Decreto dignità: cosa cambia? Ecco il testo

Cosa cambia con il decreto dignità? Ecco la novità del testo in fase di approvazione su fisco e lavoro. Deluse tutte le migliori aspettative

Il decreto dignità delude tutte le migliori aspettative di imprese e professionisti. Nessun accenno alla flat tax, niente abrogazione dello spesometro (di fatto neanche una proroga), solo un ritocco (peraltro ancora non pienamente definito) del redditometro.

Anche sulla parte lavoro – quella su cui il ministro Di Maio ha puntato molto nelle ultime settimane – il risultato è abbastanza deludente, o quantomeno inferiore alle aspettative. Vengono riformate le norme sui licenziamenti e sui contratti a termine; viene introdotto un vincolo sulle delocalizzazioni.

Ecco il testo definitivo del decreto approvato ieri sera dal Consiglio dei Ministri presieduto dal premier Giuseppe Conte.

Decreto dignità 2018: cosa cambia con il DL su fisco e lavoro? Ecco il testo

Il Decreto Legge, definito Decreto Dignità, consta di dodici articoli:

  • Modifiche alla disciplina del contratto di lavoro a tempo determinato;
  • Modifiche alla disciplina della somministrazione di lavoro;
  • Modifiche alla legge n. 92 del 2012;
  • Limiti alla delocalizzazione delle imprese beneficiarie di aiuti;
  • Tutela dell’occupazione nelle imprese beneficiarie di aiuti;
  • Recupero del beneficio dell’iper ammortamento in caso di cessione o delocalizzazione degli investimenti;
  • Applicazione del credito d’imposta ricerca e sviluppo ai costi di acquisto da fonti esterne dei beni immateriali;
  • Divieto di pubblicità giochi e scommesse;
  • Disposizioni in materia di accertamento sintetico e redditometro;
  • Disposizioni in materia di invio dei dati delle fatture emesse e ricevute;
  • Split payment;
  • Entrata in vigore.

Decreto dignità: cosa prevede il testo approvato dal CdM in materia di lavoro?

Cosa prevede il decreto dignità in materia di lavoro?

La questione lavoro è una di quelle su cui il vice premier e ministro del lavoro Luigi Di Maio ha molto insistito in queste settimane di campagna elettorale permanente.

Tuttavia, anche in questo caso le attese sono state ampiamente deluse.

Sui licenziamenti illegittimiviene innalzata l’indennitàmassima che può essere concessa al singolo lavoratore, che sale a 36 mensilità.

Sui contratti a tempo determinato vengono introdotte due importanti novità:

  • la durata massima scende da 36 a 24 mesi;
  • tornato le causali, che devono essere inserite per giustificare i rinnovi (la norma parla di inserimento dopo i primi dodici mesi, tuttavia si dibatte della possibilità che si ritenga opportuno l’inserimento della causale dopo ciascun rinnovo, ancorché inferiore ai dodici mesi).

Su questo punto i consulenti del lavoro, durante la kermesse “Festival del Lavoro” della scorsa settimana, hanno espresso seri dubbi sul reale vantaggio che queste nuove regole sui contratti a termine possano realmente apportare ai lavoratori.

Per la “protezione del lavoro italiano”, viene introdotto un vincolo alle delocalizzazioni: chi riceve aiuti statali con investimenti produttivi non potrà spostare la sede aziendale all’estero per i successivi cinque anni.

Decreto dignità: cosa prevede il testo approvato dal CdM in materia di fisco?

Ma le delusioni più grandi sono state prodotte dalla parte fiscale: erano attesi provvedimenti ampiamente pubblicizzati come quelli su spesometro, redditometro, studi di settore e split payment.

L’unico di questi provvedimenti realmente concretizzatosi è l’abolizione dello split payment per i soli professionisti.

Per il resto una serie di delusioni davvero cocenti.

Quella più clamorosa riguarda lo spesometro, che non solo non viene abrogato ma che non sarà nemmeno oggetto di proroga. Il decreto legge in oggetto, sembra incredibile ma è così, non fa altro che statuire una situazione già prevista. L’invio telematico dello spesometro potrà essere trimestrale o semestrale. L’unica novità rispetto a prima è che l’invio del terzo trimestre potrà essere effettuata sino al prossimo 28 febbraio 2019. Per il primo semestre la scadenza rimane al 1° ottobre, mentre quello del secondo semestre rimane sempre al 28 febbraio. Quindi tanto rumore per nulla…

Altra boutade si rivela quella del redditometro. Anche questo adempimento non è stato oggetto di abrogazione, come promesso da diversi esponenti della maggioranza di Governo. Il decreto prevede solo la sospensione dei controlli sugli anni 2016 e seguenti, in attesa che un ulteriore provvedimento introduca un nuovo strumento (vedremo in cosa cambierà rispetto a quello già in vigore).

Viene, infine, limitato il beneficio fiscale dell’iper ammortamento, che potrà essere ripreso a tassazione qualora i beni agevolabili siano stati destinati a strutture con sede all’estero.

Niente pubblicità sui giochi d’azzardo

L’unica promessa pienamente mantenuta sembra quindi essere quella sul divieto della pubblicità del gioco d’azzardo.

L’articolo 8 del DL dignità prevede che:

Ai fini del rafforzamento della tutela del consumatore e per un più efficace contrasto alla ludopatia, a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni ed internet. Dal 1° gennaio 2019 il divieto di cui al presente comma si applica anche alle sponsorizzazioni di eventi, attività, manifestazioni programmi, prodotti o servizi e a tutte le altre forme di comunicazione di contenuto promozionale, comprese le citazioni visive ed acustiche e la sovraimpressione del nome, marchio, simboli, attività o prodotti la cui pubblicità, ai sensi del presente articolo, è vietata. Sono escluse dal divieto di cui al presente comma le lotterie nazionali a estrazione differita di cui all’articolo 21, comma 6, del DL 78/2009

L’unica eccezione al divieto è quindi rappresentata dalle lotterie nazionali.

La Redazione di Venetoeccellenze