Ecobonus 2018, guida Agenzia delle Entrate: ecco come funziona la detrazione 65 e 50 per cento per i lavori di risparmio energetico, per quali spese spetta e quali sono i limiti di importo.

Ecobonus 2018: l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato il 18 ottobre la guida completa alla detrazione per i lavori di risparmio energetico.

Nella guida aggiornata ad ottobre 2018 sono contenuti i chiarimenti sull’applicazione delle due diverse aliquote, pari al 50% e al 65%, in relazione alla tipologia di lavoro effettuato per il quale è possibile richiedere l’ecobonus.

In merito ai lavori ammessi in detrazione sono numerose le novità che riguardano l’Ecobonus 2018: oltre alle modifiche introdotte dalla Legge di Bilancio è in corso di approvazione il decreto con i nuovi limiti di spesa che potrebbe ridurre l’importo del bonus Irpef e che a questo punto potrebbe slittare al 2019.

Tale decreto, ad oggi reso noto soltanto in bozza, modificherà gli attuali limiti di spesa e nel dettaglio, nel decreto sono previsti ben nuovi 28 tetti di spesa a seconda della tipologia di intervento.

Già con la proroga inserita nella Legge di Bilancio 2018 l’Ecobonus è stato oggetto di importanti modifiche e novità, a partire proprio dalla percentuale di detrazione riconosciuta: alcune spese saranno detraibili al 50%, in luogo della precedente aliquota unica del 65%.

Per i lavori di risparmio energetico e contestuale riduzione del rischio sismico l’Ecobonus potrà arrivare fino all’85% e i maggiori vantaggi fiscali riguardano le spese sostenute per lavori in parti comuni di edifici condominiali.

Di seguito una guida completa dell’Agenzia delle Entrate pubblicata il 18 ottobre con tutte le novità e le istruzioni per richiedere lEcobonus 2018.

Ecobonus 2018: la guida completa

Vediamo nelle righe che seguono tutte le informazioni utili per capire come funziona l’Ecobonus 2018 e quali sono le spese ammesse in detrazione fiscale.

Ecobonus 2018: cos’è e come funziona. Guida dell’Agenzia delle Entrate

L’Ecobonus 2018 è la detrazione Irpef o Ires riconosciuta ai contribuenti che effettuano lavori per il risparmio energetico su edifici esistenti. Il bonus viene erogato nella forma di riduzione delle imposte dovute, in 10 rate annuali di pari importo.

La detrazione è stata prorogata fino al 31 dicembre 2018 per i lavori in edifici privati mentre, per le spese sostenute per interventi in parti comuni di condomini, la scadenza per fruire dell’agevolazione è fissata al 31 dicembre 2021. La Legge di Bilancio 2019 potrebbe prorogare ulteriormente la detrazione anche per il prossimo anno.

Per spiegare nel dettaglio come funziona l’ecobonus è utile far riferimento alla guida pubblicata dall’Agenzia delle Entrate, aggiornata al 18 ottobre 2018 con tutte le novità sulla detrazione fiscale Irpef.

Nel 2018 la detrazione Irpef arriverà fino all’85% nei casi di lavori volti anche a migliorare il rischio sismico dei condomini. Per gli edifici privati, invece, lo sconto fiscale sarà differenziato tra il 50% e il 65% sulla base dei lavori effettuati.

Nel caso in cui l’intervento sia effettuato su parti comuni condominiali che non comportino modifiche volte a ridurre il rischio sismico, l’importo di detrazione Irpef potrà variare dal 70% al 75%.

Nel caso in cui gli interventi e le spese di ristrutturazione per migliorare l’efficienza energetica interesseranno l’intero involucro dell’edificio, l’Ecobonus potrà salire al 70% (nel caso in cui i lavori incidano sul 25% della superficie complessiva del condominio), mentre sarà del 75% se la riqualificazione energetica sarà finalizzata al miglioramento e al risparmio sulla spesa energetica sia estiva che invernale.

