La Pro Sandrigo conferma la trentatreesima edizione della manifestazione. Accesso su prenotazione e rispetto delle norme di distanziamento sociale

Una versione trasformata per adattarsi alle disposizioni di sicurezza, una versione ridotta ma supportata da eventi diffusi su tutto il territorio provinciale e ricca di grandi novità, per celebrare al meglio il celebre piatto della tradizione vicentina.

Torna a Sandrigo (Vicenza) dal 18 al 21 settembre 2020, la Festa del Bacalà alla Vicentina. La manifestazione che celebra il piatto principe della tradizione culinaria veneta giunge alla trentatreesima edizione, un’edizione molto combattuta a causa delle particolari restrizioni dovute alla situazione creata dall’emergenza sanitaria che stiamo vivendo.   Questa edizione, più breve rispetto agli altri anni permetteva di accedere solo su prenotazione e nel pieno rispetto delle norme di distanziamento sociale. Ingressi scaglionati e i visitatori serviti direttamente ai tavoli, nessun buffet ma comunque ottimo Bacalà.
“Abbiamo voluto portare avanti la tradizione della Festa del Bacalà anche in questo difficile periodo – sottolinea Antonio Chemello, presidente della Pro Sandrigo – La nostra è sicuramente una delle sagre più importanti in Veneto e ci sembrava giusto dare un segno di speranza a un settore che sta soffrendo moltissimo. Abbiamo inoltre creato una rete di collaborazioni sul territorio che ha portato all’organizzazione di una serie di eventi diffusi durante il periodo della festa e per l’intero mese di settembre in ristoranti, cantine, locali e luoghi d’arte tutti finalizzati a celebrare il bacala alla vicentina”.

Protagonista assoluto lo stoccafisso, i nomi baccalà e stoccafisso, esprimono soltanto due modi diversi di trattare un unico pesce, il merluzzo, ne sono ricchissime la Norvegia, l’Islanda, la Groenlandia, il Mar Baltico e Terranova, dove domina lì acqua pulita e molto fredda. Quello che ci interessa, è il Gadus morhua dell’ordine dei Teleostei, dal colorito verdastro o bruno, con macchiette gialle sul dorso e una linea laterale bianca su tutto il corpo, dal ventre brunastro. Lungo fino ad un metro, un metro e cinquanta, e del peso fino a 50 kg. Centro di pesca sono le isole Lofoten sulla Costa settentrionale della Norvegia che pullulano di migliaia di pescherecci tra dicembre e aprile.

I vicentini sanno benissimo di cosa si tratta, ma continuano e continueranno a chiamare lo stoccafisso “baccala’”. Perché? Non si tratta di ignoranza, bensì di ragionata e voluta difformità terminologica dettata da una ragione fonetica. Andava bene così, anche perché “baccalà” era più affine alla nostra parlata veneta, di più facile pronuncia che non stoccafisso. Il nome, quindi, seppur errato, resisterà per secoli, e continua oggi, tanto da ingenerare discussioni e non poche confusioni tra i connazionali non veneti, abituati a chiamare baccalà il merluzzo salato o fresco, e stoccafisso il merluzzo seccato ai venti del Nord (tratto dal sito della Confraternita del Bacalà alla Vicentina).

Il piatto preparato secondo la ricetta della Confraternita del Bacalà alla Vicentina è chiamato Bacalà con una sola c.
Per il 2020 la Pro Sandrigo ha inoltre deciso di sostenere il Progetto Neuroblastoma – Tutti in campo con Giacomo della Fondazione Città della Speranza, per aiutare i ricercatori dell’Istituto di Ricerca Pediatrica a identificare nuove terapie in grado di sconfiggere la malattia.

Al posto del tradizionale Gran Galà del Bacalà, giovedì 10 settembre a Villa Sesso Schiavo si è svolta la cena di beneficenza in favore della Città della Speranza con consegna del 56° Premio Basilica Palladiana.

Michele Pigozzo