In base ai nuovi e recenti sviluppi legislativi in materia di “crisi d’impresa” (entrata in vigore a settembre 2021) non sono ancora stati definiti in modo chiaro e specifico i criteri per stabilire quando ed in che termini si manifesta questa situazione di rischio all’interno di un’impresa.

In questo contesto, Veneto Eccellenze, ha sviluppato un modello di aiuto concreato a comprendere in modo chiaro e semplice se l’Impresa è in una situazione di rischio, analizzando i dati ed i fenomeni di natura finanziaria senza necessariamente avere nozioni e/o competenze di settore oppure conoscenze approfondite sul tema in questione.

È necessario cominciare da un preciso assunto: un’impresa che non riesce più a fare fronte ai propri impegni finanziari di fatto non può più garantire una continuità nel futuro prossimo.

Altrettanto è assodato che le crisi d’impresa sono rappresentate per lo più da insolvenza indotta (ovvero mancati incassi dei propri profitti), piuttosto che da mancanza di redditività (cioè invece di creare valore, l’Impresa brucia valore).

Inoltre, i dati statistici dimostrano che l’interesse principale delle aziende è soprattutto legato alla produttività piuttosto che ad esercitare un controllo finanziario puntuale e dettagliato. Tale controllo viene svolto, nella maggior parte dei casi, solo quando si presenta una situazione di tensione finanziaria e, di conseguenza, in mancanza di disponibilità.

Oggi, la mancanza di liquidità è uno dei principali problemi, accentuato ulteriormente dalle azioni restrittive relative adottate a causa della pandemia, riversandosi in modo disomogeneo su tutte le tipologie di imprese.

In tale senso, i bilanci (non ci si riferisce esclusivamente ai bilanci di fine anno) consentono di verificare se l’impresa è in attivo oppure in perdita.

Il modello di Veneto Eccellenze concentra l’analisi del bilancio sulla sezione del passivo, area “debiti correnti, a medio/lungo termine” rapportati ai crediti ed alle disponibilità, salvando una fotografia del quadro dell’impresa. Il motivo di questa operazione è dato dal fatto che i debiti sono il valore certo all’interno di un bilancio.

Pertanto, analizzando la “natura” dei debiti si possono individuare eventuali “squilibri finanziari”, dati da situazioni contabili in atto oppure da bilanci storici. Tali squilibri possono essere di natura patrimoniale, finanziaria, economica.

È possibile individuare una “piramide” che identifica i livelli di finanziamento di un’impresa in una situazione di difficoltà:

1.Fornitori: “finanziatore” (improprio), l’impresa allunga i tempi di pagamento, finanziandosi attraverso loro, quasi sempre a costo zero.

2.Banche: unico reale finanziatore, fornisce denaro mediante la concessione di fidi, extrafidi e linee di credito a medio/lungo termine. Esaurite tutte le possibilità per ottenere liquidità, quando l’impresa non ha più disponibilità per sostenere i debiti, viene segnalata in Centrale dei Rischi (CR), Centrale dei Rischi Finanziari (CRIF) ed altri organi di controllo preposti. Il fatto che l’impresa sia stata segnalata all’interno di questi organi di controllo influenza in modo negativo il “rating bancario”. Questa informazione è di dominio pubblico, costituendo una chiara identificazione dell’impresa come “buono” o “cattivo” pagatore.

3.Stato: all’interno di questo “finanziamento statale” l’impresa utilizza il mancato versamento dell’IVA e delle imposte (IRAP, IRES ed altre) per finanziarsi.

4.Dipendenti: come ultima soluzione l’impresa utilizza i contributi INPS e IRPEF per finanziarsi ed, eventualmente, ricorrere addirittura ad utilizzare lo stipendio dei dipendenti stessi.


L’immagine di cui sopra rappresenta i livelli della piramide descritti in precedenza. Come si può evincere dall’immagine, vi è una linea tratteggiate che sancisce la possibilità di risolvere la situazione di difficoltà oppure. Nel momento in cui l’impresa decide di varcare questa linea ed inizia a finanziarsi sfruttando il livello dello stato, è stato attraversato il “punto di non ritorno (P.N.R.)”.

I motivi che spingono un’impresa ad agire nelle modalità “piramidali” rappresentate possono essere di varia natura: di carattere imprenditoriale, gestionale, finanziario, di mercato, di emergenza ed altri. Tuttavia, tali motivazioni non trovano riscontrano nella legge e, nella maggior parte dei casi, sono frutto di scelte “obbligate”, generate dall’istinto di sopravvivenza che guida ogni imprenditore.

È evidente che, a fronte dell’analisi descritta precedentemente, in funzione del “livello” della piramide in cui si trova l’impresa, non sono più necessari indici e/o altri strumenti per stabilire se è in difficoltà, ma bensì verificare se è già stato innescato un processo irreversibile (oltre il P.N.R.).

Come previsto dalla nuova legge sulla crisi d’impresa, tutte le aziende che hanno debiti con il fisco saranno le prime ad essere monitorate. Tali aziende, con molta probabilità, sono posizionate all’interno della piramide oltre il P.N.R. Quindi, la legge pone particolare importanza su due aspetti:

1.verificare che l’impresa possa pagare i debiti con lo stato (risultanti dai bilanci)

2.verificare che l’impresa possa pagare regolarmente le imposte nel prosieguo delle sue attività

Per applicare i controlli di monitoraggio delle imprese necessari è stato istituito un organo di controllo dedicato, denominato Organismo di Composizione della Crisi e dell’Insolvenza (OCRI). È stimato dalle camere di commercio che il numero di aziende che saranno sottoposte a tali controlli sarà di circa 280.000 unità, numero all’interno del quale non sono state considerate tute le aziende a rischio fallimento, stimate nell’ordine di circa 270.000 unità. Questo consente di indicare che, per tutte le aziende coinvolte nei controlli, il primo problema da risolvere sarà appunto il rapporto con il fisco per i crediti da esso vantati nei loro confronti.

In questo scenario, l’importanza dell’applicazione del modello fornito da Veneto Eccellenze, basato sulla semplicità di utilizzo, la trasparenza e la chiarezza delle informazioni, consentirà ad ogni imprenditore di valutare decisioni e strategie aziendali in tempi rapidi, anticipando l’eventuale gestione di situazioni difficili.

Il modello imporrà un’attenzione assoluta agli aspetti finanziari di ogni azione che l’imprenditore svolgerà nell’esercizio di impresa. Il modello prenderà in considerazione anche i crediti, tramite un’approfondita ed accurata analisi. Tale analisi è volta a misurare il “merito creditizio” e la “probabile perdita (P.P.)” di un potenziale futuro cliente. Pertanto, il modello evidenzia la qualità dei ricavi che l’impresa possiede e deve necessariamente valutare ad ogni opportuna occasione. Il modello ha come obiettivo rendere l’imprenditore “consapevole” nell’accettare o sviluppare un determinato fatturato, in termini di carattere finanziario e non economico.

Il modello consente quindi di prevenire e/o pianificare eventuali problematiche future di tipo finanziario che potrebbero derivare dalla scelta di accettare determinati ordini di lavoro o commesse clienti.

L’obiettivo di Veneto Eccellenze è quindi aiutare tutti gli imprenditori a fare delle scelte oggettive e consapevoli, per fare fronte al presente e pianificare il futuro di breve periodo, considerato che il contesto lavorativo di oggi lo richiede, anzi lo impone.

Mattia Antoniucci Innovation Manager