Ormai da tempo è chiara la necessità di unire le forze delle singole attività professionali per affrontare con successo un mercato complesso ed in rapido cambiamento come quello di oggi.

Dalla ricerca al marketing, dalla finanza alle diverse specificità professionali, l’aggregazione è diventata la risposta che sempre più spesso  anche le piccole e medie imprese danno ai pressanti segnali di cambiamento e sviluppo, per poter affrontare un mercato ormai globalizzato ed essere competitivi.

Entrando nel dettaglio di questa realtà, così varia per il nostro territorio, vediamo che le principali forme di aggregazione fra imprese sono: la fusione propriamente detta e la fusione per incorporazione.

Agevolate a livello fiscale e burocratico, trovano, disciplinate in modo chiaro nelle norme vigenti, le loro modalità operative. Altrettanto chiara è l’intenzione del legislatore di facilitarne la creazione così da rendere la procedura di fusione la migliore soluzione per risolvere una serie di criticità produttive, amministrative, commerciali, tecnologiche e logistiche.

Elenco qui, quale macro esempio, alcuni degli ambiti nei quali la procedura di fusione può portare innegabili vantaggi:

  • Migliorare il ciclo produttivo con attività complementari tra di loro quali: produzione, trasporto e montaggio, ossia migliorare l’utilizzo e lo sfruttamento degli impianti e delle attrezzature ed ottimizzare il processo distributivo (trasporto, magazzinaggio, ecc.).
  • Integrare fasi produttive consecutive.
  • Combinare esperienze decennali maturate nel settore tecnico e commerciale con il Know-how attuale tramite acquisizione di brevetti, licenze, segreti di fabbricazione
  • Ottenere il massimo risultato dall’incontro di professionalità esperte di imprenditori che hanno maturato negli anni importanti capacità manageriali imprenditoriali e di giovani persone in grado di aggredire il mercato con metodologie innovative e strumenti tecnologici di nuovissima generazione.
  • Fronteggiare crisi di liquidità, crisi di mercato e crisi di prodotto.
  • Risolvere problemi di passaggio generazionale.
  • Conseguire economie di scala e sinergie nella ricerca e progettazione.
  • Affacciarsi al mercato estero con dimensioni opportune ed interessanti.
  • Ridurre i costi amministrativi.
  • Compensare gli eventuali squilibri esistenti nelle strutture delle imprese che procedono alla fusione.
  • Migliorare le condizioni di negoziazione.

Professionisti adeguati e tecnici del settore saranno in grado di valutare e mettere insieme i punti di forza e di debolezza di tutte le imprese partecipanti alla fusione, fornendo loro progetti operativi finalizzati ad affrontare il mercato di riferimento in modo consapevole e per specifici target.

Presupposto indispensabile, per partecipare ad un progetto di fusione, è la regolarità e la positività del bilancio, soprattutto dal punto di vista patrimoniale (attivo e passivo) e finanziario (andamento dei cicli monetari e relativa copertura con mezzi propri o bancari)

In Italia, come è noto, fin dalla crisi del 2008, una larga fascia di imprese si è vista costretta ad operare e a confrontarsi con varie criticità difficili da superare nel tempo. Questo fatto ha in parte inquinato i bilanci d’esercizio, rendendo poco trasparenti le diverse voci di bilancio.

Alla luce di questa situazione risulta indispensabile l’intervento di un team di professionisti che possa predisporre l’appianamento delle criticità, sfruttando le potenzialità della conferite alla procedura di fusione.

“Il mondo è metà da vendere e metà da comprare.”

Dopo l’obiettiva valutazione dell’attivo e del passivo di ogni società partecipante alla fusione, gli imprenditori possono passare alla fase di contrattazione del valore delle singole realtà societarie. Il risultato delle contrattazioni collettive determinerà l’applicazione del “concambio” di quote societarie.

“Il concambio rappresenta il numero di azioni o quote della società derivante da un’operazione di fusione, che i soci di una società che si estingue, a seguito della fusione stessa, ricevono in cambio della loro partecipazione originaria.

L’estinzione delle società coinvolte nell’operazione di fusione non intacca le posizioni dei vecchi soci, i quali diventano soci della società risultante; essi ricevono le azioni della società risultante in cambio delle vecchie azioni possedute, secondo un rapporto di concambio tale da assicurare il mantenimento della loro quota.

Il rapporto di concambio viene definito all’interno del progetto di fusione, redatto congiuntamente dagli amministratori delle società coinvolte.”

In sintesi, strade diverse che possono essere intraprese per raggiungere lo stesso obbiettivo, sono inevitabilmente destinate a concludersi con un nulla di fatto, mentre l‘attenta pianificazione del progetto e l’assistenza di professionisti adeguati porta sicuramente al successo dell’idea iniziale.

 Dott. Alessandro Mezzavilla Revisore Contabile del Gruppo di Lavoro Operazioni Straordinarie Veneto Eccellenze