Come immagino la nostra Camera tra cinque anni? Quale eredità vorrei che insieme lasciassimo a chi arriverà dopo di noi? Innanzitutto penso a un grande Ente pubblico in senso moderno in cui tutti, l’ultimo assunto come il presidente si presentino, operino e si rapportino con il “noi”, pronome che è insieme cultura e programma di lavoro”. Con queste parole Antonio Santocono, 68 anni, esordisce come Presidente della Camera di Commercio di Padova.

Eletto lunedì 9 luglio all’unanimità dal nuovo Parlamentino dell’Ente di piazza Insurrezione, Santocono sarà il nuovo traghettatore dell’ente camerale padovano, che rappresenta oltre 119.000 imprese sul territorio di Padova e provincia, per il quinquennio 2018-2023.

Nato a Catania nel 1950 ma a Padova da quasi 50 anni, imprenditore nel campo dell’ICT (Information and communication technology), Santocono è presidente nonché azionista di riferimento del Gruppo Corvallis Holding, società con quartier generale a Padova leader in Italia nell’ambito dei servizi IT e della consulenza informatica-digitale rivolta al mondo bancario, assicurativo, ai comparti industriali e di servizi, oltre che alle Pubbliche amministrazioni.

Ad eleggerlo è stato dunque il nuovo Consiglio camerale, ufficialmente “battezzato” durante la prima seduta nella Sala consiliare della sede camerale. Una squadra per 2\3 completamente rinnovata e che – per la prima volta nella storia dell’ente, a seguito della riforma del sistema camerale – è composta da 25 componenti (ben 8 sono donne), con una riduzione di 8 seggi rispetto alla tornata precedente.

Attorno al grande tavolo ovale, i rappresentanti delle categorie economiche, delle associazioni dei consumatori, delle banche, delle organizzazioni sindacali e degli ordini professionali hanno dunque espresso totale e piena fiducia nei confronti del presidente designato Santocono.

All’ufficialità dell’investitura ha fatto seguito un lungo applauso. Quindi il neo eletto ha aperto il proprio corso con queste parole: “Questa Camera di commercio sarà condivisiva, territoriale e inclusiva. Condivisiva, perché di questa natura è consistita la stessa metodologia con cui è nata la mia candidatura, già all’interno di Assindustria. La mia candidatura è stata figlia di un sì condiviso e passato al vaglio di più intelligenze, di più progettualità, di interessi trasparenti e diversificati. Padova è l’insieme di più territori e di molte vocazioni. Diverse, importanti, storiche, radicate nei territori. Una Camera di commercio che non voglia trovare in ciascuno dei propri territori la sua forza e la sua rappresentatività sarebbe destinata a diventare per l’insieme della regione una specie di fanalino di coda, troppo debole per trascinare da sola l’intero sistema. Invece, il territorio padovano potrà riscoprire i motivi per cui stare insieme, mettendosi a disposizione di un sistema che ci restituirà in ricchezza e completezza ciò che a noi manca”.

Ma quale vestito avrà la nuova Camera di Commercio? “Sarà una Camera inclusiva – prosegue il neo presidente Santocono -, una Camera in cui si possano rispecchiare la complessità del mondo agricolo, la modernità della Green economy, la necessità dei servizi alle imprese e alle persone del terzo settore, la sostenibilità dello sviluppo economico e delle tecnologie, la creatività del proprio straordinario patrimonio di artigianato e di commercio. Per questo, creeremo un metodo con cui rapportarci, in particolare con il Sindaco della città, con il Presidente della Fondazione Cariparo, con il Rettore e la presidenza della Provincia, con la Regione, cioè con le persone che sono a capo delle principali istituzioni della città e del territorio”.

Spazio infine alle criticità, che ci sono. E il presidente Santocono lo sa bene: “Ci sono e le affronteremo una ad una, al meglio delle nostre capacità. Su un punto vorrei però essere chiaro: il mio punto di riferimento, inarrivabile certamente, ma che ha segnato il lavoro di intere generazioni, è l’eredità che ci ha lasciato il professor Mario Volpato. Non solo e non tanto per le strutture geniali, le Start Up dei suoi tempi, che sono arrivate fino a noi, il Cerved è ancora oggi eccellenza inarrivabile in Europa, ma per il coraggio che ci ha messo. Anche l’Interporto è una sua creatura, persino il nome è una sua invenzione. Non ha avuto paura di rischiare, né di sbagliare, Volpato. Dunque, memoria e occhi nuovi affinché questo territorio possa avere un avvenire”.

AGATA BLU