Uno dei requisiti necessari per richiedere la detrazione per la riqualificazione energetica è che l’intervento sia effettuato su immobili o edifici già esistenti provando l’esistenza dello stesso, che potrà essere di qualsiasi categoria catastale.

Si ricorda che l’Ecobonus è ammesso anche nel caso di lavori di riqualificazione su beni strumentali.

Prima di vedere quali sono le spese e gli interventi per i quali è possibile richiedere la detrazione Irpef o Ires e le novità relative ai limiti di spesa previsti, si allega di seguito la guida all’Ecobonus dell’Agenzia delle Entrate:

Ecobonus 2018, detrazione 65 e 50 per cento: ecco per quali spese spetta

Per richiedere l’Ecobonus nel 2018 è necessario che la spesa per la quale si richiede la detrazione riguardi specifici interventi volti al risparmio energetico e, per effetto delle novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2018, l’importo del bonus riconosciuto non sarà più pari pari ad una detrazione del 65% per tutti i lavori, ma sarà differenziato in due diverse aliquote.

Vediamo quali sono le spese per le quali l’Ecobonus sarà al 50%, al 65%, al 70% e fino all’85% per i lavori in condominio:

  • Ecobonus 2018 al 50% per i seguenti interventi:
    • interventi relativi alla sostituzione di finestre comprensive d’infissi;
    • schermature solari;
    • caldaie a biomassa;
    • caldaie a condensazione, che continuano ad essere ammesse purché abbiano un’efficienza media stagionale almeno pari a quella necessaria per appartenere alla classe A di prodotto prevista dal regolamento (UE) n.18/2013. Le caldaie a condensazione possono, tuttavia, accedere alle detrazioni del 65% se oltre ad essere in classe A sono dotate di sistemi di termoregolazione evoluti appartenenti alle classi V, VI o VIII della comunicazione della Commissione 2014/C 207/02.
  • Ecobonus 2018 al 65% per i seguenti interventi
    • interventi di coibentazione dell’involucro opaco;
    • pompe di calore;
    • sistemi di building automation;
    • collettori solari per produzione di acqua calda;
    • scaldacqua a pompa di calore;
    • generatori ibridi, cioè costituiti da una pompa di calore integrata con caldaia a condensazione, assemblati in fabbrica ed espressamente concepiti dal fabbricante per funzionare in abbinamento tra loro.
  • Ecobonus condomini 2018 al 70 o all’85% per i seguenti interventi
    • interventi di tipo condominiale. Attenzione: tale detrazione vale per le spese sostenute dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2021 con il limite di spesa di 40.000 euro moltiplicato per il numero di unità immobiliari che compongono l’edificio. Qualora gli stessi interventi siano realizzati in edifici appartenenti alle zone sismiche 1, 2 o 3 e siano finalizzati anche alla riduzione del rischio sismico determinando il passaggio a una classe di rischio inferiore, è prevista una detrazione dell’80%. Con la riduzione di 2 o più classi di rischio sismico la detrazione prevista passa all’85%. Il limite massimo di spesa consentito, in questo caso passa a 136.000 euro, moltiplicato per il numero di unità immobiliari che compongono l’edificio.

La logica perseguita dal nuovo Ecobonus è quella di agevolare con detrazioni maggiori le spese che consentono di beneficiare di un maggiore livello di risparmio energetico.

Spesa massima detraibile

Attualmente sono indicati specifici limiti per quanto riguarda le spese ammesse alla detrazione. L’importo massimo sul quale determinare l’Ecobonus è così ripartito:

  • 100.000 euro per gli interventi di riqualificazione energetica;
  • 60.000 euro per gli interventi sull’involucro dell’edificio;
  • 30.000 euro per la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale, ovvero installazione di impianti dotati di caldaie a condensazione, pompe di calore ad alta efficienza e impianti geotermici a bassa entalpia;
  • 60.000 euro per l’installazione di pannelli solari utili alla produzione di acqua calda per usi domestici o industriali e per la copertura del fabbisogno di acqua calda in piscine, strutture sportive, case di ricovero e cura, istituti scolastici e università.

