Tra le realtà che promuovono le eccellenze del territorio veneto c’è l’Accademia Italiana della Cucina. Nata a tavola da un gruppo di amici esponenti della cultura, dell’industria e del giornalismo, riuniti a cena all’Hotel Diana di Milano il 29 luglio del 1953 dal fondatore Orio Vergani, fotoreporter e scrittore, persegue il compito di salvaguardare le tradizioni della cucina nazionale insieme alla cultura della civiltà della tavola, espressione viva e attiva dell’intero Paese. Del resto la cucina italiana occupa ormai stabilmente un posto ai verticidella gastronomia mondiale e l’Accademia vuole principalmentetutelare questo valore.

In Veneto, come in tutte le regioni, ci sonomolte delegazionilocali che portare avanti l’attività dell’associazione riconosciuta dal 2003 Istituzione Culturale dellaRepubblicaItaliana: Alto Vicentino, Bassano del Grappa-Altopiano dei Sette Comuni, Belluno-Feltre-Cadore, Colli Euganei-Basso Padovano, Cortina d’Ampezzo, Legnago – Basso Veronese e Polesine Ovest, Padova, Riviera Veronese del Garda, Rovigo-Adria-Chioggia, Treviso, Treviso Alta-Marca, Venezia, Venezia Mestre, Verona, Vicenza. Abbiamo incontrato la padovana Susanna Tagliapietra, avvocato e professoressa universitaria di diritto privato, la nuova Delegata della Delegazione Colli Euganei.

“La cultura della tavola non è solo cucina in senso stretto, ci sono tanti altri temi connessi – ha dichiarato nella cena del passaggio della campana all’Aldo Moro di Montagnanasuccedendo al professore padovano Pietro Fracanzani che ha fondato a Este la Delegazione 13 anni fa – la miaidea è di ritagliare in ogni nostro convivio uno spazio per offrire uno spunto di riflessione e conversazione. In questo spirito abbiamo dedicato la cena di Natale all’Osteria Testamatta di Este al rapporto tra musica e cucina con l’intervento di Sergio Cossu, autore e tastierista dei Matia Bazar, grande appassionato di cucina e di vini che ha illustrato come i musicisti nella storia hanno percepito il loro rapporto con il cibo”.

La conviviale dell’Equinozio di primavera al Relilax Miramonti di Montegrotto è stata invecededicata alla ristorazione alberghiera Massimiliano Schiavon, notoimprenditore alberghiero a capo di quattro strutture, tre a Jesolo e una a Venezia, che ha parlato di com’è cambiato il ruolo della ristorazione nell’ospitalità alberghiera. “Oltre a organizzare gliincontri istituzionali abbiamo in programma qualche evento a tema dedicato a un prodotto, una ricetta, un metodo di cottura – hacontinuato lei – il primo è stato al Museo del vino di Vò Euganeo dal titolo “Sette vini per sette piatti” in cui l’espertoenologo e sommelier Vito d’Amanti ha guidato la degustazione dei vitigni autoctoni dei Colli Euganei abbinati a sette piatti che ne risaltano le caratteristiche”.

I lavori accademici per il triennio che si concluderà nel 2021 sono coordinati anche dal direttivo che comprende Vice Delegato Giulio Muratori (per molti anni delegato del FAI Veneto), Consultore-Segretario Pietro Bonaiti Consultore-Tesoriere Carlo Pampaloni, Consultore Stefania De Checchi Sabbadin, Consultore Giampiero Massagrande. è stagione di asparagi: per celebrare questo prodotto e la Dop di Pernumia abbiamo invitato la Delegazione di Padova a una conviviale congiunta. Dopo la recente cena all’Antico Molino di Pernumia,dedicata all’asparago di Pernumia, autentica specialità veneta, è in calendario a giugno quella tradizionale del Solstizio d’estate. “Partecipando a convivi all’estero ho potuto toccare con mano quanto l’Accademia Italiana della Cucina abbia una dignità di vera e propria istituzione diplomatica.

La nostra delegazione desidera anche accrescere il suo ruolo a livello internazionale e amaggio e giugno andremo a Parigi e a Stoccolma per fare una visita di scambio alla scoperta dei segreti gastronomici dei Paesi stranieri. Vorrei contribuire a consolidare questa strada e cercherò di intensificare le occasioni di scambio e le relazioni con le delegazioni estere”. In autunno sono in programmaaltre degustazioni come quelladell’olio dei diversi cultivar, varietà agrarie di piante coltivate, dei Colli Euganei.

Paolo Braghetto