Di Maio e Salvini, dopo aver giurato di voler fare il contrario, non solo hanno confermato la tecnica di rinvio inventata da Berlusconi (la clausola di salvaguardia per cui se i conti non tornano si ricorre all’aumento IVA), ma… l’hanno moltiplicata per tre!

Di Maio e Salvini, con la solita tecnica di chi nega anche l’evidenza, esultano per l’intesa (anche se non ci sono state balconate) che evita la procedura d’infrazione per eccesso di debito e ciascuno dice che il suo pezzo di manovra (pensioni, reddito) è assicurato così come previsto. Però sono anche costretti a promettere che l’IVA non aumenterà: perché dopo aver giurato di voler fare il contrario non solo hanno confermato la tecnica di rinvio inventata da Berlusconi e da Monti, Renzi e Gentiloni (la clausola di salvaguardia per cui se i conti non tornano si ricorre all’aumento IVA), ma… l’hanno moltiplicata per tre! Come sempre leggeremo la solita solfa (“anche i governi precedenti”): con il piccolo particolare che, se i conti non torneranno, l’aumento dell’IVA non sarà del già temuto 1 o 2% ma, al 2021, del 4.5%!

Ma dedichiamoci ai fatti e non alle chiacchiere: sulla base della lettera inviata dal Governo alla Commissione (coi suoi 5 allegati) e la risposta della Commissione.

Prima sorpresa. In tutto il documento il celeberrimo 0.04% del 2.04%, inventato, NON COMPARE mai. Non esiste proprio: si parla, per il deficit 2019, correttamente di 2.0% con un solo decimale.

Seconda (non) sorpresa. Per il 2019 ci sono ben 1.9 mld in meno per il reddito di cittadinanza e ben 2.7 mld in meno per le pensioni anticipate in barba alla legge Fornero. Giustificazione? Abbiamo fatto meglio i conti (testuale). In realtà il Governo non avendo MAI presentato un testo anche approssimativo nessuno può neanche dire: avete fatto marcia indietro. Se controllate tutti gli articoli pubblicati da me e dall’Ufficio Stampa si parla di possibili intenzioni mai di Leggi o di Proposte di Legge. Semplicemente, l’attuale paragrafo prevede la platea dei destinatari e data d’avvio saranno rimodulati come gli pare. Si vedrà.

Terza sorpresa. Ci sono diverse spese in meno: meno soldi ai pensionati in essere (platea da individuare): 330 milioni nel 2019, 825 nel 2020 e ben 1,3 mld nel 2021. Che possano essere solo a spese delle pensioni c.d. d’oro mi sentirei di escluderlo.

Quarta sorpresa. Altre spese in meno vengono da TAGLIO AGLI INVESTIMENTI. Riduzione di 0.7 mld dei fondi UE per il dissesto; taglio di vantaggi fiscali a chi (privato) investe o assume a tempo indeterminato: 500 milioni in meno a chi produce.

Quinta sorpresa. Poderosi rinvii, sempre di investimenti: ben 2.5 mld di rinvio agli anni prossimi, dei fondi per: Sviluppo e coesione sociale, Ferrovie dello Stato, Cofinanziamento dei finanziamenti UE (quindi mancheranno – in aggiunta – anche quelli).

Sesta sorpresa. C’è una miriade di mini tasse in più: web tax (che pagheremo noi, sul commercio elettronico, sperando che sia rivolta solo ai grandi gruppi e non a tutta la platea, ricordo che stiamo avviando l’operazione di sviluppo per le PMI con l’apertura del portale Vendite On Line su Veneto Eccellenze); giochi (che fanno oggi le veci delle sigarette di un tempo); e – udite udite – tasse che non avevano calcolato sui FUTURI assunti dai riformati Centri per l’impiego (!), si incentivano così le strutture private di Agenzie Interinali.

Settima sorpresa. Il Governo aveva annunciato assunzione pubbliche a tutto spiano. Bene: tutto congelato per il 2019 (anzi, fino al 15 novembre 2019, per essere precisi).