Come anticipato il MISE intende introdurre dei nuovi tetti di spesa per ogni singolo intervento, che si vanno ad aggiungere alle soglie previste per il complesso degli investimenti.

Il decreto, previsto dall’ultima Legge di Bilancio, andrà a riscrivere completamente le regole per beneficiare delle detrazioni fiscali per gli interventi messi in atto per la riqualificazione energetica degli edifici.

Si tratta di novità molto importanti che allo stesso tempo rendono piuttosto articolato l’Ecobonus: basti pensare che il decreto suddetto è composto da più di 50 pagine (compresi gli allegati) di cui una buona parte è dedicata all’illustrazione delle spese detraibili.

Quindi a seconda delle situazioni la soglia massima per portare in detrazione un singolo intervento può dipendere o dai metri quadrati dell’edificio oppure dai kW; di conseguenza, la quota di spesa che supererà questa soglia non potrà essere detratta ai fini Irpef.

Come già anticipato, il MISE, di concerto con il MIT e il MEF è al lavoro per l’approvazione di un decreto con i nuovi massimali di spesa: saranno 28 i nuovi limiti e la novità consiste nel calcolo in base ai metri quadri dell’edificio.

Ad esempio, sarà così per gli infissi per i quali si potrà portare in detrazione al 50% il costo sostenuto fino ad un massimo di 350 euro (o 450 euro a seconda della zona in cui è collocato) per ogni metro quadrato. Sarà così anche per le schermature solari, detraibili sempre al 50% ma entro un limite di 180 euro per metro quadrato.

Discorso differente per chi acquista caldaie a condensazionepompe di calore o generatori di calore a biomasse; in questo caso, infatti, la soglia massima dipenderà dai kW del prodotto.

Tuttavia, come anticipato, il decreto è stato ad oggi reso noto soltanto in bozza e sono attese ulteriori novità nei prossimi mesi.

Tornando alle regole ad oggi in vigore, vediamo come funziona l’Ecobonus per i condomini.

Ecobonus per i condomini: tutte le regole

Per quanto riguarda l’Ecobonus 2018 per lavori in condominio (qui un ulteriore approfondimento) bisogna far riferimento a regole differenti, soprattutto in riferimento agli importi di detrazione Irpef riconosciuti.

La detrazione del 65% si applica anche alle spese documentate e rimaste a carico del contribuente per interventi relativi a parti comuni degli edifici condominiali o che interessino tutte le unità immobiliari di cui si compone il singolo condominio, sostenute dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2021.

Per gli interventi sull’involucro del condominio che incidono in misura superiore al 25% della superficie dell’edificio l’Ecobonus sale al 70% mentre è del 75% se l’intervento è volto a migliorare la prestazione energetica sia invernale che estiva.

Regole specifiche anche per quanto riguarda l’importo di spesa, che è di 40.000 euro moltiplicato per il numero di unità che compongono l’immobile.

Nel caso in cui gli interventi siano realizzati su edifici condominiali appartenenti a zone sismiche 1, 2 o 3 e siano finalizzati anche alla riduzione del rischio sismico, la detrazione sarà pari a:

  • 80% della spesa sostenute se i lavori determinano un passaggio ad una classe di rischio inferiore;
  • 85% della spesa se i lavori determinano il passaggio a 2 o più classi di rischio sismico inferiori.

In questi casi cambia anche il limite massimo di spesa detraibile, pari a 136.000 euro moltiplicato per il numero di unità immobiliari che compongono l’edificio.

Cessione del credito: come avere l’Ecobonus in contanti

Con la circolare n. 11/E pubblicata il 18 maggio 2018 l’Agenzia delle Entrate ha fornito le istruzioni sulle modalità di cessione del credito da Ecobonus: i contribuenti, sia per lavori effettuati in edifici privati che in condomini, potranno beneficiare del bonus fiscale in contanti.

