Dal 2000 al 2018 appena trascorso, il pil, ovvero la ricchezza nel nostro paese, è cresciuta ogni anno dello 0, 2 per cento. Il che evidenzia come, dei 19 paesi che hanno adottato la moneta unica , ossia l’euro,  solo Italia e Grecia devono ancora recuperare, appunto in termini di pil, la situazione pre-crisi che risale al 2007. Una situazione e un andamento economico che non ricordano affatto i due ventenni precedenti .

Tra il 1960 e la fine degli anni 70, spiega la Cgia, l’aumento del pil è stato del 4,8% medio annuo, certo quelli erano gli anni del boom economico, ma anche della prima grande crisi energetica (1973). Tra gli anni 80 e gli anni 90, poi, la crescita è stata circa del 2%. C’è poi da dire che la crescita degli altri paesi dell’area euro, è stata molto sopra la nostra. Se l’Italia dal 2000 ha visto un +4% del pil, in Francia ha superato il 25%, in Germania il 26, in Spagna addirittura il 34.

L’area dell’euro senza Italia, invece, ha riportato una variazione del +29, 7 %. Siamo in una fase di stagnazione secolare, spiega Paolo Zabeo, coordinatore dell’Ufficio studi della Cgia di Mestre, le previsioni purtroppo non lasciano ben sperare. Bassa produttività, troppe tasse e una burocrazia eccessiva, sono le principali cause di questo differenziale con i nostri principali partner economici.

Giuliana Lucca