo anno, per poi pensare per fine 2021 di arrivare a livelli simili al 2019.
    • ipotizzare la fisionomia della curva della domanda è certamente la parte più difficile. L’azienda deve cercare il più possibile di monitorare la previsione della domanda utilizzando tutte le forme informative, sia di tipo quantitativo (andamento ordini, dati di settore) che qualitative (parere dei clienti, della forza vendita, dei concorrenti, dei conoscitori del settore). Ciò determina che la curva della domanda debba in qualche modo essere rivista su base periodica (almeno mensile) ed anche in qualsiasi momento si venga a conoscenza di informazioni o notizie che possono determinare importanti cambiamenti.

In estrema sintesi occorre fare un’analisi dei fattori interni esterni che possono influire sulle grandezze sopra citate e creare i presupposti per le analisi di scenario.

  • LIVELLO MASSIMO DI CAPACITA’ PRODUTTIVA NELLA FASE: le disposizioni introdotte con le norme anti Covid 19 per talune imprese possono portare all’impossibilità di esprimere il 100% della potenzialità produttiva aziendale, facendo riferimento al pre-crisi. Si è praticamente nella situazione di un auto quando viene attivato un limitatore di velocità oltre il quale non sia possibile andare. Il caso classico è quello del ristorante che, a causa del distanziamento non è più in grado di assicurare lo stesso numero di posti seduti per ogni turno. Lo stesso può accadere nelle imprese dove il fattore spazio riveste importanza.
  • LIVELLO DI BREAK-EVEN POINT: le misure anti-covid nel loro complesso portano sicuramente ad un aggravio di spese con delle conseguenze negative sul margine. Infatti il costo per i disinfettanti, gli strumenti per misurare la temperatura, il tempo perso nelle operazioni di sanificazione incidono sul costo del prodotto e conseguentemente il livello del BEP cambia rispetto a prima: occorre ricalcolarlo per vedere come e quando si possa ottenere la profittabilità

ESEMPIO DI RAPPRESENTAZIONE GRAFICA

Proviamo a dare un esempio di rappresentazione grafica di quando espresso

REGOLE DI INTERPRETAZIONE DEL GRAFICO:

1. DIFFERENZA TRA LINEA NERA E LINEA ROSSA: deficit di domanda causata da Covid-19

2. DIFFERENZA TRA LINEA ROSSA E LINEA GIALLA: deficit di capacità produttiva rispetto alla domanda

3. DIFFERENZA TRA LINEA GIALLA E LINEA GRIGIA: capacità produttiva non utilizzata

4. DIFFERENZA TRA LINEA ROSSA E LINEA GRIGIA: deficit di domanda effettiva su massima domanda

5. DIFFERENZA TRA LINEA BLU E LINEA GRIGIA: area di perdita (dove line blu è sopra linea grigia) – area di guadagno (dove linea grigia è sopra linea blu)

Vediamo come sono state valorizzate le linee:

  • LINEA ANTE COVID-19: come detto esso è posto convenzionalmente uguale a 100
  • LIVELLO STRUTTURALE NEW: l’analisi dell’azienda valuta che i cambiamenti del comportamento di acquisto dei clienti è tale che non si riuscirà, almeno per il momento, ad arrivare a ripristinare la domanda ante covid. Nel nostro esempio il marketing valuta che si abbia una contrazione strutturale del 20%, per cui la linea è posta a 80. Per arrivare di nuovo a livello 100 occorrerà probabilmente agire nel post fase 2 sul marketing oppure cercare di espandere il fatturato sui prodotti consolidati o inserire nuovi prodotti (e si vede questo effetto negli ultimi mesi..
  • CURVA DELLA DOMANDA FASE 2: questa è la previsione della domanda nella fase 2. C’è un altro elemento importante che viene inserito nel modello: la fase 2 viene indicata di lunghezza pari a 9 mesi.
  • CAPACITA’ PRODUTTIVA NEW: la produzione nell’esempio ha valutato che la presenza degli accorgimenti obbligatori relativi alle misure anti Covid-19 deprime la capacità massima a livello 70. Eventualmente l’azienda per arrivare a livello 80 (livello strutturale della domanda) deve operare acquisendo lavorazioni esterne: è quello che l’azienda nell’esempio effettuerà negli ultimi due mesi della fase 2 ed è quello che si vede negli ultimi mesi.
  • LIVELLO B.E.P. NEW: le misure anti covid-19 all’interno, ed eventuali variazioni nei fornitori e clienti possono determinare cambiamenti nel costo del prodotto, portando l’azienda su un nuovo livello di B.E.P. che nel grafico è posto pari a 65. Negli ultimi mesi però il ricorso a lavorazioni esterne farà crescere il livello del B.E.P. come si vede nel grafico.

CONSEGUENZE DELL’ANALISI DA UTILIZZARE PER LE PREVISIONI

Si vengono a delineare scenari diversi che l’azienda deve valutare preventivamente alla stesura di qualunque piano. Occorre prendere in considerazione due fattori:

1. IL POSIZIONAMENTO RELATIVO DELLE 5 VARIABILI: ovviamente siamo di fronte a molteplici scenari a seconda di come si posizionano le diverse righe e l’andamento previsto della curva della domanda. E’ chiaro che dove la curva della domanda è inferiore al BEP ci ritroveremo in area di perdita economica: compito della fase successiva sarà quello di predeterminare perdite e profitti, fabbisogni finanziari.

2. LA DURATA DELLA FASE 2: ci sono situazioni molto diverse a seconda dei settori per cui occorre entrare nello specifico di ogni realtà aziendale. Va ricordato che se consideriamo la precedente grossa crisi, quella del 2009, ci sono voluti più anni perché il PIL italiano ritornasse a quello pre-crisi. Oggi come oggi è consigliabile avere un respiro previsionale negli scenari che arrivi almeno al 2022, meglio ancora se l’orizzonte previsionale si spinge oltre.

Queste considerazioni servono affinchè l’impresa possa fare delle simulazioni ipotizzando la posizione relativa delle linee: le grandezze che vengono influenzate sono quelle finanziarie, per cui il passo successivo sarà quello di sviluppare scenari per verificare la tenuta dell’impresa nella fase 2.

QUESTO ASPETTI SARANNO SVILUPPATI NELLA SECONDA PARTE

Ing. Ciro Conte