Con il repentino e progressivo propagarsi anche in Italia dell’infezione Corona Virus il Consiglio dei Ministri e le altre Autorità competenti hanno emanato l’8 marzo u.s. una serie di provvedimenti sempre più restrittivi fino ad arrivare a drastiche forme di blocco della circolazione anche per i soggetti in buona salute.

Nella stragrande maggioranza delle società di quotisti e di capitali, anche nei casi in cui gli Amministratori abbiano tempestivamente avviato un processo interno di sicurezza per tutta la comunità, propri collaboratori e dei propri interlocutori clienti e fornitori, assicurando al contempo la continuità del servizio, non sarà possibile, entro marzo, ad avere le condizioni per addivenire alla redazione di un progetto di bilancio completo dell’esercizio chiuso al 31 dicembre 2019 nel rispetto dei termini.

Per combinare le suddette misure restrittive con gli obblighi di legge, suggeriamo quini a ricorrere a riunioni del Consiglio di Amministrazione tenute in audioconferenza.

Ricordiamo che l’art. 2370, comma 4, del codice civile afferma che “Lo statuto può consentire l’intervento all’assemblea mediante mezzi di telecomunicazione ovvero l’espressione del voto per corrispondenza o in via elettronica. Chi esprime il voto per corrispondenza o in via elettronica si considera intervenuto all’assemblea”.

Ricordo, però, che nella sua massima H.B. 39 – (INTERVENTO IN ASSEMBLEA MEDIANTE MEZZI DI TELECOMUNICAZIONE IN RELAZIONE ALLE POSSIBILI DIVERSE CLAUSOLE STATUTARIE – 1° pubbl. 9/17 – motivato 9/17) ha il seguente parere del Comitato Interregionale Dei Consigli Notarili Delle Tre Venezie che indica: “Nelle società per azioni “chiuse”, anche in assenza di una specifica previsione statutaria, deve ritenersi possibile l’intervento in assemblea mediante mezzi di telecomunicazione, a condizione che siano in concreto rispettati i principi del metodo collegiale.
“Ove i mezzi di telecomunicazione siano previsti dall’avviso di convocazione, la società dovrà rispettare il principio di parità di trattamento dei soci.
Spetta al presidente dell’assemblea verificare il pieno rispetto del metodo collegiale, secondo principi di correttezza e di buona fede e, ove il collegamento sia predisposto dalla società, il rispetto della parità di trattamento dei soci.
Resta salva la possibilità per lo statuto di disciplinare diversamente la materia, anche in deroga alle regole della collegialità, e fermo il diritto del socio di intervenire fisicamente in assemblea. È sempre possibile, con il consenso unanime dei soci, derogare alla regola statutaria”.

L’affermazione del Codice Civile “Lo statuto può consentire l’intervento all’assemblea mediante mezzi di telecomunicazione” va quindi interpretata nel senso che lo statuto può regolamentare lo svolgimento delle assemblee in audio o videoconferenza e non che, in assenza di clausola statutaria, queste non sono consentite.

Per combinare le suddette misure restrittive con gli obblighi di legge saranno quindi in tanti a dover ricorrere a riunioni del Consiglio di Amministrazione tenute in audioconferenza, ricordiamo che l’OdG dovrà contenere questa frase: Verbale del consiglio di amministrazione tenuto in audioconferenza per il rinvio della convocazione dell’assemblea dei soci per l’approvazione del bilancio.

Ufficio Stampa Veneto Eccellenze