Riceviamo e volentieri pubblichiamo un articolo del nostro collega Rossano Biston, Responsabile Tecnico COBIS per la Rete di Associazioni Veneto Eccellenze, sul tema della sicurezza e salute tra innovazione tecnologica e nuove forme di organizzazione del lavoro.

Il rapporto di lavoro nel mondo 4.0 è oggetto di profondi cambiamenti, in particolare il rapporto del lavoratore con l’organizzazione che lo circonda e di cui fa parte.

In particolare, la sempre maggiore presenza di lavorazioni fortemente automatizzate e robotizzate pone da un lato la questione delle nuove competenze, e dall’altro lato modificano radicalmente il rapporto tra il lavoratore e la macchina, a partire dalla collocazione fisica o dalla necessità di interagire con sistemi “intelligenti”.

Inoltre, nuovi modelli di organizzazione partecipata e circolare abbandonano la consueta impostazione gerarchica in favore della creazione di Team di lavoro trasversali, autonomi ed autosufficienti, in cui le differenze di grado e di ruolo si attenuano fino quasi a scomparire.

Elemento comune a questa nuova organizzazione del lavoro ed alle molteplici forme in cui l’innovazione tecnologica la influenza e la modella è l’aumento del grado di autonomia/responsabilità del lavoratore, rispetto ad un sistema tradizionale che era contraddistinto dalla rigorosa definizione dei ruoli aziendali e dal rigido inserimento del lavoratore in un contesto predeterminato per lo svolgimento di una attività predeterminata.

Ci dobbiamo focalizzare, in particolare sui nuovi rischi, sia di natura tecnica e tecnologica sia sul piano delle interrelazioni, che sorgono da queste profonde trasformazioni che interessano il mondo del lavoro e il lavoratore.

Alla luce di queste trasformazioni e di questi nuovi rischi, nel lavoro 4.0, sembrerebbe destinata a trovare piena applicazione la misura generale di tutela declinata al secondo posto nell’elenco dell’art. 15 del Decreto 81“la programmazione della prevenzione, mirata ad un complesso che integri in modo coerente nella prevenzione le condizioni tecniche produttive dell’azienda nonché l’influenza dei fattori dell’ambiente e dell’organizzazione del lavoro”.

Un approfondimento riguardante i modi in cui le nuove tecnologie, in particolare la Realtà Virtuale (VR), possono collaborare con il fattore umano migliorando tanto la produttività quanto la salute e sicurezza sul lavoro.

Nell’approccio introdotto dall’Industria 4.0, anche la prevenzione dagli infortuni e il miglioramento delle condizioni lavorative sono fattori che influenzano significativamente la produttività.

In particolare, le simulazioni in Realtà Virtuale (VR) si stanno sempre di più dimostrando utili soprattutto per gli scopi formativi, e sono in grado di realizzare allo stesso tempo un notevole risparmio sui costi della formazione per la sicurezza.

Le simulazioni digitali in Realtà Virtuale (VR) stanno infatti dimostrando di avere un potere comunicativo maggiore rispetto ai normali filmati o alla didattica frontale, e questo contribuisce a rendere i lavoratori più consapevoli dell’importanza del rispetto delle procedure di lavoro per la loro salute e sicurezza.

In particolare, i contenuti digitali multimediali e in particolare quelli sviluppati in Realtà Virtuale (VR):

  • stimolano maggiormente l’attenzione dell’utente
  • aumentano considerevolmente il coinvolgimento emotivo dell’utente
  • hanno un impatto positivo sulla memorizzazione a lungo termine delle informazioni

Per questi motivi, e per i notevoli risparmi economici che questi strumenti consentono di realizzare, sta diventando ormai una pratica comune da parte delle aziende di garantire la formazione dei lavoratori attraverso strumenti interattivi in Realtà Virtuale (VR) che simulano uno scenario lavorativo all’interno del quale l’utente dovrà scegliere tra varie opzioni per completare un’operazione pianificata.

Il Responsabile COBIS Rete di Veneto Eccellenze Rossano Biston