Con il D.Lgs. n. 90 del 25 maggio 2017 – di modifica della normativa antiriciclaggio, emanato in attuazione della Direttiva UE 2015/849 relativa alla prevenzione dell’uso del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività criminose e di finanziamento del terrorismo – sono state apportate, in particolare, modifiche al D. Lgs. 21 novembre 2007, n. 231, prevedendo, tra l’altro, l’istituzione di un’apposita sezione del Registro delle imprese, al cui interno verranno indicate le informazioni sulla titolarità effettiva di persone giuridiche e trust.

Secondo quanto disposto dall’art. 21 (rubricato “Comunicazione e accesso alle informazioni sulla titolarita’ effettiva di persone giuridiche e trust”), del D.Lgs. n. 231/2007, come novellato dall’art. 2 del D.Lgs. n. 90/2017, le imprese dotate di personalità giuridica tenute all’iscrizione nel Registro delle imprese di cui all’articolo 2188 del codice civile e le persone giuridiche private tenute all’iscrizione nel Registro delle persone giuridiche private di cui al decreto del Presidente della Repubblica 10 febbraio 2000, n. 361, dovranno comunicare le informazioni relative ai propri titolari effettivi, per via esclusivamente telematica e in esenzione da imposta di bollo, al Registro delle imprese, ai fini della conservazione in apposita sezione ad accesso riservato.

Ricordiamo che tra le persone giuridiche private sono ricomprese le associazioni, le fondazioni e le altre istituzioni di carattere privato che acquistano la personalità giuridica mediante il riconoscimento determinato dall’iscrizione nel registro delle persone giuridiche, istituito presso le prefetture.

Con specifico riferimento alle imprese dotate di personalità giuridica tenute all’iscrizione nel Registro delle imprese, le informazioni relative ai propri titolari effettivi devono essere acquisite da parte degli amministratori, i quali sono tenuti a conservarle, in forma accurata, adeguata ed aggiornata, per un periodo non inferiore a cinque anni.

Tali informazioni sono acquisite sulla base di quanto risultante dalle scritture contabili e dai bilanci, dal libro dei soci, dalle comunicazioni relative all’assetto proprietario o al controllo dell’ente, nonché dalle comunicazioni ricevute dai soci e da ogni altro dato a loro disposizione.

Gli stessi obblighi di cui sopra, inerenti l’ottenimento, la conservazione e la comunicazione al Registro delle imprese delle informazioni relative ai propri titolari effettivi, vengono previsti anche con riferimento ai trust produttivi di effetti giuridici rilevanti a fini fiscali, secondo quanto disposto dall’art. 73 del DPR n. 917 del 22 dicembre 1986, i quali sono tenuti all’iscrizione in un’apposita sezione speciale del Registro delle imprese (art. 21, comma 3).

L’omessa comunicazione delle informazioni sul titolare effettivo è punita con la medesima sanzione di cui all’articolo 2630 del Codice civile.

Questa nuova sezione verrà alimentata esclusivamente in via telematica e in esenzione da imposta di bollo attraverso una comunicazione che le imprese dotate di personalità giuridica e le persone giuridiche private tenute all’iscrizione presso il Registro delle Imprese saranno obbligate ad effettuare.

Tuttavia, le modalità attuative relative alle comunicazioni, ai dati e alle informazioni da fornire devono essere disciplinate da apposito decreto del Ministro dell’Economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dello Sviluppo economico che, inizialmente doveva emanarsi entro 12 mesi dall’entrata in vigore delle modifiche e, quindi, entro il 4 luglio 2018.

Con il D.Lgs. n. 125 del 4 ottobre 2019, attuativo della V direttiva antiriciclaggio (direttiva (UE) 2015/849, nonchè attuazione della direttiva (UE) 2018/843 che modifica la direttiva (UE) 2015/849) – in vigore dal 10 novembre 2019 – il termine dei 12 mesi è stato differito ai 36 mesi successivi l’emanazione di queste disposizioni, prevedendo anche l’intervento del Garante della privacy.

I 12 mesi previsti inizialmente dal D.Lgs. n. 90/2017, sono ora diventati 36 mesi. Pertanto il termine, originariamente previsto al 4 luglio del 2018, viene ora prorogato a novembre del 2022.

