Il Ministero dello Sviluppo Economico (MISE) ha deciso di proseguire le agevolazioni e gli incentivi finanziari dell’iniziale “Piano nazionale industria 4.0” con il nuovo “Piano Nazionale Transizione 4.0”. L’obiettivo è quindi proseguire il progresso tecnologico delle aziende, specialmente delle PMI, per adeguarsi agli standard internazionali presenti negli altri paesi europei e nel mondo, aumentando efficienza di produzione, costi e tempi. La possibilità di “automatizzare” parte dei processi aziendali ricopre un ruolo fondamentale in chiave “digitale” e di “innovazione”. Il Piano Nazionale Transizione 4.0 è considerato il primo mattone del Recovery Fund italiano, con 24 miliardi di euro messi a disposizione per il periodo a partire da novembre 2020, fino a giugno 2023. Nel piano rientrano gli investimenti in beni strumentali, materiali e immateriali 4.0, la formazione 4.0 di dipendenti e imprenditori, la ricerca e sviluppo (R&S), l’innovazione, il design, l’ideazione estetica e la green economy. È di fatto il nuovo piano industriale dell’Italia. Tutte le misure contenute nel piano nazionale sono volte a dare stabilità e certezze alle imprese, accompagnandole nel processo di transizione tecnologica e di sostenibilità ambientale, rilanciando il ciclo degli investimenti penalizzato dall’emergenza legata al Covid-19.

L’Industria 4.0 continua quindi ad avere un ruolo essenziale nella ripartenza dell’economia del paese e vuole essere protagonista nelle PMI italiane. Tuttavia, ancora oggi, le aziende non comprendono che investire nel settore delle tecnologie e dell’innovazione è vitale per rimanere sul mercato, aumentare gli utili a medio/lungo termine ed accrescere professionalità e competenza. Nella totalità delle aziende che possono aderire al piano nazionale, soprattutto a causa dell’emergenza legata al Covid-19, sono ancora poche quelle che di fatto hanno già iniziato ad usufruire degli strumenti di agevolazione messi a disposizione. La mentalità imprenditoriale italiana deve fare un ulteriore sforzo, significativamente importante, e cambiare la prospettiva sulla gestione e sulla pianificazione delle proprie attività.

Nonostante gli sforzi del MISE, il vero problema delle PMI è radicato in profondità nella cultura imprenditoriale delle aziende: in un mercato globale come quello odierno non è più possibile svolgere il ruolo di “imprenditore” in quanto è necessario fare il salto di qualità a “manager”. Il “manager” è una figura che ha visibilità a tutto campo su ogni aspetto aziendale e, soprattutto, ha una visione di ciò che sarà o dovrà essere l’azienda a lungo termine. Pertanto, oggi è richiesto a tutti gli imprenditori italiani di avere un “piano” di obiettivi da raggiungere, nonostante, considerato il momento, qualsiasi proiezione futura rimane molto incerta. È tuttavia necessario essere consapevoli di dover perseguire degli obiettivi e, di conseguenza, pianificare tutti gli interventi necessari per raggiungerli.

Fino a quando all’interno delle PMI non verrà effettuato questo “cambio di passo” sarà difficile, quasi impossibile, riuscire a rincorrere l’Europa ed il Mondo, sotto il profilo tecnologico, digitale ed innovativo.

Considerato che la maggior parte delle PMI non hanno figure di questo tipo per diversi motivi (economici, organizzativi, di organico, ecc.) VenetoEccellenze mette a disposizione profili di tipo manageriale per dare la possibilità a tutte le aziende di essere seguite, accompagnate ed orientate verso nuovi obiettivi raggiungibili, in modo da aumentare consapevolezza dei propri mezzi e, soprattutto, generare efficienza.

Mattia Antoniucci Innovation Manager