Le misure per edilizia, casa ed attività commerciali: nuovi emendamenti, questa volta prodotti dal PD partito di maggioranza

Il Decreto Rilancio sta ancora subendo una gestazione molto faticosa. Secondo il Presidente del Consiglio Conte “’eccezionalità del momento ha richiesto l’organizzazione di misure straordinarie in materia di salute, lavoro ed economia”. Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 19 maggio 2020, tutela la sicurezza dei lavoratori e salvaguarda le imprese, è ancora alle camere per l’approvazione.

Secondo il Presidente del Consiglio Conte “per risollevare il paese dalla crisi, in cui lo ha gettato l’emergenza sanitaria, è stato necessario un provvedimento da 55 milioni di euro a favore di famiglie e imprese. Dall’edilizia al turismo, dalla sanità all’istruzione sono stati presi in considerazione tutti gli ambiti strategici dell’economia nazionale. Sempre secondo il Presidente del Consiglio “una crisi senza precedenti ha richiesto uno sforzo legislativo di vasta portata che mira a risollevare l’economia nazionale, avviare una parabola virtuosa e guadagnare credibilità anche sul piano internazionale”.

Tre sono le misure principali applicate all’edilizia e riguardano detrazioni fiscali fino al 110% per rendere più efficienti energeticamente gli edifici privati. Questi provvedimenti hanno l’obiettivo di rilanciare il comparto spingendo sull’eco-sostenibilità. Le detrazioni fiscali al 110% sono ripartite in cinque rate annuali coincidenti con la dichiarazione dei redditi e riguardano le spese sostenute tra il 1 luglio 2020 e il 31 dicembre 2021. I benefici riguardano l’adozione di sistemi di

  • isolamento termico delle superfici opache orizzontali e verticali per almeno il 25% della superficie totale lorda, per una spesa massima di 60 mila euro. La scelta dei materiali e la messa in opera devono essere conformi ai requisiti minimi stabiliti dal Decreto del 2017 firmato dal Ministro per l’Ambiente;
  • sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti centralizzati per il raffreddamento o il riscaldamento e la fornitura idrica fino ad una spesa massima di 30 mila euro. In caso di nuovo impianto, esso deve rispettare il livello energetico massimo (A) secondo quanto previsto dal regolamento UE 811/2003.

Questi interventi rientrano nella definizione Ecobonus per i quali veniva già riconosciuta una riduzione fiscale del 65%. Il Decreto Rilancio riconosce uno sconto fiscale del 100% includendo qualsiasi intervento di isolamento termico e secondo una serie di requisiti che verranno esplicitati in una circolare ministeriale che conterrà le linee guida per l’attuabilità dei provvedimenti.

In caso di edifici e impianti già esistenti, per beneficiare dell’Ecobonus bisognerà svolgere interventi migliorativi finalizzati ad aumentare il livello energetico dell’edificio di almeno due livelli. Il conseguimento di questo obiettivo deve essere dimostrato mediante l’attestato di prestazione energetica (A.P.E.) rilasciato da un tecnico abilitato.

Un discorso a parte è riservato al fotovoltaico che rientra nella serie dei miglioramenti scontabili al 110%. Le detrazioni ripartite in cinque anni, riguardano le spese di installazione di impianti fotovoltaici collegati alla rete elettrica sostenute tra il 1 luglio 2020 e il 31 dicembre 2021. Il bonus è applicabile su un investimento massimo di 48 mila euro e per un limite di spesa di 2.400 euro per ogni kW di potenza. Viene incentivata la collocazione di sistemi di accumulo dell’energia e questi benefici non possono essere cumulati con altre offerte di enti pubblici o privati.

Oltre all’Ecobonus è previsto anche un Sismabonus con detrazioni al 110% da applicare ad interventi per migliorare la stabilità sismica delle case. In caso di cessione del credito ad un’impresa o ad una società finanziaria, è obbligatorio stipulare una polizza assicurativa contro le calamità naturali scaricabile fino al 90%.

Oltre alle misure legate all’edilizia, con il Decreto Rilancio sono stati varati una serie di provvedimenti legati alla politica abitativa e alla fiscalità. Infatti, è stato previsto:

  • un incremento di 140 milioni di euro per il Fondo Affitti che serviranno a sostenere i provvedimenti di Comuni e Regioni a favore dei cittadini affittuari in condizioni di disagio a causa del Covid-19;
  • il Fondo di solidarietà per i mutui legati all’abitazione principale. Esso permette di chiedere la sospensione delle rate per un periodo massimo di 18 mesi secondo condizioni specifiche stabilite in accordo con gli istituti bancari;
  • un rifinanziamento del Fondo di Garanzia per l’acquisto della prima casa.

Inoltre sono stati programmati una serie di aiuti alle famiglie da realizzare attraverso buoni spesa (dispensati dai comuni), voucher vacanze (su cui si attendono indicazioni sulla procedura di erogazione), bonus baby sitter e congedi parentali (da richiedere a partire dal 1 giugno). L’adozione di sistemi di lavoro agile e il rimborso dei costi per gli abbonamenti ai mezzi di trasporto pubblico non fruiti durante i mesi della quarantena completano il quadro delle misure di sostegno a favore delle famiglie colpite dalla crisi.

Molte attività commerciali, a causa del lockdown, hanno dovuto abbassare la saracinesca e ancora oggi, che la Fase 2 è pienamente operativa, non possono essere svolte a pieno regime a causa delle rigide norme di distanziamento sociale. Per favorire una nuova partenze economica, il Governo ha previsto:

  • la restituzione del costo degli affitti e delle bollette per tre mesi delle imprese di qualsiasi dimensione;
  • la sospensione della Tosap per favorire la rimodulazione degli spazi in base alle prescrizioni sul distanziamento;
  • un contributo a fondo perduto per le imprese che hanno registrato un fatturato non superiore a 5 milioni di euro nel 2019 e calcolato in proporzione alla riduzione del fatturato registrato;
  • il rafforzamento patrimoniale delle imprese che hanno registrato nel 2019 un fatturato compreso tra 5 e 50 milioni di euro e hanno subito una decurtazione dei guadagni pari ad almeno il 33%.