Per un approfondimento dell’argomento:

IL REGISTRO DELLE IMPRESE CONTENUTO E SOGGETTI OBBLIGATI

 

1. Evoluzione della normativa

Istituito nel dicembre 1993 (legge 29 dicembre 1993, n. 580) e operativo dall’anno 1996 (D.P.R. 7 dicembre 1995, n. 581), il Registro delle imprese riunifica il Registro delle Società – in precedenza tenuto dalle Cancellerie Commerciali dei Tribunali – e il Registro Ditte, tenuto originariamente dalle Camere di Commercio.
La previsione di tale strumento (art. 2188 e ss. C.C., art. 8, L. n. 580/1993, D.P.R. n. 581/1995, D.P.R. n. 558/1999, L. n. 340/2000 e successive modifiche ed integrazioni normative), gestito attraverso la rete informatica e telematica, mira ad assicurare la completezza ed organicità della pubblicità legale per tutte le imprese soggette ad iscrizione rendendo tempestiva l’informazione giuridico-economica in ordine alle stesse su tutto il territorio nazionale.

2. Le funzioni del Registro delle imprese

Le funzioni principali dell’Ufficio Registro delle Imprese sono:
• la conservazione ed esibizione dei documenti ed atti soggetti a iscrizione, annotazione o deposito presso lo stesso;
• la ricezione degli atti e delle notizie per i quali è prevista l’iscrizione o il deposito;
• il rilascio di certificati di iscrizione o annotazione nel Registro, di certificati attestanti il deposito di atti e di certificati attestanti la mancanza di iscrizioni;
• il rilascio di copia integrale o parziale di atti depositati o iscritti nel Registro;
• la bollatura e numerazione dei libri e delle scritture contabili delle imprese;
• la tenuta del REA ed il rilascio di visure e certificati inerenti alle iscrizioni e alle annotazioni.

3. Soggetti interessati

L’iscrizione nel Registro è obbligatoria per i soggetti e gli atti previsti dalla legge. I soggetti tenuti all’iscrizione sono:
• gli imprenditori individuali (art. 2195 c.c.);
• le società commerciali (art. 2200 c.c.);
• i consorzi con attività esterna (art. 2612 c.c.) e le società consortili (art. 2615-ter c.c.);
• i gruppi europei di interesse economico , di cui al D.Lgs. 240/1991;
• gli enti pubblici che hanno per oggetto esclusivo o principale un’attività commerciale (art. 2201 c.c.);
• le società che sono soggette alla legge italiana ai sensi dell’art. 25 della L. n. 218/1995;
• le società cooperative (art. 2519 c.c.);
• le società estere aventi in Italia una o più sedi secondarie (art. 2506 c.c.);
• le aziende speciali degli enti locali di cui al D.L. 31 gennaio 1995, n. 26 convertito nella legge 29.03.1995, n. 95;
• gli imprenditori agricoli (art. 2135 c.c.);
• i piccoli imprenditori tra cui rientrano anche i coltivatori diretti (art. 2083 c.c.);
• le società semplici (art. 2251 c.c.).

Nel Registro vengono, inoltre, “annotate” anche le imprese artigiane.

4. Le due Sezioni del Registro delle imprese

Formalmente il Registro Imprese è unico, ma di fatto si articola in due sezioni (Art. 7, D.P.R. n. 581/1995 – art. 2, D.P.R. n. 558/1999):
• la sezione ordinaria contenente i dati dei soggetti obbligati all’iscrizione a norma del Codice Civile;
• la sezione speciale (in cui sono confluite le categorie per le quali, in precedenza, vi era un’apposita sezione speciale: imprenditori agricoli, piccoli imprenditori, società semplici, imprese artigiane iscritte nell’apposito Albo) destinata a raccogliere le iscrizioni e le annotazioni dei soggetti per i quali l’obbligo formale di pubblicità è stato introdotto dalla legge di riforma degli enti camerali.