Ottava sorpresa: ben 2 mld di spese statali di TUTTI i ministeri sono accantonate e saranno messe a disposizione dal Ministero dell’economia SOLO se a metà anno i conti tornano. Questi pure sono soldi in meno all’economia (nella quasi totalità).

Nona sorpresona: è quella già detta dell’IVA. Ci sono esattamente 9.4 mld nel 2020 e 13.2 mld (tutte tasse a nostro carico) nel 2021. Infine, i conti vengono fatti tornare (sulla carta) con 1 mld circa di vendite di immobili pubblici in più (come? quando? chi? immagino che pensino di rifilarli alla solita Cassa depositi e prestiti… vedremo) ricordo che anche il Governo Renzi aveva promesso la Vendita dei Gioielli Italiani per ripianare il deficit di Bilancio 2014, poi ha messo all’asta le auto Blu con il bluff creato e null’altro anche se ha giocato con la vendita di quotazioni ENEL e altro. Nonché abbuoni che l’UE ci riconosce per c.d. flessibilità ben 3,6 mld. Così almeno nessuno dirà che la riconoscevano solo ai governi Pd! (Solo che qui non ci sono riforme ma solo CONTRO riforme, ma lo aveva fatto anche Renzi con l’abolizione delle Provincie dove i costi si sono spostati dalle vecchie Provincie alle Città Metropolitane o alle nuove provincie e dall’altro lato scaricando responsabilità e uomini alle Regioni.)

Quindi: come volevasi dimostrare, i saldi sono ricondotti a quel che potevano e dovevano essere fin dall’inizio.

Ma il Governo ottiene, forse un risultato, mandando in pensione qualche centomila italiani in anticipo, forse creerà cinquantamila occupati nuovi in particolare nel manifatturiero occupando alcuni giovani che oggi latitano per mancanza di incentivi all’occupazione;  mentre pensano di distribuire quattrini a un numero imprecisato di altri italiani (certo: indigenti, si deve pensare) a spese di MOLTE TASSE IN PIU’ e TANTI INVESTIMENTI IN MENO. Il segno della «manovra contro o pro del popolo» non cambia ed anzi trova certificazione tra sei mesi, dopo di che tutti ci renderemo conto se questa manovra è per i sessantamilioni di Italiani o per le poche centinaia di migliaia di disoccupati che senza investimenti rimarranno a carico delle tasse dei più.

Danneggiare tanti per premiare pochi?

La risposta di Juncker, Moscovici, Dombrovskis potrebbe essere giudicata entusiastica solo da gente che non sa l’inglese oppure sogna.

Intanto la rinuncia alla procedura d’infrazione è espressa al condizionale (se fate tutte queste cose ciò ci autorizzerebbe a NON raccomandare la procedura d’infrazione) e poi la sottolineatura è una sola: sulla clausola di salvaguardia IVA. In altre parole, lo spostamento fra dodici mesi (e poi 24) del termine entro cui mettersi in regola: come volevasi dimostrare, il Governo Conte prende tempo e tutta questa messa in scena serve a fargli dire, abbiamo mantenuto il ns programma (il che del resto essendo incentrata su slogan senza dettagli, è asserzione “non falsificabile”).

La tecnica è quella di danneggiare tanti (a occhio 55 milioni di italiani) per premiare pochi ma molto motivati (i 5-6 milioni cui potrebbero toccare il reddito di cittadinanza) ricordiamo che per dare a pochi non ci saranno investimenti strutturali, si mette in dubbio investimenti programmati.

Sono curioso di vedere se il grosso dei cittadini saranno – fra qualche mese o fra un anno – davvero soddisfatti. Ai poteri l’ardua sentenza, per ora attendiamo l’approvazione finale e poi approfondiremo capitolo per capitolo i singoli paragrafi del Maxi Emendamento per ora non posso che Augurare a tutti di passare un Natale in tranquillità in famiglia e un fine anno con i botti, per prepararci ad un 2019 in difensiva e in tutela per le nostre imprese.

Il Direttore Generale Rete Veneto Eccellenze