“Amici miei” è la storia di una passione. Di un ristorante. Di un viaggio lungo una vita. Ed è la storia di Michele Florentino e della moglie Violetta che a Montecarlo hanno portato il meglio delle eccellenze gastronomiche del Veneto.

Il loro ristorante “Amici miei” al Port de Fontvielle, ora dato in gestione ad altre persone, ha visto sedere ai propri tavoli nomi importanti. Vip, personaggi politici, famosi cantautori, cariche istituzionali.

Perché Michele Florentino, che c’ha 80 anni, ed energia da vendere, il suo lavoro l’ha sempre fatto con passione, immergendosi dentro, sentendolo suo, trovando sempre qualcosa che lo contraddistinguesse, che lo facesse rimanere indelebile. E il segno l’ha lasciato, dato che ha anche scritto cinque libri. L’ultimo presentato a Palazzo Ferro Fini, nella sede del Consiglio Regionale, il 2 dicembre scorso.

Conosciamo Michele Florentino una mattina, in un ristorante di Mestre, ci parla con calma Michele, assapora il suo piatto, da buon intenditore, si lascia andare e inizia a raccontare. Lui, originario del Sud, ma mestrino d’adozione, scopriamo essere un celebre gastronomo che nel Veneto ha fatto la storia e vive da diversi anni a Montecarlo.

È stato proprio lui a importare nel suolo francese piatti come la tradizionale pasta e fagioli, il fegato alla veneziana o il famoso ben amato tiramisù.

E tra i clienti del suo salotto, come testimoniano le foto, ci stanno grandi nomi, come gli appartamenti alla famiglia reale, il fotografo Helmut Newton, gli attori Roger Moore e Remo Girone, Andreotti, ma anche show girl, calciatori, scrittori e personaggi del mondo della finanza e dell’economia. Insomma un parterre d’eccezione che ha sempre contraddistinto il suo locale.

Ma lui i cibi li ha sempre studiati, li ha assaporati, ha creato piatti indimenticabili, emblematiche sono le recensioni del suo locale su TripAdvisor. Alcune persone che ancora ricordano i tempi in cui c’era Michele. Perché la gastronomia, il cibo, il mangiare, l’enogastronomico, hanno sempre fatto parte del suo essere.

Il suo ultimo libro tratta di donne e di vini, e infatti da qui il titolo “Storie di Donne e di Vini”. Un libro che anche se il titolo può far intendere qualcosa di piccante, in realtà eleva la donna a un’immagine importante.

Michele esperto di vini, le donne in Francia ha imparato a conoscerle. Un filo conduttore che porta il Nordest fino oltre il confine con donne che non si concedono un bicchiere solo per bere, ma anche per il gusto e il piacere che provoca il succo e perché se ne intendono.

Sono storie di donne anche venete, che in quello che hanno fatto, in quello che fanno mettono tutto l’amore e la passione di cui sono capaci.

Michele Florentino le ha raccolte e le ha intervistate. “Il libro è dedicato alle grandi donne del vino – spiega l’autore – e racconta le storie che vedono protagoniste figure femminili di notevoli capacità e professionalità, le quali hanno saputo condurre con abilità e guidare al successo aziende vinicole di tutto il mondo, in particolare in Francia e in Italia. Le donne, nei secoli, hanno sostituito più che degnamente nella conduzione delle aziende gli uomini che andavano in guerra, conferendole un valore aggiunto. Le donne hanno ingentilito le aziende vinicole, hanno saputo fare grandi certi vini proprio grazie alla loro competenza, eleganza, capacità olfattiva, abbinando con sorprendente abilità i profumi di un certo vino a quelli di un determinato fiore. E le donne stanno dietro anche al grande successo del Prosecco – spiega Florentino – un vino che io coniugo con molta naturalezza al femminile, essendo un prodotto non troppo alcolico, leggermente fruttato, che si può consumare bene in ogni momento della giornata. Bisogna solo fare attenzione a non estendere troppo le produzioni DOC e DOCG, per preservarne la qualità, seguendo un rigoroso disciplinare di produzione. Ormai – continua – mi divido tra Venezia e Montecarlo e vedo che all’estero è molto apprezzato lo stile italiano e la nostra professionalità, non solo nel settore enologico. Il mio libro vuole essere un omaggio alle signore che si dedicano con grande dedizione, passione e professionalità a quella che è diventata ormai un’arte a tutti gli effetti, ovvero la produzione e la presentazione dei vini. E il volume può tranquillamente essere letto anche dagli astemi, senza alcuna controindicazione…”

E infatti, in questo libro si vede tutta l’eleganza e la cura che il settore del vino comporta. Sono storie nate per caso, quando ti trovi con l’azienda di famiglia in mano e decidi di dar da mangiare a figli e nipoti e creare lavoro per altre famiglie. Perché questo è sempre stato il Veneto.

Un popolo di eccellenze. Un popolo di lavoratori.

Serenella Bettin