La sezione speciale del Registro Imprese è stata istituita per ospitare alcune categorie di soggetti cui il Codice Civile non impone obblighi di pubblicità legale.
Le iscrizioni nella sezione speciale hanno valore di certificazione anagrafica e pubblicità notizia (non producono quindi i più pregnanti effetti della pubblicità dichiarativa e costitutiva).
Nella sezione speciale sono iscritti:
1. i piccoli imprenditori individuali e i coltivatori diretti (art. 2083 C.C.),
2. gli imprenditori agricoli. individuali e società (art. 2135 C.C.),
3. le società semplici (artt. 2251 e ss. C,C,),
4. le società tra avvocati (D.Lgs. n. 96/2001).

Inoltre, nella stessa sezione speciale sono annotati i soggetti iscritti nell’Albo Provinciale (o Regionale) e delle Imprese Artigiane.

Sono infine iscritte in apposita Sezione speciale le imprese sociali (D.Lgs. 155/2006 – D.M. 24.1.2008).
Possono acquisire la qualifica di impresa sociale “tutte le organizzazioni private, ivi compresi gli enti di cui al libro V del codice civile, che esercitano in via stabile e principale un’attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o servizi di utilità sociale, diretta a realizzare finalità di interesse generale, e che hanno i requisiti di cui agli articoli 2, 3 e 4”.

5. Iscrizione e deposito degli atti nel Registro delle imprese

Di regola l’iscrizione nel Registro Imprese avviene su domanda dell’interessato.
Nell’eventualità che non venga da questi richiesta nei termini di legge, l’iscrizione viene disposta d’ufficio con provvedimento del Giudice del Registro Imprese.
Alla tenuta, conservazione e gestione del Registro Imprese è preposto un Conservatore cui competono, oltre alle funzioni di certificazione, quelle di controllo delle condizioni di legge per l’iscrivibilità degli atti.
Le domande di iscrizione e di deposito e per gli atti presentati al Registro Imprese dalle imprese societarie di qualsiasi tipo vengono presentate mediante il servizio Telemaco che consente, inoltre, il rilascio di certificati e visure per via telematica.
Le imprese individuali possono invece continuare a presentare la documentazione al Registro Imprese anche su base cartacea.
Le società devono trasmettere alla Camera di Commercio i principali documenti relativi alla vita dell’impresa: atti costitutivi, statuti e atti modificativi, bilanci ed elenchi soci, etc..

Il Registro Imprese è inoltre integrato con i dati del Repertorio Economico Amministrativo, che contiene le notizie di carattere statistico-economico amministrativo relative sia ai soggetti per i quali non sussistono i presupposti per l’iscrizione nel Registro Imprese.

6. Effetti della iscrizione nel Registro delle imprese

L’iscrizione nel Registro delle Imprese degli atti e fatti previsti dalla legge, da parte dei soggetti che vi sono tenuti, ha effetti giuridici di pubblicità dichiarativa o costitutiva in quanto consente di opporre ai terzi quanto è stato iscritto, dando vita ad una presunzione circa l’esistenza e la certezza dei fatti iscritti.
L’iscrizione nella Sezione speciale del Registro Imprese, diversamente dall’iscrizione nella Sezione ordinaria dello stesso, ha funzione di certificazione anagrafica e di pubblicità notizia assolvendo al solo scopo di rendere conoscibili i fatti e le dichiarazioni rese al Registro che non sono quindi opponibili ai terzi.

7. Diritti di segreteria e Diritto annuale

La richiesta di iscrizione o di deposito di atti nel Registro delle imprese, la richiesta di certificazioni, visure e copie di atti sono soggetti al preventivo pagamento dei diritti di segreteria, il cui importo viene stabilito con decreto del Ministero dello Sviluppo Economico e dell’imposta di bollo.

Tutte le imprese iscritte o annotate nel Registro delle imprese sono, inoltre, soggette al pagamento di un diritto annuale, il cui importo viene stabilito annualmente con un decreto interministeriale.
Non è previsto il pagamento di tale diritto per i soggetti iscritti nel solo REA.

 

Per scaricare il testo del D.Lgs. n. 125/2019 clicca qui: https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:DECRETO.LEGISLATIVO:2019-10-04;125!vig=
Per scaricare il testo del D.Lgs. n. 90/2017 clicca qui: https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2017-05-25;90!vig=2018-03-14
Per scaricare il testo del D.Lgs. n. 231/2007 clicca qui: https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2007-11-21;231~tit2

Fonte: https://www.tuttoamere.it

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