Con la circolare sulla Legge di Bilancio 2019, l’Agenzia delle Entrate ha fornito indicazioni sulla Manovra dopo quattro mesi dall’approvazione, nel frattempo il Consiglio dei Ministri ha dato vita al decreto Crescita, che riscrive alcune misure come la mini ires e la deducibilità dell’Imu. Chiarimenti e novità si rincorrono.

Con la circolare sulla Legge di Bilancio 2019, pubblicata il 10 aprile, e il Decreto Crescita, approvato il 4 aprile, dimostrano un tempismo delle istituzioni che fa contrasto.

La nuova disposizione del Consiglio dei Ministri, infatti, modifica e in alcuni casi riscrive i contenuti della Manovra su cui si sofferma il documento. Solo per fare qualche esempio, se il testo del Decreto Crescita nel suo iter di approvazione definitiva conserva l’impianto originario, la mini ires viene abrogata e la deducibilità dell’Imu per gli immobili strumentali viene incrementata fino al 50% nel 2019. Ma le delucidazioni arrivate ieri dall’Agenzia delle Entrate fanno riferimento alle decisioni di dicembre.

In sintesi, i chiarimenti arrivano troppo tardi, le modifiche troppo presto, e orientarsi è sempre più complicato.

La Circolare Legge di Bilancio 2019, il Decreto Crescita e il tempismo delle istituzioni

Con la circolare numero 8/E del 10 aprile 2019, l’Agenzia delle Entrate fornisce indicazioni sulla Legge di Bilancio dopo quasi quattro mesi dalla sua entrata in vigore, un tempo lungo per le disposizioni che hanno già cominciato il loro corso e un momento inadeguato per quelle che, con molta probabilità, vengono modificate o addirittura abrogate.

Il documento scandaglia, comma per comma, le novità fiscali della Legge di Bilancio, uno strumento che funge da bussola per orientarsi nel panorama attuale, ma che non aggiunge nulla di nuovo al dibattito. Da gennaio cittadini e addetti ai lavori hanno già formulato tutte le domande e risposte possibili sui temi più caldi.

Il panorama fiscale è in continua evoluzione e la bussola va ricalibrata a ogni piccola variazione. Con il Decreto Crescita, infatti, il Consiglio dei Ministri torna su una serie di temi, con modifiche minime o sostanziali, che aveva già affrontato nella legge di Bilancio e su cui l’Agenzia delle Entrate ha acceso i riflettori solo ieri, come ad esempio:

  • deducibilità dell’IMU per gli immobili strumentali;
  • mini ires;
  • ammortamento dei beni strumentali;
  • regime forfettario.

La Circolare Legge di Bilancio 2019 chiarisce, il Decreto Crescita disfa

L’esempio più eclatante di questo contrasto tra i chiarimenti forniti dell’Agenzia delle Entrate, con la circolare sulla legge di Bilancio 2019, e il futuro che si delinea, con il Decreto Crescita nel suo impianto originario, è proprio la mini ires.

Con la Manovra è stato introdotto un complesso meccanismo per calcolare l’agevolazione sull’ires dovuta dalle società, che il Consiglio dei Ministri ha deciso di abrogare, alla prima occasione utile, in nome della semplificazione.

Il comma 28 dell’articolo 1 della legge numero 145 del 2018 recita:

“A decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2018, il reddito complessivo netto dichiarato dalle società e dagli enti soggetti passivi IRES ai sensi dell’articolo 73 del TUIR può essere assoggettato all’aliquota del 15 per cento, per la parte corrispondente agli utili del periodo d’imposta precedente a quello per il quale è presentata la dichiarazione, conseguiti nell’esercizio di attività commerciali, accantonati a riserve diverse da quelle di utili non disponibili, entro determinati limiti di importo normativamente determinati”.

E servono ben sei pagine di circolare per spiegare il meccanismo progettato a dicembre, ma in realtà non serve che le aziende si sforzino di analizzare le nuove regole previste. Si ritorna al sistema in vigore fino al 2018: il Decreto Crescita riporta in vita le regole previste ai tempi del super ammortamento e dell’ACE.

E lo stesso contrasto di informazioni si crea per la deducibilità dell’IMU per gli immobili strumentali. Nella circolare si legge:

“La disposizione in commento eleva dal 20 al 40 per cento la misura della deducibilità dell’imposta municipale propria relativa agli immobili strumentali, ai fini della determinazione del reddito di impresa e del reddito derivante dall’esercizio di arti e professioni”.

Ma mentre arriva il chiarimento ufficiale su una novità, in cantiere ce ne sono già altre: con le decisioni del Consiglio dei Ministri la deducibilità dell’IMU per gli immobili strumentali arriverebbe al 50% nel 2019 e al 60% dal 2020.

Nel panorama fiscale in continua evoluzione restano poche certezze: l’Agenzia delle Entrate prende tempo, il governo torna spesso sui suoi passi e ai cittadini mancano punti di riferimento su cui contare.

Il Direttore Generale di rete Veneto Eccellenze