Quasi la metà del Pil e delle tasse del Paese, arriva dalle regioni del Nord . Le sei regioni, attualmente amministrate da governatori di centrodestra e che sono, in ordine, Liguria, Piemonte, Lombardia, Trentino Alto Adige, Veneto e Friuli Venezia Giulia, producono quasi la metà del Pil italiano e del gettito tributario, ma , spiega la Cgia, associazione artigiani di Mestre, rischiano di non avere molta voce in capitolo sulle decisioni importanti che saranno prese dal nuovo governo.

La stessa Cgia, cautamente però,  aspetta di vedere le misure concrete che l’esecutivo, guidato dal premier Giuseppe Conte prenderà nei prossimi mesi. «Stando ai numeri – spiega il coordinatore dell’Ufficio studi Paolo Zabeo – quasi la metà del Pil, del gettito tributario, degli occupati nelle imprese private e degli investimenti complessivi del Paese è generata da queste sei regioni del profondo Nord. Oltre a ciò, ricordo che quasi il 60 per cento delle esportazioni italiane è realizzato in questi territori che, ormai, si sentono più in sintonia ed integrati con la Baviera o Francoforte che con Roma».Oltre al taglio delle tasse e a una ripresa degli investimenti infrastrutturali, il Nord guarda con attenzione al tema dell’autonomia differenziata.

Le 6 regioni del Nord, dagli ultimi dati disponibili, producono complessivamente poco più di 721 mld di euro di valore aggiunto (46,6% totale nazionale). Le imprese private sono 2 mln (38,1% totale),hanno 8 mln di lavoratori (48% totale), un export di 336 mld (58,2% del totale) e investimenti fissi lordi realizzati di 142 mld (49%).

Giuliana Lucca