Si tratta di un’opportunità particolarmente interessante e conveniente soprattutto per gli incapienti o i contribuenti in no tax area, i quali fino all’introduzione della cessione del credito spettante erano di fatto esclusi dalla possibilità di beneficiare delle detrazioni.

Come funziona la cessione dell’Ecobonus? In pratica i contribuenti potranno cedere il credito d’imposta ad uno dei soggetti di seguito elencati e beneficiare del bonus in contanti ed in un’unica soluzione (a fronte delle 10 rate di pari importo riconosciute in riduzione delle imposte Irpef o Ires dovute).

L’Ecobonus 2018 potrà essere ceduto a:

  • degli organismi associativi, compresi i consorzi e le società consortili, anche se partecipati da soggetti finanziari, ma non in quota maggioritaria e senza detenerne il controllo;
  • delle Energy Service Companies (ESCO), ovvero società che forniscono servizi energetici affrontando un rischio finanziario;
  • delle Società di Servizi Energetici (SSE), comprese le imprese artigiane e le loro forme consortili che offrono servizi integrati per la realizzazione e l’eventuale successiva gestione di interventi di risparmio energetico.

Tutte le istruzioni sono contenute nella circolare pubblicata dalle Entrate il 18 maggio 2018, alla quale si rimanda per ulteriori chiarimenti.

Requisiti e soggetti beneficiari

Possono beneficiare della detrazione tutti i contribuenti, anche i titolari di reddito di impresa, che risultino possessori di un immobile in favore del quale vengono posti in essere interventi di riqualificazione energetica, ovvero:

  • i contribuenti che conseguono reddito d’impresa (persone fisiche, società di persone, società di capitali);
  • le associazioni tra professionisti;
  • gli enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciale;
  • persone fisiche ovvero: titolari di un diritto reale sull’immobile, condomini per gli interventi sulle parti comuni, inquilini, coloro che possiedono un immobile in comodato, familiari o conviventi che sostengono le spese.

Come pagare e documenti da conservare

Le spese sostenute dovranno essere pagate nelle seguenti modalità:

  • i contribuenti non titolari di reddito d’impresa dovranno pagare tramite bonifico bancario o postale, indicando la causale del versamento, il codice fiscale del beneficiario della detrazione, il numero di partita Iva o il c.f. del soggetto a favore di cui si effettua il pagamento
  • i contribuenti titolari di reddito d’impresa non sono soggetti all’obbligo di pagare tramite bonifico ma l’importante è conservare idonea documentazione per la prova delle spese.

Per beneficiare della detrazione prevista, i contribuenti che hanno sostenuto la spesa dovranno aver cura di conservare la seguente documentazione, utile ad attestare se e in quale misura si ha diritto all’Ecobonus nel 2018:

  • asseverazione di un tecnico abilitato o la dichiarazione resa dal direttore dei lavori;
  • attestazione di partecipazione ad un apposito corso di formazione in caso di autocostruzione dei pannelli solari.
  • certificazione energetica dell’immobile fornito dalla Regione o dall’Ente locale o attestato di qualificazione energetica predisposto da un professionista abilitato.

Per beneficiare della detrazione è fondamentale effettuare la comunicazione all’ENEA, ancor prima di indicare la spesa sostenuta in dichiarazione dei redditi.

Comunicazione ENEA Ecobonus 2018: tempi e istruzioni

Entro 90 giorni dalla fine dei lavori di riqualificazione energetica è chiesto al contribuente di trasmettere all’Enea, in modalità telematica, la scheda informativa degli interventi realizzati e la copia dell’attestato di qualificazione energetica.

Se i lavori riguardano più periodi d’imposta, bisognerà comunicare le spese effettuate nei periodi precedenti all’Agenzia delle Entrate. In questo caso la presentazione dovrà avvenire entro 90 giorni dal termine del periodo d’imposta, o per via telematica o attraverso intermediari abilitati.

Tutte le istruzioni sulla comunicazione ENEA Ecobonus 2018 sono disponibili all’interno dell’apposito portale.

Ufficio Stampa Veneto Eccellenze