Per garantire la piena applicabilità di tutti i provvedimenti contenuti nel Decreto Rilancio, è stata promessa una riforma del comparto burocratico. Infatti, dallo scoppio della pandemia ad oggi, cittadini e pubblica amministrazione si sono scontrati con la rigidità della macchina burocratica nazionale che, in qualche caso, ha reso più difficoltosa l’erogazione di misure previdenziali. Già in fase di discussione, da più fronti, sono state mosse delle obiezioni sulla possibilità di attuare pienamente tutte le misure studiate.

Un capitolo a parte è riservato all’ambito sanitario e all’istruzione.

Ecobonus 110% anche per gli alberghi e la seconda casa.  Proroga fino al 2022 del bonus 110%, con interventi che comportino un efficientamento energetico o una riduzione del rischio sismico, sarà esteso a tutto il 2022 e anche a una platea di beneficiari che comprendono anche gli impianti sportivi. Queste le aggiunte nel decreto rilancio. Le ultime notizie, trapelate dai lavori delle Commissioni Parlamentari, sulla detrazione fiscale per l’ecobonus contenute in un emendamento del Pd all’ex decreto rilancio.

L’ecobonus sarà valido per la seconda casa sempre e quando si tratti di seconde case non di lusso. Il bonus 110 per cento comporterà una detrazione del 110% nel caso di interventi che riguardino condomini, ma anche villette unifamiliari, senza la distinzione presente nella prima versione del decreto sull’ecobonus.

Come funziona il bonus 110%, secondo l’emendamento sull’ecobonus, il bonus 110 si applicherà a tutte le spese sostenute dal 1º luglio 2020 al 31 dicembre 2022 da ripartire in cinque quote annuali di pari importo.

La detrazione del 110% sui lavori di ristrutturazione si applicherà a prime e seconde case dei contribuenti, purché non si tratti di case di lusso, ville, castelli ovvero quei beni classificati nelle categorie A/1, A/8 e A/9.

L’ecobonus è una detrazione fiscale del 110% delle spese sostenute per gli interventi di efficientamento energetico e riduzione del rischio sismico.

Ma quali sono i lavori ammessi all’ecobonus 110 per cento?  La Legge li ha identificati in tre grandi categorie:

  • isolamento termico delle superfici opache verticali e orizzontali che interessano l’involucro dell’edificio per almeno un quarto della stessa superficie (il cosiddetto cappotto termico) con un limite di 60mila euro moltiplicato per le unità abitative presenti
  • sostituzione della caldaia con impianti centralizzati a condensazione per un limite di 30mila euro moltiplicato per ogni singola unità abitativa
  • per le unità unifamiliari per la sostituzione della caldaia con impianti centralizzati, con un ammontare delle spese non superiore ai 30mila euro, comprese le spese per lo smaltimento e la bonifica dell’impianto sostituito.

In entrambi i casi l’ecobonus al 110 vale anche se questi lavori sono associati all’installazione di un impianto fotovoltaico. L’ecobonus del 110% si applica anche nel caso di lavori come sostituzione di infissi, finestre, tende da sole, condizionatori e serramenti, ma solo nel caso in cui tali interventi “siano eseguiti congiuntamente ad almeno uno degli interventi” maggiori.

Tutti i lavori per avere diritto all’ecobonus 110 per cento devono assicurare il miglioramento di almeno due classi energetiche dell’edificio. Qualora esso non fosse possibile, il raggiungimento della classe più alta, da dimostrare tramite l’APE (attestato di prestazione energetica). Solo in questo caso si ha diritto a una detrazione 110 per la ristrutturazione.

Per l’ecobonus 110 è prevista la possibilità di accedere alla cessione del credito o un sconto in fattura da parte dei fornitori, i quali, a loro volta, potranno cedere il credito alle banche o intermediari finanziari, attraverso lo sconto in fattura.

La cessione del credito o lo sconto infattura si potranno richiedere non solo per la detrazione dell’ecobonus o del sismabonus al 110, ma anche per i lavori di ristrutturazione o per l’ecobonus al 50%, ma anche per il bonus facciate al 90%. E non solo per i lavori eseguiti a partire dal 1º luglio, ma anche per i lavori di ristrutturazione già eseguiti in passato. Si potrà trasformare lo sconto in credito da cedere alle banche.

I beneficiari dell’ecobonus al 110 %, secondo le novità sul superbonus per le ristrutturazioni contenute nell’emendamento al decreto rilancio, saranno:

  • le prime e seconde case unifamiliari e i condomini
  • le strutture turistiche (come alberghi e residence a condizione che i proprietari siano gestori dell’attività),
  • gli enti non commerciali, compresi quelli appartenenti al terzo settore e quelli religiosi,
  • gli immobili adibiti all’attività di scuola paritaria d’infanzia non profit,
  • i beni provenienti da patrimoni immobiliari dismessi da società a partecipazione pubblica e quelli di associazioni e società sportive dilettanti.

L’ecobonus 110 prevede che la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistente con impianti per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria a pompa di calore potranno essere effettuati su tutti gli edifici che non siano condomini. Inoltre la detrazione 110% per questi lavori dell’ecobonus potrebbero avere un limite di spesa di 30mila euro per ogni unità immobiliare.

Andrea Marchitelli