Condono bollo auto per i debiti fino a 1.000 euro relativi a cartelle del periodo tra il 2000 ed il 2010: sui social scoppia la polemica, ma la cancellazione delle mini cartelle è una novità che risale ad ormai inizio del 2019.

Condono bollo auto, scoppia la protesta di chi critica la novità e strilla sui social di aver sempre pagato le tasse, centesimo per centesimo.

La cancellazione delle cartelle fino a 1.000 euro, relative al periodo compreso tra il 2000 ed il 2010, non piace ai contribuenti. Sui social crescono le reazioni negative, e c’è chi si scaglia duramente contro il nuovo Governo PD-M5S colpevole, secondo le accuse, di avvantaggiare chi non paga le tasse.

La vicenda del condono del bollo auto e della cancellazione automatica delle mini-cartelle è destinata a far discutere, e presto potrebbe diventare un nuovo case-study nell’ambito dell’analisi dell’informazione e della disinformazione ai tempi del web.

Partiamo da una premessa fondamentale: il condono del bollo relativo ai debiti compresi tra il 2000 ed il 2010 non è una novità. La sanatoria delle mini-cartelle, introdotta a fine 2018 ed operativa dai primi giorni del 2019, è parte del progetto della pace fiscale, voluto fortemente dall’ex Vice Premier Matteo Salvini.

Il tema è tornato prepotentemente alla ribalta nelle ultime settimane per via di una sentenza della Commissione Tributaria delle Marche, che ha disposto la conclusione – per cessata materia del contendere – di una controversia relativa proprio al mancato pagamento del bollo auto.

Condono bollo auto, la protesta social a scoppio ritardato: debiti cancellati ad inizio 2019

È bastato il rilancio da parte di una rivista di settore a creare il caos ed un circolo vizioso di informazione incompleta e fuorviante.

Per capirci qualcosa è quindi necessario partite dal principio. Il condono del bollo auto non è certo una bufala ma neppure una novità: si tratta di una delle misure previste dalla pace fiscale, introdotta con la Legge di Bilancio 2019 ed il decreto fiscale collegato.

Nessun articolo o comma specifico delle due fonti normative sopra riportate parla in maniera specifica di annullamento dei debiti relativi al bollo auto non pagato. La sanatoria ha riguardato in maniera più generica le “mini cartelle”, di importo non superiore a 1.000 euro, relative al decennio 2000-2010.

Bollo auto, insieme a Imu, Tasi, Tari e altre imposte: tutte le cartelle con le caratteristiche di cui sopra sono state automaticamente cancellate al 31 dicembre 2018.

Condono bollo auto, ad introdurlo non è stato il Governo PD-M5S

condoni fiscali non fanno bene all’Erario, che rinuncia volontariamente ad una parte delle proprie entrate, ma neppure ai contribuenti ed in genere al tessuto sociale, in quanto si rischia di far passare l’idea che non pagare le tasse non è poi così rischioso.

Soprattutto nel secondo caso, la questione del condono del bollo auto ne è la chiara dimostrazione. Basta leggere alcuni dei commenti pubblicati sui social:

Condono #bolloauto. Facciamo che chi finora ha pagato tutto regolarmente ha maturato un bonus evasione?

Quel maledetto vizio di pagare sempre tutto. Oggi 10 anni di bollo auto non pagati sarebbero sanati. Sono un pirla!

“Siamo il Paese che premia chi evade e poi si lamenta dell’evasione”

Tra i diversi commenti c’è poi chi si scaglia duramente contro il Governo PD-M5S, lamentando una sorta di atteggiamento ambiguo per quel che riguarda l’evasione fiscale. Un’attribuzione di colpe errata: il condono del bollo auto non è una novità figlia del Governo Conte bis che, al contrario, ha dichiarato che nei prossimi anni saranno evitate sanatorie fiscali.

Ad introdurlo è stato il primo Governo Conte, quello composto da M5S e Lega.

Condono bollo auto, quando la pace fiscale era la soluzione ad ogni male

Si diceva che la vicenda delle proteste social contro il condono del bollo auto potrebbe diventare un caso di studio tra gli appassionati di comunicazione e politica.

Così è se si pensa che, quando è stata introdotta, la pace fiscale era stata definita dai più come una misura necessaria per liberare i contribuenti dalla morsa del Fisco.

La pace fiscale è stata, poi, una delle chiavi che ha favorito l’ascesa della Lega e la conquista di consenso (ora in sensibile calo) da parte del suo Leader, Matteo Salvini.

Sono bastati pochi mesi a far cambiare tutto, sia sul fronte politico che su quello dell’opinione pubblica: se prima era centrale il tema della semplificazione fiscale, ora si parla in maniera incessante di lotta all’evasione fiscale.

A cambiare è l’agenda dei temi centrali in ambito politico e, di riflesso, sui mass media e nell’opinione pubblica. Un vero e proprio cambio di rotta, che mostra tra l’altro quanto sia fluido il consenso ai tempi del web.

Il Direttore Generale Rete di Associazioni Veneto Eccellenze