Periodo di crisi, acqua alta, coronavirus affossano una delle più grandi risorse del nostro amato Veneto, il turismo. Il ristorante Autorimessa in piazzale Roma, a Venezia, reagisce mettendo in atto una politica di degustazione tipica delle ricette venete. Nasce così un rilancio del turismo enogastronomico, dove oltre alla bellezza della visita a Venezia, possiamo unire la degustazione di molti sapori locali.

Facilmente raggiungibile in Auto, in treno ed in autobus, all’Autorimessa si possono degustare gli ottimi “Menù Veneti” creati appositamente per far assaporare i piatti tipici locali e conoscere gusti e tradizioni veneziane. Oltre a ciò, il Ristorante Autorimessa è il primo ristorante in Italia ad aderire al circuito “I love yourself e mangiare Low Carb” che permetterà di trovare un “Menù Veneto” dedicato a Diabetici, persone sovrappeso e a quanti desiderino un’alimentazione a basso apporto di carboidrati.

Il “Menù Veneto” è un’iniziativa creata con il settimanale Venezia&dintorni – il gusto italiano nel mondo e con il circuito Wigwam World Circuite alla quale il ristorante Autorimessa aderisce diventandone uno dei promotori.

Per promuovere l’iniziativa il ristorante ha organizzato una serie di cene con menù locali, la prima è avvenuta il 6 marzo e ve la racconto di seguito e le prossime verranno pianificate non appena riusciremo a tornare alla normalità dopo aver combattuto e vinto questo bruttissimo virus.

Si tratta di una passeggiata degustativa dei prodotti delle terre e delle acque venete, cibi che raccontano ad ogni portata una diversa tradizione e ricordano una specifica zona del Veneto.

I fagioli di Lamon uniti a del radicchio trevigiano croccante diventano un ottimo entrée servito freddo con una salsa creata dai fagioli e un buon olio di oliva. Le sarde in saor, piatto veneziano per eccellenza, baccalà mantecato per non trasgredire alle tradizioni ed una sfoglia ripiena di una salsa di carciofi della Giudecca (orto di Venezia) diventano un favoloso tris di antipasti.

Verona con il suo riso, un vialone nano che con la sua cremosità accompagna i Carletti o Schiopetti, perché schiacciando i loro fiori schioccano, che portano il loro gusto amarotico ma amabile, uniti a delle piccole schie sgusciate, aggiunte a fine cottura, dopo averle precotte in padella (tecia), scottate lentamente per mantenere tutta la loro consistenza e lasciarne inalterato il sapore. Un risotto amabile e cremoso che lascia in bocca una serie di sapori che passano dal dolce del pesce all’amaro del Carletto accarezzando le papille con la vellutata cremosità del riso.

Favolosi spaghetti fatti a mano, impastati con i nero di seppia, serviti con qualche seppiolina in umido che gli fa da sugho, per unire la tradizione mediterranea della pasta al sapore del mare in un unico piatto.

Calamari ripieni con radicchio coltivato in barena, un altro piatto che unisce il mare alle coltivazioni di terra, un radicchio coltivato in barena amalgamato a della mollica di pane e ai tentacoli del calamaro, diventano un favoloso ripieno. Anche in questo piatto esalta la dolcezza del calamaro arrostito, smorzata da piacevoli contrasti amari del radicchio morbido e delicato nel suo ripieno.

Anguilla in umido, ancora una volta per richiamare la tradizione della nostra laguna veneziana che arriva fino alle valli del Comacchio.

Per finire non potevano certo mancare i dolcetti tipici, tutti preparati al momento con i zaeti caldi, le lingue di gatto e una cremina servita in coppa per “tocciare” i favolosi biscotti.

Una favolosa cena nella quale abbiamo sorseggiato il favoloso vin dee RIVE de Negrisa de Ponte di Piave degustando un favoloso sauvignon bianco, dell’Amors bianco, un Cabernet franc e per finire uno stupendo Manzoni moscato.

Michele Pigozzo